Nel 2035, il 7,7% della popolazione svizzera avrà 80 anni o più. Già oggi un cittadino su cinque è over 65. L’aumento della speranza di vita – tra le più elevate al mondo, passata nell’ultimo secolo da circa 60 a oltre 84 anni – insieme all’immigrazione e al calo della natalità, sta trasformando in profondità la struttura demografica del Paese. Una dinamica che accomuna sempre più le economie avanzate e, progressivamente, anche alcune emergenti.
Buona parte dell’Asia si prepara a fare i conti con il proprio inverno demografico: secondo le stime, entro il 2050 la popolazione over 65 raddoppierà, raggiungendo 1,6 miliardi di persone, con la Cina in prima linea. Una contrazione della forza lavoro che potrà forse essere in parte compensata dai progressi dell’intelligenza artificiale, ma che pone sfide enormi ai sistemi previdenziali e sanitari. Con l’avanzare dell’età, infatti, crescono in modo esponenziale il fabbisogno di cure e assistenza, i costi e, non da ultimo, la carenza strutturale di personale qualificato.
Diabete, cancro, patologie cardiovascolari e neurodegenerative, malattie respiratorie croniche e disturbi muscoloscheletrici diventano sempre più diffusi. In Svizzera, l’Ufficio federale di statistica stima in 10,8 anni per gli uomini e 14,2 per le donne la differenza tra l’aspettativa di vita complessiva e quella in buona salute. Non è un caso: la maggior parte delle malattie dell’adulto ha nell’invecchiamento il principale fattore di rischio, che rappresenta anche la causa singola più rilevante di perdita di funzione, fragilità, cronicità e morte.
Accanto alle pressioni sulla sostenibilità dei sistemi di welfare, la terza e la quarta età stanno però diventando anche un potente motore economico. Attorno alla silver economy ruotano settori come Pharma, Bio- e MedTech, ma anche alimentare, real estate, turismo, intrattenimento, wealth management (i baby boomer sono la generazione più ricca), wellness, beauty e servizi alla persona. A livello globale, questo ecosistema vale già circa 15mila miliardi di dollari di spesa annua e crescerà rapidamente con il raddoppio della popolazione over 60, che dovrebbe superare i 2,1 miliardi entro metà secolo. Già nel 2030, il mercato globale dell’anti-aging – tra farmaci, biotecnologie, wellness e skincare – potrebbe passare dagli attuali 85 a oltre 120 miliardi di dollari.
Alla base di queste dinamiche restano i progressi della scienza, chiamata non solo ad allungare la durata della vita (lifespan), ma soprattutto a estendere gli anni vissuti in buona salute (healthspan), evitando che la longevità si traduca in una prolungata fase di sopravvivenza, sofferenza e dipendenza. È su questo terreno che si gioca oggi una delle sfide scientifiche, sanitarie ed economiche più rilevanti del nostro tempo.
I protagonisti al centro del Focus, che per i contenuti scientifici si avvale della collaborazione con IBSA Foundation, per cui si ringrazia la Direttrice Silvia Misiti.












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