Le persone nate 125 anni fa sarebbero mediamente vissute circa la metà di quelle nate oggi. È un primo dato che molto dice, senza dire nulla. Nel 2024 un bambino nato in Germania ha un’aspettativa di vita di 78,5 anni, nel caso di una bambina di ben 83,2. Meglio fa la Svizzera, secondo l’Ufficio di statistica federale un bambino ambirebbe a raggiungere gli 82,4 anni mediamente, mentre una bambina sfiorerebbe gli 86. Discorso estendibile alle economie avanzate, e una tendenza destinata ad aumentare ancora.
I motivi alla base di questa dinamica, seppur in rallentamento, sono molteplici, ma tutti riconducibili a un minimo comun denominatore: il benessere raggiunto e diffuso in queste regioni del mondo. Ma un investitore come può beneficiarne? Stando a una recente indagine di Vontobel ci sarebbero buoni margini per capitalizzare questo fenomeno, strappando degli interessanti rendimenti, senza esporsi a eccessivi rischi.
Tutte quelle aziende attive per far vivere più sane e più a lungo le persone fanno parte di quella che si definisce ‘economia della longevità’, un settore composto da segmenti di aziende che beneficiano del benessere della popolazione più anziana, lavorando per fornirglielo, lungo l’intera catena del valore.
AI. Il mercato delle piattaforme di assistenza virtuale, strumenti clinici basati su dati e applicazioni intelligenti, si stima possa raggiungere la significativa dimensioni di 110 miliardi di dollari entro il 2030, rispetto ai già significativi 14,9 miliardi che ha raggiunto nel 2025, con dunque un Cagr annuo del 38,6%.
Genomica. L’editing del genoma, e la riprogrammazione cellulare sono tra le promesse del settore, ed è dove dovrebbero nascere le maggiori opportunità. I ricercatori si stanno infatti concentrando su registrazione e analisi del materiale genetico, sfruttando i dati raccolti per rilevare precocemente le malattie, adattando le terapie ai singoli pazienti, consentendo nuovi approcci di trattamenti biomedici. Se oggi è ancora agli albori, si stima che il settore riuscirà a mantenere un Cagr annuo del 12,6% sino al 2030.
Imaging medico. È quel segmento che include i fornitori di sistemi e tecnologie diagnostiche avanzate, che consentono diagnosi precoce, monitoraggio e valutazione delle malattie legate all’età e patologie croniche. Se già nel 2024 il mercato valeva 41,6 miliardi ci attende sfondi la soglia dei 60 entro cinque anni.
Dispositivi medici. Questa categoria è relativamente ampia. Le aziende che producono dispositivi impiantabili, indossabili e chirurgici sono considerate particolarmente promettenti. Questi dispositivi consentono il trattamento, il monitoraggio continuo e miglioramenti della qualità della vita dei pazienti in tutte le aree dell’assistenza sanitaria. I produttori sono sempre più tenuti a integrare servizi digitali, analisi dei dati e connettività. Di conseguenza, i dispositivi indossabili, il monitoraggio remoto e i dispositivi connessi intelligenti stanno diventando fattori chiave della crescita perché sono più vicini ai pazienti e consentono cure preventive.
A fronte dei progressi tecnologici, dell’aumento della spesa sanitaria e dell’invecchiamento della popolazione, le previsioni di Kpmg suggeriscono che il volume del mercato dei dispositivi medici potrebbe crescere di circa il cinque-sei per cento all’anno e quindi raggiungere un volume di mercato di oltre 700 miliardi di dollari entro il 2030.
Prevenire è curare. Secondo un rapporto del National Institutes of Health (Nih) degli Stati Uniti, entro il 2035 circa il 36% della popolazione americana di età pari o superiore a 50 anni avrà almeno una malattia cronica. Le aziende che offrono prodotti nutrizionali, integratori alimentari, soluzioni per la salute comportamentale o programmi di benessere personalizzati potranno contribuire a un’assistenza sanitaria preventiva e a uno stile di vita più sano.
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