
Oltre alla sfida che pone agli odierni sistemi sanitari, il prolungarsi dell’aspettativa di vita richiede anche che portafogli di investimento, pianificazioni patrimoniali e trust si adattino a orizzonti di vita di diversi decenni e ai costi dell’assistenza nelle fasi avanzate della vita. Per gli high-net-worth individuals e per i family office ciò rappresenta una sfida significativa: il rischio che gli asset debbano durare 30 o 40 anni dopo il pensionamento non è più un’ipotesi teorica, ma sta diventando la norma. Inoltre, le donne – che mediamente vivono più a lungo – affrontano un rischio aggiuntivo di sopravvivere sia al partner sia al patrimonio, rendendo essenziale una pianificazione specifica per genere.
Questo è ciò che il settore finanziario definisce longevity risk: il rischio di sopravvivere alla propria ricchezza. E non riguarda soltanto il reddito di base. Il rapporto Pension Markets in Focus dell’OCSE del 2021 e le ricerche della Society of Actuaries indicano che il longevity risk è una preoccupazione centrale per sistemi pensionistici, assicurazioni e gestori patrimoniali. Uno studio del World Economic Forum (2019) ha parlato di “global retirement gap”, stimando che nei mercati sviluppati le persone potrebbero sopravvivere ai propri risparmi in media da 8 a 20 anni. La guida alla pensione di JP Morgan include costantemente la longevità come pilastro della costruzione del portafoglio, raccomandando strategie dinamiche in grado di adattarsi nel tempo.
La pianificazione patrimoniale multigenerazionale deve riflettere nuove tempistiche
È ormai sempre più comune che tre o persino quattro generazioni coesistano contemporaneamente, spesso per decenni. Questo cambiamento demografico aggiunge nuovi livelli di complessità alla gestione del patrimonio familiare. Ciò che un tempo era un trasferimento lineare di asset e responsabilità da una generazione alla successiva è oggi diventato un processo multidirezionale e distribuito su più decenni.
Secondo il Global Family Office Report 2023 di UBS, oltre il 68% dei family office serve famiglie con tre o più generazioni attivamente coinvolte nelle decisioni patrimoniali, e questa percentuale è in crescita.
Una maggiore longevità estende quindi le tempistiche tradizionali di eredità, successione nella leadership e governance familiare. Le generazioni più anziane restano attive più a lungo, sia nelle attività imprenditoriali sia nei family office, mentre le generazioni più giovani cercano un coinvolgimento e un’influenza più precoci.
Questa dinamica richiede strutture di governance che vadano oltre le formalità legali. I moderni consigli di famiglia e i comitati di investimento devono essere progettati per bilanciare continuità e collaborazione, offrendo spazio ai leader della nuova generazione pur rispettando l’esperienza di chi ha guidato finora.
Anche la pianificazione della successione diventa più articolata. Il White Paper del World Economic Forum Longevity and Wealth (2022) sottolinea che molte famiglie non sono preparate al cosiddetto “sandwich effect”, in cui i gestori patrimoniali della Generazione X o dei Millennials si trovano a sostenere contemporaneamente genitori anziani e figli più giovani.
Questa pressione su tre generazioni può mettere sotto stress flussi di cassa, tempo e risorse emotive, rendendo una pianificazione successoria anticipata e flessibile non solo prudente, ma essenziale. Transizioni di leadership graduali, modelli di mentoring e strategie di co-investimento stanno sostituendo i tradizionali schemi rigidi di “passaggio di consegne”.
Nel frattempo, anche l’educazione deve diventare continua e intergenerazionale. Il Family Office Report 2023 di Campden Wealth evidenzia una tendenza crescente: i family office stanno investendo in piattaforme educative intergenerazionali, non solo per l’alfabetizzazione finanziaria ma anche per governance, tecnologia, impact investing e, sempre più, scienza della salute e della longevità. Questi programmi aiutano le nuove generazioni a prepararsi a ruoli decisionali sempre più complessi, offrendo al contempo alle generazioni più anziane gli strumenti per adattarsi alle nuove tecnologie e aspettative.
Il capitale privato sta guidando l’innovazione
Sebbene le scoperte mediche legate all’invecchiamento facciano spesso notizia, molte delle innovazioni più trasformative nella scienza della longevità avvengono dietro le quinte, finanziate non dai mercati pubblici ma dal capitale privato. Questo include Venture capital, Private equity e investimenti diretti da parte di family office e investitori con una visione di lungo periodo. Dalle aziende biotech che studiano i meccanismi delle malattie legate all’età alle start up di digital health focalizzate su prevenzione, diagnostica e biomarcatori, il capitale privato sta alimentando un ecosistema di profonda trasformazione.
Secondo il Longevity Industry Journal Report 2024, gli investimenti privati nel settore della longevità hanno superato globalmente i 40 miliardi di dollari, con oltre 1.200 aziende attive nell’age-tech, nelle terapie per la longevità e nell’estensione della healthspan. Questo crea un’opportunità unica per i family office dotati di capitale da gestire a lungo termine e mandati orientati alla missione. Il Campden Wealth Health & Wellness Investment Report (2023) segnala che il 57% dei family office intervistati destina oggi una parte del portafoglio all’innovazione sanitaria, indicando longevità, benessere e prevenzione tra i temi chiave.
Per famiglie orientate a eredità, benessere e impatto, questi investimenti non sono soltanto finanziari: sono scelte coerenti con i propri valori, scommesse su un futuro più sano e resiliente.
Molte di queste iniziative operano inoltre all’intersezione tra scienza, tecnologia ed etica, richiedendo non solo capitale ma anche una guida responsabile. I family office sono particolarmente ben posizionati per offrire più del semplice finanziamento: possono contribuire con competenze di governance, visione di lungo periodo e allineamento intergenerazionale ai fondatori che affrontano problemi con una prospettiva centenaria.
Che si tratti di start up che sviluppano terapie senolitiche, dispositivi indossabili per monitorare in tempo reale biomarcatori dell’invecchiamento o orologi epigenetici basati sull’intelligenza artificiale, gli investitori privati stanno contribuendo a definire il futuro dell’invecchiamento, e chi potrà beneficiarne.
Con la maturazione del settore, diventa essenziale adottare un quadro di due diligence strutturato. L’innovazione nella longevità non opera nel vuoto: il suo successo dipende da quanto bene riesce a integrarsi in un ecosistema sanitario in rapida evoluzione. Gli investitori devono quindi valutare ogni opportunità su più dimensioni: maturità scientifica, fattibilità regolatoria, integrazione nei percorsi di cura esistenti, comportamento dei consumatori e implicazioni etiche. Solo analizzando l’intero panorama è possibile distinguere tra innovazioni realmente rivoluzionarie e soluzioni scientifiche prive di reale trazione sistemica.
Il passaggio da interventi tardivi a diagnosi precoce e prevenzione rafforza ulteriormente la necessità di una visione olistica. Con sistemi sanitari, assicurazioni e consumatori sempre più orientati a individuazione precoce e ottimizzazione della salute, la rilevanza di ogni innovazione dipenderà dal suo allineamento con i modelli futuri di cura.
Gli investitori – soprattutto quelli con capitale di lungo periodo e orientato ai valori – devono quindi chiedersi non solo cosa un’azienda stia costruendo, ma anche dove sarà la società tra 5-10 anni e come quell’innovazione si inserirà nella futura catena del valore della salute e della longevità.
Questa prospettiva “dal futuro verso il presente” aiuta a evitare di ragionare solo sul breve termine, a individuare sinergie sottovalutate e ad assicurare che il capitale venga allocato dove può generare sia impatto significativo sia rendimenti finanziari resilienti.
Alcuni dei sottosettori più attivi
Secondo la Longevity Technology Market Map 2023, tra i sottosettori che stanno attirando maggior capitale nelle fasi iniziali troviamo:
- riprogrammazione cellulare e rigenerazione
- diagnostica basata su biomarcatori e test epigenetici
- piattaforme di digital health per l’aging-in-place e l’assistenza agli anziani
- innovazioni nel settore nutraceutico e degli integratori
- piattaforme di intelligenza artificiale per scoperta di farmaci e previsione della healthspan
- allineamento dei valori: gli investimenti focalizzati sulla healthspan spesso si sovrappongono a strategie ESG, impact investing e costruzione di un’eredità basata sui valori, particolarmente attrattive per le nuove generazioni di detentori di ricchezza.
Le nostre strategie sono progettate per una vita di 100 anni?
Concludiamo con alcune riflessioni finali e una breve checklist.
- Consultare un Longevity Specialist o un Health strategist: così come le famiglie collaborano con consulenti finanziari, fiscalisti e avvocati patrimonialisti, può essere utile coinvolgere un Longevity Specialist. Questi professionisti offrono indicazioni personalizzate sull’ottimizzazione della healthspan, la pianificazione preventiva della salute e la gestione del longevity risk, spesso supportate da dati provenienti da wearable, genomica e diagnostica avanzata.
- Rivedere e modernizzare trust ed estate plan: vite più lunghe significano che durata dei trust, meccanismi di distribuzione e piani di successione potrebbero richiedere aggiornamenti. È importante assicurarsi che le strutture legali possano supportare più generazioni contemporaneamente, consentire transizioni graduali di leadership e mantenere flessibilità per orizzonti di vita estesi.
- Diversificare verso investimenti in longevità e health-tech: valutare investimenti diretti o allocazioni in fondi nei settori biotech, diagnostica, medicina personalizzata e piattaforme di digital health. Si tratta di ambiti allineati sia ai trend di crescita di lungo periodo sia ai valori di molte famiglie legati al benessere e all’impatto sociale.
- Sviluppare un piano familiare di salute ed educazione intergenerazionale: creare un approccio condiviso all’educazione sanitaria e alla cultura del benessere digitale. Incoraggiare le nuove generazioni a comprendere sia la gestione responsabile del patrimonio sia l’ottimizzazione della salute personale: due pilastri della resilienza di lungo periodo.
- Rivedere il framework di governance: aggiornare costituzioni familiari, charter e modelli di governance per riflettere orizzonti temporali più lunghi, ruoli multigenerazionali e priorità emergenti come longevità, investimenti ESG e pianificazione dell’eredità in una prospettiva orientata alla salute.
Questo è il momento di valutare le strutture esistenti, individuare eventuali lacune ed esplorare opportunità coerenti con l’era della longevità. Agendo oggi è possibile non solo preservare il capitale, ma amplificarlo attraverso le generazioni, la salute e lo scopo. La longevità non è semplicemente una tendenza. È una trasformazione.
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