TM    Maggio Sostenibilità 2026

Responsabilità aziendale in evoluzione continua

Fra progressi compiuti, sfide aperte e ambizioni future, Argor-Heraeus interpreta con dinamismo e costante impegno la responsabilità aziendale. Il punto con il Co-CEO Robin Kolvenbach.

I metalli preziosi continuano a occupare un ruolo particolare nell’economia globale. In tempi di incertezza come quelli attuali, l’oro torna al centro dell’attenzione, percepito come bene rifugio e simbolo di stabilità. Le riserve estraibili sono limitate: nel corso della storia sono state estratte circa 216.265 tonnellate; oggi si stima che ne rimangano circa 54.000.

Argor-Heraeus è un’azienda storica del territorio ticinese: fondata nel 1951 a Chiasso, tra le prime raffinerie di metalli preziosi in Svizzera, compie quest’anno 75 anni. Oggi, parte del gruppo globale Heraeus Precious Metals, rappresenta una delle realtà di riferimento a livello mondiale nella raffinazione e trasformazione di metalli preziosi quali oro, argento, platino e palladio. La sede di Mendrisio, attualmente in fase di espansione, conta oltre 500 persone nella propria forza lavoro. 

A due anni dalla pubblicazione del “Factbook sulla sostenibilità” dell’azienda, torniamo sull’argomento con il Co-CEO Dr. Robin Kolvenbach per comprendere cosa è cambiato nel frattempo, quali progressi siano stati compiuti e quali sfide rimangano aperte. Numerosi gli spunti interessanti. 

Tracciabilità e trasparenza
La conversazione non può che iniziare dal tema della tracciabilità, fra i più centrali nel settore dei metalli preziosi. «Negli ultimi anni gli sviluppi sono stati significativi», esordisce Kolvenbach. «Oggi lavoriamo con tecnologie avanzate e partner specializzati per garantire un livello di tracciabilità impensabile fino a pochi anni fa. Nell’arco del 2025 abbiamo anche lanciato due linee di prodotti ‘Origin Traced’, e ‘Small Craft’ che consentono agli acquirenti di verificare direttamente l’origine del metallo», prosegue. 

In cosa si differenziano concretamente queste due linee?  «La linea ‘Origin Traced’ si basa su oro proveniente da miniere industriali selezionate secondo standard ambientali e di governance. ‘Small Craft’, invece, utilizza oro proveniente da miniere artigianali e di piccole dimensioni certificate (ASM), contribuendo concretamente al miglioramento delle condizioni di lavoro e allo sviluppo delle comunità locali attraverso il pagamento di un premio. In entrambi i casi, sistemi digitali avanzati permettono di tracciare il metallo dal sito di estrazione fino al prodotto finale, offrendo un elevato livello di trasparenza ai clienti». Gli sforzi dell’azienda in questo ambito riguardano anche la trasparenza del settore, come spiega Kolvenbach: «Abbiamo di recente collaborato con l’Associazione svizzera dei metalli preziosi allo sviluppo di una piattaforma che consente di comprendere l’origine dell’oro lavorato in Svizzera dai membri dell’Associazione. La piattaforma è accessibile pubblicamente e rappresenta un’innovazione a livello internazionale».

Le due linee di oro tracciabile Small Craft e Origin Traced, lanciate nel 2025
Le due linee di oro tracciabile Small Craft e Origin Traced, lanciate nel 2025, offrono agli investitori la possibilità di verificare in modo trasparente la composizione e l’origine del metallo.

Lavoro con le miniere
Argor-Heraeus non estrae direttamente i metalli preziosi che lavora. Questi provengono da miniere prevalentemente di natura industriale. Proprio a monte della catena del valore si concentra la maggior parte dell’impatto ambientale, in termini di consumo d’acqua ed emissioni di CO2. «Più del 99% del totale delle nostre emissioni, incluse dunque quelle lungo la catena del valore, proviene proprio dall’estrazione dei metalli preziosi. La collaborazione con i partner minerari risulta dunque imprescindibile. Adottiamo tutte le misure possibili per soddisfare o superare gli standard internazionali di settore. Ad esempio, ci stiamo concentrando sul raggiungimento della trasparenza nei dati e negli obiettivi relativi a emissioni di gas serra, acqua e biodiversità. Il nostro obiettivo è che il 100% dei nostri partner minerari adotti misure concrete e ne monitori i progressi», afferma il Co-CEO di Argor-Heraeus.

Il lavoro con le miniere non si limita agli aspetti di monitoraggio. «In particolare, siamo attivi nel supporto alle miniere artigianali e di piccole dimensioni (ASM), favorendone lo sviluppo e la formalizzazione. Ci riforniamo esclusivamente di oro proveniente da fonti ASM responsabili certificate da iniziative quali Swiss Better Gold, Fairmined o Fairtrade. Attraverso questi strumenti sosteniamo pratiche responsabili, migliorando le condizioni di lavoro e contribuendo allo sviluppo sociale delle comunità locali».

La sfida principale per diventare l’azienda più responsabile nel campo della raffinazione e della produzione di oro e argento è continuare a innovare il significato stesso di responsabilità nel nostro settore. Non si tratta solo di rispettare standard e normative, ma di contribuire attivamente a definirne l’evoluzione futura.

Robin Kolvenbach

Robin Kolvenbach

Co-Ceo Argor-Heraeus

Tutela della biodiversità e riduzione delle emissioni
Abbiamo toccato il tema della biodiversità e delle emissioni delle miniere: pensando al vostro impatto più locale, come vi muovete in questo senso? «Tra il 2019 e il 2024, grazie a sforzi significativi, abbiamo ridotto le nostre emissioni complessive del 78% (emissioni Scope 1 e 2, ovvero emissioni dirette e derivanti dall’acquisto di energia) considerando il nostro quartiere generale di Mendrisio e le sedi internazionali in Italia, Germania e Hong Kong. Il sito di Mendrisio ha svolto un ruolo trainante: nello stesso periodo, abbiamo ridotto le emissioni dell’89%. Qui abbiamo eliminato le emissioni legate all’acquisto di energia già dal 2022, utilizzando elettricità proveniente al 100% da fonti rinnovabili e investendo nella produzione autonoma tramite impianti fotovoltaici».

Sul fronte della biodiversità, l’azienda ha avviato iniziative mirate. «Nel 2024 abbiamo pianificato la rigenerazione di un’area equivalente al 30% di quelle degradate del sito di Mendrisio entro il 2030, attraverso interventi volti a favorire la biodiversità e la piantumazione di specie autoctone. L’obiettivo è il ripristino completo delle superfici individuate, situate sia all’interno del sedime aziendale sia in aree esterne nel territorio della Città di Mendrisio. I primi interventi sono già stati realizzati nel corso del 2025».

Staff di Argor-Heraeus, team building
Alla scoperta della biodiversità del territorio: lo staff di Argor-Heraeus visita il Parco Valle della Motta durante un’attività di team building organizzata in occasione della Giornata della Terra, il 22 aprile 2026.

Il rapporto con il territorio
Emerge dunque anche l’attenzione al territorio. «Sin dall’anno della nostra fondazione, il rapporto con il territorio che ci ospita è stato fondamentale. Stiamo espandendo ulteriormente la nostra sede di Mendrisio. Abbiamo ottimi rapporti con il Municipio, ad esempio sarà il nostro partner principale proprio per la rigenerazione della biodiversità locale appena citata. A inizio 2025, abbiamo avuto anche l’occasione di ospitare il Consiglio di stato ticinese in visita presso la nostra azienda, insieme a quello del Canton Zugo», ricorda Kolvenbach.

Non ci si ferma al rapporto con le autorità, naturalmente. Oltre al ruolo economico come datore di lavoro e contribuente, Argor-Heraeus promuove diverse iniziative a livello locale: «Fra queste, collaboriamo attivamente con realtà quali Conservatorio della Svizzera italiana, Provvida Madre e SUPSI. Ad esempio, lo scorso dicembre, abbiamo consegnato il premio di 3.000 franchi allo studente che ha redatto la migliore tesi del Master in engineering SUPSI».

Uno sguardo al futuro
Quali le sfide all’orizzonte in materia di responsabilità per un’azienda come Argor-Heraeus? «La nostra aspirazione è diventare l’azienda più responsabile nel campo della raffinazione e della produzione di oro e argento. Una visione che, per sua natura, è dinamica. È come inseguire un bersaglio in movimento». La sfida principale, conclude Kolvenbach, è proprio questa: «Continuare a innovare il significato stesso di responsabilità nel nostro settore. Non si tratta solo di rispettare standard e normative, ma di contribuire attivamente a definirne l’evoluzione futura».

Per approfondire l’approccio di Argor-Heraeus alla responsabilità: “Ciò che è prezioso per noi”