Potrebbe rappresentare il propulsore chiave della decarbonizzazione: dotato di un’elevata densità energetica, l’idrogeno permette lo stoccaggio a lungo termine e, se generato tramite elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili, rilascia soltanto vapore acqueo, senza emissioni di gas serra. Purtroppo tuttora il 95% della sua produzione a livello mondiale deriva da fonti fossili. Europa in testa, e Svizzera inclusa, sempre più sono ormai i governi a varare strategie per favorire lo sviluppo delle tecnologie e delle infrastrutture necessarie a concretizzarne il potenziale.
Fra gli alfieri del settore c’è la bellinzonese GhenPower SA, spin-off di Premel SA, leader nei sistemi di generazione di energia di emergenza. Fondata nel 2023, offre sistemi energetici fissi e mobili alimentati a idrogeno ottenuto da fonti rinnovabili, come fotovoltaico, eolico e idrolettrico. I suoi servizi coprono l’intera catena di approvigionamento: dalla produzione allo stoccaggio (anche con idruri metallici, insieme al partner vodese GRZ Technologies), dalla distribuzione ai sistemi a celle a combustibile, servizi di integrazione e manutenzione. Un approccio completo e integrato per offrire soluzioni personalizzate a diversi settori, quali industria, residenziale, commercio e trasporti.
Dopo i primi progetti pilota in Spagna e Regno Unito, GhenPower si concentra sul mercato con applicazioni concrete, come le Comunità energetiche rinnovabili. «Questo modello che aggrega individui, aziende o enti locali che collaborano per produrre, consumare e gestire energia da fonti rinnovabili, può trarre dall’integrazione dell’idrogeno vantaggi in termini di efficienza, sostenibilità, autonomia e convenienza economica», spiega Pasqualino Pansardi, Ceo di GhenPower.

L’energia in eccesso prodotta dal fotovoltaico può infatti essere accumulata nelle batterie per coprire i consumi quotidiani, oppure trasformata tramite elettrolisi in idrogeno da immagazzinare a lungo termine. Una riserva utile soprattutto nei mesi invernali o in caso di blackout, con il valore aggiunto di recuperare calore dal processo di conversione da destinare a riscaldamento e acqua calda. «Così le comunità energetiche raggiungono un’autonomia superiore all’85%», afferma l’Ing. Pansardi. Mercati chiave, Australia e Brasile, dove GhenPower si propone di rispondere all’approvvigionamento sostenibile delle aree meno servite dalla rete.


È invece tutto locale l’altro progetto di punta a cui sta lavorando GhenPower, uno dei primi Zero Energy Building (Zeb) non solo in Svizzera, ma in Europa. Il sistema integrato di elettrolizzatori, stoccaggio e celle a combustibile di GhenPower renderà il Figino Resort – già concepito con soluzioni tecnologiche e architettoniche in grado di garantire elevate prestazioni energetiche passive – capace di autoprodurre il restante fabbisogno di elettricità e calore senza emissioni. «Siamo particolarmente orgogliosi di esser stati scelti da System Evergreen AG, promotore del progetto, per fornire le nostre competenze chiave in ingegneria e concetto di sicurezza, sistemi di controllo, assemblaggio e messa in servizio, monitoraggio da remoto e manutenzione continua», sottolinea il Ceo di GhenPower. «Tutti i nostri sistemi prevedono monitoraggi ridondanti, con sistemi di backup che permettono anche in caso di blackout di garantire una ventilazione continua: una misura semplice ma essenziale per mantenere la concentrazione dell’idrogeno al di sotto della soglia di sicurezza, trattandosi di un gas molto volatile – è la più piccola molecola esistente – altamente infiammabile e di cui, essendo inodore e incolore, è difficile individuare le fughe», osserva l’Ing. Pansardi.

Parallelamente, GhenPower sta valutando nuove opportunità, come l’impiego dell’ammoniaca (NH3) per semplificare il trasporto dell’idrogeno. L’ammoniaca occupa infatti meno volume a parità di energia e gode di una rete consolidata di trasporto e stoccaggio grazie al largo impiego nella produzione di fertilizzanti agricoli. Tramite il cracking, le sue molecole vengono separate nei loro elementi base: idrogeno e azoto. Di nuovo, Australia e Brasile in testa, ma anche Svizzera.
Ci sono poi diverse collaborazioni sul territorio, come le iniziative formative intraprese con la Scuola di Arti e Mestieri (SAM) e la Scuola Specializzata Superiore di Tecnica (SSST) di Bellinzona, o in prospettiva, progetti più articolati con SUPSI e USI per rendere ancor più efficienti e intelligenti i propri sistemi. A poco più di due anni dalla fondazione, GhenPower si conferma così in prima linea per portare sul mercato sistemi a idrogeno realmente sostenibili, coniugando innovazione, efficienza e indipendenza energetica.
GhenPower SA
Via Riale Righetti 24
6503 Bellinzona
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