La logistica di beni pregiati rappresenta una nicchia ad alta complessità, con una clientela che oltre alla massima efficienza, cerca un partner fidato, capace di garantire sicurezza, riservatezza, personalizzazione e rigore procedurale. Esigenze a cui risponde OLG International mediante la piattaforma sviluppata dall’interno di Swiss Logistics Center, società controllata al 100% da OLG. Il Managing Director Federico Fuochi, ne illustra caratteristiche ed evoluzione.
Quali servizi offrite per beni pregiati?
Gestiamo trasporti internazionali specializzati, deposito ad alta sicurezza, procedure doganali, coordinamento assicurativo e servizi tecnici come imballaggi museali, condition report e movimentazioni dedicate. Il vero punto di forza risiede nell’integrazione: un unico referente, una catena di custodia documentata e responsabilità chiare in ogni fase. L’obiettivo è eliminare frammentazioni operative e garantire controllo completo del processo. Per beni unici o fragili non basta eseguire: serve un sistema coerente che protegga valore, integrità e reputazione.
Insieme a una posizione strategica, quale valore aggiunto offrite ai vostri clienti?
Lavoriamo con collezionisti privati, family office, musei, gallerie, case d’asta, brand del lusso e operatori del wealth management: clienti che gestiscono patrimoni, non semplici spedizioni. Il nostro valore aggiunto è dato dalla combinazione tra sicurezza, metodo operativo e personalizzazione. Offriamo processi rigorosi, riservatezza, continuità e capacità di adattarci alle esigenze specifiche di ogni bene. In questo settore la differenza non la fa il prezzo, ma l’affidabilità. Riduciamo rischi tecnici, documentali e reputazionali, offrendo una struttura solida e competente.
Cosa significa per voi ‘white glove service’?
Non si tratta di un’etichetta commerciale, ma di un preciso standard di disciplina operativa: personale formato, procedure codificate, imballaggi su misura, controllo ambientale quando richiesto, tracciabilità e documentazione dettagliata prima e dopo ogni movimentazione. Ogni passaggio è pianificato: sopralluoghi, analisi dei rischi, scelta delle attrezzature, gestione controllata degli accessi. Quando si movimentano beni unici, l’errore non è un’opzione. La qualità sta nella ripetibilità delle procedure e nell’attenzione ai dettagli.
Che tipo di relazione instaurate con la vostra clientela?
Partiamo sempre da un’esecuzione impeccabile, ma spesso il rapporto evolve in consulenza. Non trasportiamo soltanto: aiutiamo a prendere decisioni corrette. Questo richiede competenza tecnica, visione e capacità di anticipare criticità.
Quali sono oggi i rischi più critici?
Oltre a rischi di danneggiamento, furto o manomissione, errori documentali e problematiche doganali, nel nostro settore pesa molto anche il rischio reputazionale. Il risk management comincia da un’analisi preventiva dettagliata: natura del bene, percorso, punti sensibili. Implementiamo catene di custodia documentate, procedure di sicurezza, controlli sugli accessi e verifiche documentali rigorose. La due diligence include controllo delle istruzioni ricevute, coerenza dei documenti e conformità normativa. Prevenire è più efficace che gestire un’emergenza.
L’ingresso di arte e beni di lusso tra gli asset alternativi incide sulla domanda?
Sì, in modo evidente. Quando un bene diventa asset finanziario, aumenta la richiesta di conservazione professionale, tracciabilità e gestione strutturata. Non si parla più solo di spedizione, ma di custodia e valorizzazione nel tempo, dunque la richiesta di servizi continuativi e integrati con consulenti patrimoniali. La logistica entra nella governance dell’asset. Per noi significa maggiore responsabilità e attenzione alla qualità dei processi.
Come vede evolvere il settore?
Si andrà verso maggiore integrazione, digitalizzazione e rafforzamento degli standard di sicurezza e compliance. In quest’ottica, la nostra piattaforma si arricchisce del know-how nella gestione di beni delicati e valori culturali e industriali di Zürcher SA, azienda fondata nel 1854 a Chiasso. Non è solo un’acquisizione, ma un’integrazione industriale: competenze dirette, persone e cultura operativa assimilate in un modello unico. Guardiamo a un mercato dove processi robusti, trasparenza e tecnologie digitali diventano requisiti di base e dove la capacità di offrire soluzioni integrate farà la differenza, non solo per eseguire, ma per guidare strategie patrimoniali basate su asset reali e unici.
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