TM    Aprile Mice 2026

Un sogno botanico nel Mediterraneo alpino

Un luogo dove natura, storia e cultura si intrecciano in un equilibrio raro. Nel cuore del Lago Maggiore, a pochi passi dal confine tra Svizzera e Italia, le Isole di Brissago sono uno dei giardini botanici più affascinanti del Paese. Custodiscono una storia sorprendente che le ha trasformate in una destinazione d’eccellenza anche per il settore Mice.

di eidos

le Isole di Brissago: Isola Grande e Isola Piccola
In foto, le Isole di Brissago: Isola Grande e Isola Piccola.

Sono due. L’Isola Grande (Isola di San Pancrazio) e l’Isola Piccola (Isola di Sant’Apollinare o Isola dei conigli) e rappresentano un’incantevole cornice naturale, aperta al pubblico da marzo a novembre. L’Isola Grande ospita un giardino botanico con oltre duemila specie, sorto alla fine del XIX secolo, e la Villa Emden, un edificio in stile neoclassico costruito negli anni Venti, sede oggi di un hotel e un ristorante.

La storia moderna delle Isole di Brissago inizia nel 1885, quando Richard e Antoinette Fleming St. Léger le acquistarono allo scopo di abitarvi. Visionaria e amante della natura, la baronessa Antoinette trasformò questo angolo selvaggio in un giardino botanico unico, introducendo specie esotiche provenienti da tutto il mondo. «Grazie al clima particolarmente mite del Lago Maggiore, fu possibile coltivare piante subtropicali e mediterranee in pieno territorio svizzero: palme, bambù, eucalipti e piante rare che ancora oggi caratterizzano il paesaggio. Specie tipiche dell’emisfero sud e altre dell’emisfero nord: musa basjoo, bambù e ginkgo ad evocare l’Estremo Oriente; magnolie, agavi, cipressi, jucca di origine sudamericana, salvia, rosmarino o sughero a rappresentare il Mediterraneo», spiega Alessio Maccagni, dal 2021 responsabile scientifico delle Isole.

Nel 1928, la proprietà passò nelle mani di Max Emden, imprenditore tedesco che contribuì ulteriormente al loro sviluppo, trasformandole in un luogo di incontro per personalità illustri dell’epoca. La casa presente sull’Isola Grande venne sostituita da un grandioso palazzo (oggi Villa Emden) costruito con i più nobili materiali: dai marmi di Carrara della Sala degli specchi e degli scaloni, al pavimento fiorentino intarsiato della Sala rossa.

È nel 1950 che le Isole aprono al pubblico. Vendute dagli eredi di Max Emden, passarono in mani pubbliche e furono destinate alla conservazione e alla divulgazione delle bellezze naturali, a scopi culturali, scientifici e turistici. Nacque l’allora Parco Botanico del Cantone Ticino, che aprì al pubblico il 2 aprile 1950.

Dal 2020 le Isole sono il Giardino botanico cantonale, nel frattempo divenuto di proprietà del Cantone Ticino, un patrimonio naturale e culturale di grande valore, gestito con attenzione alla conservazione e alla sostenibilità. Unico giardino botanico insulare in Europa, le Isole fanno parte della rete Gardens of Switzerland.

Oltre al loro valore naturalistico, le Isole di Brissago si distinguono anche come una location esclusiva per eventi aziendali e privati. Il contesto è unico:  una realtà immersa nella quiete del lago, raggiungibile solo via battello, che garantisce privacy e un’atmosfera fuori dal tempo. Questo la rende ideale per meeting aziendali, eventi incentive e feste private, conferenze e workshop. Le infrastrutture presenti permettono di coniugare, con versatilità, natura e comfort. Organizzare un evento qui significa offrire molto più di una semplice location.

Gli ospiti possono vivere esperienze immersive: visite guidate nel giardino botanico, percorsi sensoriali tra piante esotiche, momenti di relax con vista sul Lago Maggiore, attività nella natura. Questo approccio esperienziale è uno dei punti di forza delle Isole nel panorama Mice, sempre più orientato a creare connessioni autentiche, coinvolgenti e memorabili.

L’apertura al settore eventi rappresenta un’opportunità concreta per valorizzare questo patrimonio in modo responsabile, mantenendo un equilibrio tra accessibilità e tutela. In questo contesto, ogni evento non è semplicemente organizzato, ma inserito in un ambiente che favorisce lentezza, relazione e consapevolezza.

Le Isole, oltre la definizione di giardino botanico, incarnano un modello virtuoso di evoluzione, capace di far coesistere identità storica e apertura al futuro. La gestione pubblica gioca un ruolo centrale, garantendo la protezione della biodiversità e del valore culturale del sito, senza rinunciare a forme di innovazione.

E mentre, oggi, molti luoghi naturali oscillano tra sovra- e sotto-sfruttamento, qui emerge una terza via: quella dell’equilibrio. L’integrazione del settore Mice non si limita a generare valore economico, ma contribuisce a una visione più ampia, in cui ogni iniziativa fornisce un proprio apporto alla sostenibilità complessiva del luogo. Gli eventi diventano così strumenti – e non obiettivi – capaci di rafforzare la conservazione e diffondere una maggiore sensibilità ambientale.

È proprio questa sintesi tra tutela, fruizione e innovazione a rendere le Isole un caso interessante anche sul piano strategico: un bene pubblico in grado di produrre valore economico, sociale ed educativo.

In un panorama che cerca modelli replicabili di gestione sostenibile, le Isole di Brissago dimostrano che proteggere e valorizzare possono procedere insieme. La loro forza sta nell’essere non solo una destinazione, ma un esempio concreto di come il patrimonio pubblico possa evolvere restando fedele alla propria natura. In tutti i sensi.

L’Isola Grande, con una superficie di 25.568 metri quadrati, e l’Isola Piccola, che si estende per 8.186, emergono solo di pochi metri sopra il livello medio del Lago Maggiore: rispettivamente di 6,50 metri e 6,90 metri. Dal punto di vista geologico, le due isole si trovano nella parte più settentrionale delle Alpi insubriche, all’interno della cosiddetta zona kinzigitica, caratterizzata dalla presenza di gneiss kinzigitici. Questo substrato roccioso affiora in diversi punti, soprattutto lungo le rive dell’Isola Piccola, mentre altrove è ricoperto da una sottile coltre di origine morenica.

Le isole rappresentano in realtà le sommità di un’antica collina modellata dall’erosione, situata lungo la storica linea spartiacque tra le valli del Ticino e della Maggia. Questa origine conferisce loro una struttura geologica tanto discreta quanto significativa.

Le acque del Lago Maggiore, che accumulano calore durante l’estate e lo rilasciano nei mesi invernali, unite alla protezione offerta dalla catena alpina e a un’elevata esposizione al sole, creano condizioni climatiche eccezionalmente miti. Il clima può essere definito, a tutti gli effetti, subtropicale – una peculiarità che ha reso possibile lo sviluppo del celebre giardino botanico delle isole.

Isole d Brissago, logo

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