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La partita di Lugano tra crescita e investimenti

Il turismo congressuale, leva strategica per il futuro del luganese, richiede ora nuove strutture all’avanguardia, capaci di supportare l’espansione sia quantitativa sia qualitativa del settore. Per il solo 2025, infatti, la stima dell’impatto economico diretto per la destinazione ha raggiunto, considerato l’indotto complessivo, i 33,4 milioni di franchi. Interviene Massimo Boni, direttore dell’Ente Turistico del Luganese.

di eidos

Il turismo congressuale si conferma una leva strategica per lo sviluppo di Lugano e della sua regione, delineando uno scenario in cui impatto economico, competitività internazionale e investimenti infrastrutturali si intrecciano in modo sempre più evidente.

I dati più recenti restituiscono una fotografia chiara della rilevanza del comparto. Nel 2025, il Palazzo dei Congressi ha ospitato ventiquattro eventi, tra regionali, nazionali e internazionali. L’analisi di una selezione significativa di questi appuntamenti evidenzia un impatto economico diretto pari a 18 milioni di franchi, cifra che raggiunge i 33,4 milioni considerando l’indotto complessivo. Numeri che confermano la capacità del settore di generare valore diffuso, con ricadute tangibili su ospitalità, ristorazione, commercio e servizi.

Non si tratta solo di volumi, ma di qualità dei flussi. «Dopo la fine del segreto bancario, Lugano ha bisogno di una nuova visione strategica», esordisce Massimo Boni, direttore dell’Ente Turistico del Luganese, «Lo sviluppo del settore congressuale rappresenta senza dubbio una direzione solida e credibile: si tratta infatti di un comparto capace di attrarre un pubblico qualificato, che soggiorna sul territorio, consuma e genera valore per l’economia locale. Inoltre, il turismo congressuale contribuisce a destagionalizzare i flussi, garantendo un’occupazione della regione durante tutto l’arco dell’anno».

Il turismo congressuale contribuisce in modo determinante anche al posizionamento strategico della destinazione, rafforzando il ruolo di Lugano come punto di connessione tra Nord e Sud delle Alpi. Un posizionamento che, nel contesto competitivo europeo, rappresenta un vantaggio distintivo.

Palazzo dei congressi, Lugano
Uno scorcio di Lugano: a destra il Palazzo dei Congressi e Villa Ciani.

In questo ecosistema, il Ticino Convention Bureau svolge un ruolo centrale nella promozione e nello sviluppo di tutti i segmenti MICE, con un focus su eventi aziendali, viaggi incentive e meeting. Ambiti in cui l’offerta territoriale risulta già consolidata e competitiva, grazie a una combinazione efficace di infrastrutture, servizi e qualità della destinazione.

Più complessa, invece, la sfida legata al turismo congressuale internazionale, in ordine al quale il Ticino Convention Bureau opera in stretta collaborazione con Lugano Convention & Exibition, con la consapevolezza che le caratteristiche dell’attuale Palazzo dei Congressi evidenziano alcuni limiti strutturali: la doppia funzione di spazio civico e congressuale, la limitata modularità e i vincoli logistici riducono infatti la possibilità di ospitare eventi in simultanea o di grande scala. Elementi che rischiano di incidere sulla capacità di competere con altre destinazioni dotate di infrastrutture più flessibili e performanti.

Massimo Boni
Massimo Boni, direttore dell’Ente Turistico del Luganese.

Nonostante ciò, le attività di acquisizione e promozione continuano a generare risultati concreti. La presenza qualificata nei principali appuntamenti di settore e il rafforzamento del network territoriale – attraverso l’Ambassador Program, che coinvolge attualmente oltre cento esponenti del mondo accademico, medico ed economico cantonale – rappresentano strumenti fondamentali per attrarre nuovi congressi e consolidare il posizionamento della destinazione.

Guardando al futuro, la visione strategica si concentra sul progetto del Polo turistico congressuale al Campo Marzio Nord, destinato a rappresentare un punto di svolta per l’intero comparto. L’obiettivo è dotare Lugano di un’infrastruttura moderna, flessibile e pienamente integrata con l’offerta alberghiera e urbana, capace di rispondere alle esigenze di un mercato in evoluzione e di rafforzare ulteriormente la competitività a livello nazionale e internazionale. Il che significa investire nello sviluppo economico, turistico e occupazionale del territorio, creando valore duraturo.

Il turismo congressuale emerge così non come un comparto accessorio, ma come un vero motore di sviluppo economico. Per Lugano e la sua regione, la sfida non è più dimostrarne il valore, ma creare le condizioni per sostenerne la crescita nel lungo periodo, trasformando il potenziale in una leadership consolidata nel panorama delle destinazioni congressuali (almeno) europee.

Sala interna, Palazzo dei congressi, Lugano
Palazzo dei Congressi.

Mezzo secolo di vita e di onorato, ininterrotto, servizio. Inagurato il 6 dicembre 1975, il Palazzo dei Congressi (in foto) di Lugano ha ospitato da allora decine di migliaia di eventi, contribuendo alla crescita del turismo d’affari e al prestigio internazionale della Città. La storia di questo sito prende avvio in un passato decisamente remoto: la trasformazione dell’area, infatti, ha attraversato diverse epoche, fasi e funzioni. Dal castello sforzesco demolito nel 1517 alla struttura congressuale attuale, passando per la Villa Beroldingen poi Ciani con le sue scuderie, la celebre fiera del bestiame, le casermette dei pompieri e il Kursaal.

Il Palazzo dei Congressi, il più grande centro congressuale del Ticino, è gestito oggi da Lugano Convention & Exhibition. Più in generale, dal 2023 il settore MICE & Incoming di Lugano Region è integrato all’interno del Ticino Convention Bureau, un centro di competenza cantonale per il turismo d’affari che si occupa della gestione delle richieste MICE e Incoming.

Lugano Region, logo

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