TM    Marzo 2026

Scelte affettive ed economiche

Con la loro densità, il legame con il territorio e la capacità di affrontare le sfide globali coniugando i propri valori all’innovazione, le aziende di famiglia svolgono un ruolo cruciale nello sviluppo economico, sociale e culturale del Canton Ticino. L’Opinione di Martino Piccioli, Presidente dell’Associazione delle Imprese Familiari (AIF) Ticino.

Martino Piccioli

di Martino Piccioli

Presidente di AIF Ticino e Presidente del CdA di Plastifil

La rilevanza delle aziende di famiglia trascende i confini economici, influenzando anche il tessuto sociale e culturale delle comunità in cui operano. La presenza di un nucleo familiare nel controllo dell’impresa porta infatti a ragionare non solo in termini di profitto immediato. Da sempre quota preponderante fra le Pmi della Svizzera italiana, queste aziende costituiscono un patrimonio unico: radicate nel territorio, orientate alla continuità intergenerazionale e con una propensione a reinvestire localmente sia a livello aziendale che privato, contribuiscono in modo decisivo al benessere del Canton Ticino, visto non solo come luogo in cui fare business, ma prima di tutto come territorio in cui vivere e crescere i propri figli, e spesso il luogo d’origine della propria famiglia.

Nel 2024 le oltre 8.400 imprese familiari attive hanno generato ricavi complessivi per circa 19 miliardi di franchi, impiegando direttamente più di 83mila persone (circa 1/3 dei posti di lavoro del cantone). Il 90% sono aziende fondate in Ticino e si collocano prevalentemente nella seconda (60%) e terza generazione (20%). Un dato che dimostra come la condivisione della proprietà con più persone all’interno di una famiglia non solo sia possibile, ma attraverso una sana governance possa addirittura favorire la continuità aziendale a lungo termine. Tradizione che si abbina a una forte propensione a innovare e ad adattarsi ai cambiamenti del mercato: quasi l’80% delle imprese familiari ha introdotto nuovi prodotti o servizi negli ultimi anni – più rari i casi di creazione di nuovi brevetti e marchi (25%), ma comunque presenti. Questa capacità di trasformazione costituisce uno degli elementi chiave nella capacità di affrontare con successo la concorrenza globale. Infatti, oltre metà delle aziende di famiglia ticinesi opera sui mercati esteri attraverso attività di export, mantenendo al contempo un forte legame con il territorio. In questo modo, contribuiscono ad importare ricchezza e sviluppo economico a livello locale.

Nel 2024 le oltre 8.400 imprese familiari attive hanno generato ricavi complessivi per circa 19 miliardi di franchi, impiegando direttamente più di 83mila persone (circa 1/3 dei posti di lavoro del cantone). Il 90% sono aziende fondate in Ticino e si collocano prevalentemente nella seconda (60%) e terza generazione (20%). Un dato che dimostra come la condivisione della proprietà con più persone all’interno di una famiglia non solo sia possibile, ma attraverso una sana governance possa addirittura favorire la continuità aziendale a lungo termine

Accanto ai punti di forza, non mancano alcune criticità. In particolare, due temi emergono con forza: la governance e la successione. La governance ancora oggi è concentrata all’interno del nucleo familiare, con strutture decisionali poco formalizzate. Se da un lato questa configurazione può garantire rapidità e coesione, dall’altro può rappresentare un limite in termini di apertura verso competenze esterne, professionalizzazione e capacità di affrontare fasi di trasformazione complessa.

Ancor più delicata è la questione del passaggio generazionale. Il 40% delle imprese non ha ancora definito un piano di successione. In diversi casi manca un successore individuato o una strategia chiara per la continuità. Si tratta di un dato cruciale, perché la successione rappresenta uno degli snodi principali per garantire la sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa nel lungo periodo. Il passaggio generazionale non è mai un semplice trasferimento di quote o di ruoli, ma implica dinamiche familiari, emotive, patrimoniali e strategiche. Richiede competenza e preparazione, strumenti adeguati e spesso anche un accompagnamento esterno. Al contempo, determinanti sono anche le condizioni quadro in cui si opera: fiscalità, burocrazia, accesso al credito, mercato del lavoro, formazione e contesto normativo sono elementi che possono facilitare o ostacolare la continuità e la crescita.

In un contesto globale caratterizzato da rapide trasformazioni, digitalizzazione e incertezza geopolitica, il ruolo delle imprese di famiglia come attori resilienti e responsabili diventa ancor più strategico. Sostenerle significa rafforzare un’economia radicata e orientata al lungo periodo, capace di generare posti di lavoro stabili e valore diffuso reinvestendo localmente, e mantenere in Ticino il potere decisionale.

A fotografare struttura, numeri e trasformazioni delle imprese di famiglia del Cantone contribuisce il volume Le aziende familiari nel Canton Ticino. Modelli di business, governance e sfide strategiche (Fontana Edizioni e Armando Dadò Editore, 2025), curato da Carmine Garzia e Mattia Bedolla della Supsi. La pubblicazione, che raccoglie i risultati aggiornati dell’Osservatorio sulle imprese familiari Aif-Supsi (attivo dal 2021), assume un significato simbolico, collocandosi nel decimo anniversario di Aif  Ticino, fondata nel 2016 dalla forte volontà del compianto Prof. Gianluca Colombo e dell’imprenditore Flavio Audemars insieme a un gruppo di imprenditori per dare voce a un modello d’impresa caratterizzato da dinamiche peculiari, in cui dimensione familiare e aziendale si intrecciano.

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