TM    Giugno/Luglio 2026

Progettare a tutto gas

Proprio come in una vera realtà industriale, oltre sessanta studenti del Politecnico di Zurigo lavorano ogni anno alla progettazione di una monoposto da corsa, per poi mettersi alla prova nella Formula Student, la maggiore competizione universitaria ingegneristica al mondo. L’esperienza di Samuele Levi, BSc Mechanical Engineering all’ETH Zürich e Head of Chassis di AMZ Racing.

Samuele Levi

di Samuele Levi

Head of Chassis di Amz Racing

Al terzo anno di Ingegneria Meccanica all’ETH gli studenti possono aderire a progetti pratici. Tra questi, AMZ Racing, il team di Formula Student del Politecnico, offre un’opportunità unica: sviluppare, costruire, testare e portare in gara un’auto da corsa con tecnologie di ultima generazione. La scorsa estate questo progetto mi ha portato a competere su circuiti come il Red Bull Ring in Austria, l’autodromo di Most in Repubblica Ceca e l’Hockenheimring in Germania, sfidando team universitari da tutto il mondo per salire sul gradino più alto del podio.

Ma cos’è la Formula Student? Nata nel 1982 negli Stati Uniti, oggi è la più grande competizione ingegneristica universitaria al mondo. Ogni anno centinaia di team si ritrovano per mettere alla prova le vetture sviluppate durante la stagione e dimostrare il proprio livello tecnico. La gara non si gioca solo in pista. Ogni squadra affronta prove teoriche in cui deve difendere le proprie scelte progettuali: produzione, costi, risorse, business plan e impatto ambientale. A giudicare, professionisti del motorsport e dell’industria.

Poi arriva la parte più divertente: le prove dinamiche. Accelerazione, skidpad (un otto stretto), qualifiche ed endurance, la gara che vale più punti. Ammesso che la macchina superi il collaudo tecnico: il primo vero ostacolo, e spesso il più spietato.

Ho iniziato il Bachelor in Ingegneria Meccanica nel 2022 e, al termine del semestre primaverile 2024, ho deciso di candidarmi per entrare in Amz Racing. Ero affascinato dal progetto, ma non immaginavo quanto mi avrebbe insegnato, come studente, come ingegnere e anche sul piano personale.

Fondato nel 2006 dagli studenti dell’ETH, AMZ Racing è stato il primo team svizzero a partecipare al Formula Student. Dopo i primi prototipi a combustione, dal 2010 si è concentrato sulle vetture elettriche e, dal 2017, anche sullo sviluppo di veicoli autonomi.

Sono entrato nel team nel settembre 2024 e ho capito subito che l’ingegneria è solo una parte della sfida: bisogna lavorare in squadra, innovare, rispettare scadenze e convincere gli sponsor, che sono la nostra unica fonte di finanziamento.

Il ciclo ricomincia ogni autunno con i nuovi membri e la progettazione, dove si combatte su ogni grammo. Con il nuovo anno si entra in produzione: tutti i componenti in fibra di carbonio vengono realizzati nella nostra officina. In primavera arrivano i pezzi dagli sponsor e incomincia il montaggio. Poi arrivano i primi metri in pista: le lunghe giornate di testing quotidiane, fino alle competizioni, che porteranno l’auto al suo potenziale.

Nel mio primo anno mi sono occupato dello chassis. Chiamarlo semplicemente “telaio” sarebbe quasi offensivo: è una monoscocca in carbonio prodotta con tecnologie paragonabili a quelle della Formula 1. Non è l’unica componente avanzata sviluppata in casa, infatti la vettura monta anche quattro motori elettrici, uno per ruota, capaci di raggiungere 28mila giri al minuto e sviluppare 60 cavalli ciascuno, un sistema di sospensioni ibrido meccanico-idraulico, un’infrastruttura software dedicata e una batteria da quasi 600 volt. Un grande bagaglio tecnico che ci ha portato numerose vittorie: quest’anno il secondo successo consecutivo al Formula Student Germany, la competizione più prestigiosa, e il primo posto nella classifica mondiale. Fuori dalle competizioni Amz Racing detiene anche il record di accelerazione per un’auto elettrica: 0-100 km/h in 0,956 secondi. Sì, meno di un secondo.

In sintesi, un progetto come questo permette a uno studente di applicare la teoria in un contesto reale, imparare organizzazione, gestione dello stress e lavoro di squadra, ma anche di creare contatti con aziende ed esperti del settore. E capire che dietro un’auto da corsa c’è molto più di quello che si vede in pista.

In collaborazione con Polytrick

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