TM    Febbraio 2026

Valorizzare le Pmi

Rete di riferimento delle piccole e medie imprese a livello nazionale, Svc – Swiss Venture Club compie 25 anni e guarda al futuro, rinnovandosi per continuare a promuovere eccellenza, networking e visibilità delle aziende svizzere in tutte le regioni economiche del territorio. Interviene Franziska Bürki, Ceo di Svc.

di Susanna Cattaneo

Giornalista

Non ci si stanca di ricordarlo: le piccole e medie imprese sono la spina dorsale dell’economia rossocrociata. Garantiscono occupazione qualificata, formazione professionale e un’attitudine all’innovazione che è la vera materia prima della Svizzera. Un patrimonio che si tramanda di generazione in generazione – la base per conquistare nuovi traguardi. Dal 2001 Svc si impegna per dare visibilità, riconoscimento e accrescere la coesione di questo vasto ed eterogeneo tessuto imprenditoriale. Proprio la trasversalità ai diversi settori e la presenza su tutto il territorio nazionale, ha reso Svc la rete di riferimento delle Pmi svizzere, con oltre 3.800 membri. Se oggi il networking si proietta sempre più anche nella dimensione digitale, dove è possibile moltiplicare le occasioni di confronto e promozione, il fulcro rimangono le cerimonie dei suoi premi, ormai riconosciuti come un vero e proprio marchio di qualità: Prix Svc. Ogni anno le quattro finali, organizzate a rotazione in tutte le regioni economiche nazionali, portano alla luce eccellenze imprenditoriali capaci di ispirare molte altre realtà. Sono ormai quasi 500 le finaliste, dalla prima edizione organizzata nel 2003 nell’Espace Mittelland, vinta dall’azienda di Bienne DT Swiss… tuttora fra i produttori mondiali leader di componenti ad alte prestazioni per il segmento delle biciclette sportive.

Dallo scorso ottobre, alla guida dell’organizzazione c’è Franziska Bürki, che si appresta ad affrontare un anno speciale, quello del 25esimo anniversario, con cui per Svc si inaugura una nuova fase.

Franziska Bürki, quali sono state le sue priorità nei primi mesi alla direzione?
Valorizzare la diversità e la rilevanza delle Pmi svizzere è ciò che più mi motiva di questo ruolo. La mia prima priorità è stata comprendere a fondo l’organizzazione: la struttura che collega il centro alle realtà regionali, la varietà delle iniziative e l’ampiezza degli stakeholder coinvolti. Ne apprezzo molto la trasversalità e la presenza capillare su tutto il territorio nazionale. La mia formazione in economia aziendale e l’esperienza maturata in contesti e ruoli diversi mi aiutano ad avere una visione d’insieme. Sono una persona curiosa, abituata a lavorare in rete, a collegare ambiti differenti e posso contare su un buon network personale: un approccio “da tuttofare” che considero un valore in questo incarico.

Come si è evoluto il network di Svc i questi 25 anni?
La trasformazione più significativa è stata senza dubbio l’affermazione su scala nazionale. Penso in particolare ai premi, che oggi coprono tutte le regioni economiche della Svizzera. Sul piano organizzativo, un  passaggio chiave è stato il processo avviato nel 2025, che ha portato l’organizzazione a diventare completamente indipendente.

Cosa cambia concretamente?
Essere indipendenti ci consente di definire strategia, sviluppo e misure operative in piena autonomia. Allo stesso tempo, comporta una maggiore responsabilità nell’uso delle risorse: dobbiamo impiegarle in modo mirato e verificare costantemente che le nostre attività rispondano alle esigenze delle Pmi e generino un impatto reale.

Come è strutturato oggi Svc e su quali basi si finanzia?
In un certo senso, come entità indipendente siamo diventati noi stessi una piccola Pmi. Dal punto di vista operativo la piattaforma è gestita centralmente. Il principale sostegno finanziario proviene dal Presenting Partner Ubs. I premi sono sostenuti da partner strategici a livello nazionale e dagli sponsor regionali, fondamentali per il radicamento locale. Un contributo decisivo arriva infine dai nostri oltre 3.800 membri, che danno forza e credibilità all’intera rete.

In questi ultimi anni le sfide per le Pmi svizzere non sono di certo mancate. Qual è oggi il vostro ruolo nel sostenerle?
È importante chiarire che non siamo un’associazione politica, anche se collaboriamo quando opportuno con chi si impegna per buone condizioni quadro per l’economia svizzera. Il nostro obiettivo principale è dare voce e visibilità alle Pmi. Vogliamo mostrare alla società quanto siano fondamentali: sono motore di innovazione, garantiscono una formazione professionale di qualità e contribuiscono alla crescita delle future generazioni di decisori.

Un’altra priorità è coinvolgere maggiormente i giovani e incoraggiarli a intraprendere la via dell’imprenditorialità. Allo stesso tempo, puntiamo a rafforzare lo scambio diretto di esperienze tra le Pmi, affinché possano crescere insieme. In questa prospettiva stiamo valutando nuove partnership con organizzazioni che condividono obiettivi simili.

Le imprese sono davvero disposte a fare rete e a condividere esperienze, nonostante la riservatezza del loro know-how?
È un elemento centrale della nostra missione. Le Pmi dispongono di un patrimonio enorme di conoscenze. Se riusciamo ad attivare questo scambio in un contesto di fiducia come quello che offriamo, si crea un valore concreto. Un passo decisivo per affrontare insieme le sfide presenti e future.

Il Prix Svc si distingue per il suo approccio trasversale ai diversi settori. Come funziona il processo di selezione
L’eccellenza viene valutata secondo criteri uniformi in tutta la Svizzera. Le giurie sono composte da membri profondamente radicati nelle rispettive regioni, che conoscono bene il tessuto imprenditoriale locale. Dopo una prima selezione, le aziende vengono valutate sulla base di dodici criteri. Da qui nasce una shortlist, seguita da visite in azienda e, dopo, la scelta dei cinque finalisti, dalla nimina del vincitore da parte dell’intera giuria nel corso di una giornata dedicata.

Questa primavera si aggiunge una nona regione economica. Cosa vi ha spinto a dedicarle un premio tutto suo?
Argovia e Soletta costituiscono una regione fortemente interconnessa dal punto di vista economico e in precedenza erano suddivise tra diversi premi. Non è la prima volta che adattiamo la nostra “mappa”: in passato, ad esempio, Ginevra è stata scorporata dalla  Svizzera Romanda.

Avete in programma qualcosa di speciale per festeggiare il vostro anniversario?
Il giubileo è una bella occasione per raccontare lo scopo, i valori e le attività della nostra rete. Oltre a una festa speciale in occasione dell’assemblea generale di agosto, sono previste diverse iniziative apposite. Da un lato, ripercorreremo i momenti salienti della nostra storia, ma soprattutto vogliamo guardare avanti, per continuare a sviluppare e rafforzare il nostro ruolo a favore delle piccole e medie imprese svizzere.

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Le Pmi svizzere dispongono di un patrimonio enorme di conoscenze. Riuscendo ad attivare uno scambio di know-how ed esperienze in un contesto di fiducia, come quello che offriamo con la nostra rete, si crea un valore concreto. Un passo decisivo per affrontare insieme le sfide presenti e future

Franziska Bürki

Franziska Bürki

Direttrice di SVC