TM    Dicembre 2025

Un’imperdibile serie di coproduzioni

Con “La linea della palma”, in diffusione da inizio dicembre, la RSI è alla sua seconda coproduzione di una serie televisiva. Un’occasione per rendere protagonista il territorio, sullo schermo e dietro, generando oltre a un prodotto artistico di qualità un indotto di cui beneficia l’intera economia regionale. Un progetto inscritto nel cruciale sostegno della SSR SRG alle opere audiovisive svizzere. Intervengono Alessandro Marcionni, Responsabile Doc & Fiction RSI, e Christof Neracher, Managing Director e proprietario di hugofilm features, coproduttore della serie.

di Susanna Cattaneo

Giornalista

Linea Palma, un momento della ripresa, © hugofilm features / Valentina Glorioso
Un momento delle riprese, in Sicilia. © hugofilm features / Valentina Glorioso

Una storia intensa, ricca di colpi di scena, che fonde thriller e dramma familiare, cronaca e invenzione. Lo spunto l’hanno offerto le voci che vorrebbero in Svizzera la Natività del Caravaggio, capolavoro scomparso nel 1969 a Palermo. La linea della palma, titolo della serie, allude alla risalita verso nord della mafia, con cui la giornalista protagonista, indagando sulla morte del padre, scopre di essere legata a doppio filo. Sicilia, Milano, Como e, soprattutto, molto Ticino (55 giorni di riprese sui 66 complessivi), un territorio che sorprende con il potenziale cinematografico del suo paesaggio. La stiamo scoprendo lunedì dopo lunedì, dal 1 dicembre in diffusione su RSI, coproduttrice dei 6 episodi da 45 minuti (o per i più impazienti, one shot su Play RSI). «Da ormai oltre 30 anni il Pacte dell’audiovisuel vede la SRG SSR fra i pilastri del finanziamento e della produzione dell’audiovisivo svizzero, dai corto ai lungometraggi, documentari e animazione. Da una decina di anni, si è intensificata anche la produzione di serie tv, che costituiscono un linguaggio molto interessante per raccontare il territorio attraverso immagini e storie avvincenti che ne rappresentano l’identità e stimolano la discussione», sottolinea Alessandro Marcionni, Responsabile Doc & Fiction RSI.

Con La linea della palma, la Radiotelevisione svizzera di lingua italiana è al suo secondo cimento nella produzione seriale, dopo il successo di Alter Ego, presentata a fine 2023. Entrambi i progetti sono stati selezionati fra le 165 proposte raccolte dal bando pubblicato nel 2019 per lanciarsi nella serialità sulle orme di SRF e RTS. Questa seconda volta però con un budget raddoppiato, circa 8,5 milioni di franchi.

Da una decina di anni, nell’ambito della sua importante attività di coproduzione di opere audiovisive svizzere, la SSR ha intensificato anche la realizzazione di serie tv: un’opportunità molto interessante per raccontare il territorio e per generare un importante indotto, di cui beneficia l’intera economia regionale.

Alessandro Marcionni

Responsabile Doc & Fiction RSI

Parallelamente alla creazione di programmi di informazione, sport e approfondimento culturale, nel rispetto del proprio mandato di servizio pubblico definito dalla Costituzione federale, attraverso le sue unità regionali RSI, RTR, RTS e SRF, la Radiotelevisione svizzera contribuisce alla diffusione e, ancor prima, alla produzione di opere audiovisive svizzere. Dal 1996, la cooperazione tra la SSR e il settore cinematografico svizzero indipendente è sancita da un contratto, il cosiddetto “Pacte de l’audiovisuel”, che stabilisce le condizioni quadro di coproduzione su base quadriennale. Un impegno che da allora ha dato vita a più di 4.000 film e 50 serie, corrispondenti a oltre 140 coproduzioni all’anno.

Dei 34 milioni di franchi – ammontare del sostegno annuale per il 2024-2027 – 20 milioni confluiscono in produzioni televisive e multimediali, 10 milioni vengono destinati al cinema, di cui 2 milioni ai film di animazione. Ai premi sono invece riservati 4 milioni di franchi (Succès Passage Antenne). Ciò si traduce in circa 80 documentari, 35 film e 7-8 serie tv all’anno.

La SRG SSR  non finanzia mai l’intero progetto, ma agisce sempre come coproduttrice, in percentuale minoritaria per i lungometraggi (in media fra il 10-20% del budget) e invece in primo piano per le serie (50-60%). Oltre al supporto finanziario, offre anche il proprio know-how, assistendo registi e autori nella fase di sviluppo, realizzazione e promozione dei loro progetti.

Per sostenere un progetto di questa portata con le competenze e i finanziamenti necessari, accanto al produttore principale occorre una rete di partner e collaborazioni. «Ho scoperto La linea della palma chiacchierando con Maria Roselli, giornalista investigativa che insieme a Mattia Lento ha ideato la serie. Lavoriamo nello stesso stabile a Zurigo e capita spesso di incrociarsi nelle pause. Quando mi ha raccontato del suo progetto selezionato da RSI, ho subito intravisto tutti gli elementi necessari per avere successo nel panorama attuale, con una distribuzione anche oltre i confini svizzeri», sottolinea Christof Neracher, Managing Director e proprietario di hugofilm features, una delle principali società di produzione svizzere. Già impegnata sul fronte del cinema d’autore, frequenta volentieri anche le serie tv ed è inoltre stata produttrice del primo film svizzero sostenuto da Netflix, Early Birds. «Produrre una serie è però un processo molto lungo e impegnativo: fondamentale è lavorare molto bene sullo script, come abbiamo fatto per La linea della palma, dedicando quattro anni allo sviluppo contro uno di riprese e post-produzione, perché mentre si possono fare cattivi film da buone sceneggiature, il contrario è impossibile. Sono dunque stato molto contento quando Thomas Ritter, sceneggiatore con cui ho già spesso collaborato, è arrivato a supportarci nella scrittura, seguito dal regista Fulvio Bernasconi, perfetto con il suo background anche di documentarista per dirigere una serie come questa», prosegue il produttore zurighese.

Considerato l’indotto anche indiretto che generano per l’intero territorio in cui vengono realizzate, le produzioni dell’audiovisivo andrebbero sostenute con adeguati incentivi fiscali per chi viene a girare in Svizzera, come già accade all’estero. Cantoni come il Vallese e Ginevra si stanno muovendo, ma ci vorrebbe una misura a livello nazionale.

Christof Neracher, © Foto Heike Ulrich

Christof Neracher

Producer e Ceo di hugofilm features

Va anche detto che rispetto alle spese di sviluppo, produrre costa molto di più, essendo coinvolto un numero decisamente più elevato di professionisti: «Nel nostro caso, una crew di una settantina di persone, trecento figuranti, le maestranze sul set e poi tutti i tecnici nel processo di post-editing, dal montaggio video e audio agli effettivi visivi e speciali, correzione del colore, creazione di trailer e teaser, … Dunque è opportuno arrivarci ben preparati per poter ottimizzare le tempistiche», evidenzia Christof Neracher. Un grande lavoro del quale il primo beneficiario è il territorio in cui si gira. Si calcola che in Ticino sia stata spesa metà del budget, dunque circa 4 milioni di franchi. Destinati non sono solo ai professionisti direttamente coinvolti, ma a imprese e servizi del territorio, dalle maestranze a hotel e ristorazione. «Prima ancora di essere un prodotto artistico, il cinema è un’industria. Secondo le stime, per ogni franco investito ne tornano tre. Andrebbe dunque supportata con adeguati incentivi economici. Il potenziale della Svizzera e della nostra regione è molto elevato, ma senza misure a sostegno di chi sceglie di girare qui, è difficile esser competitivi rispetto la concorrenza estera», sottolinea Alessandro Marcionni.

Linea Palma, un momento della ripresa, © hugofilm features / Central Productions
Un momento delle riprese in Ticino © hugofilm features / Central Productions
Gaia Messerklinger, © hugofilm features/RSI
Un primo piano di Gaia Messerklinger, che interpreta la protagonista Anna, giornalista investigativa di Lugano al centro della vicenda, che incrocia thriller, dramma familiare e arte. © hugofilm features/RSI.

Purtroppo la Svizzera da questo punto di vista in Europa è fra i paesi meno invitanti. «Sarebbe particolarmente interessante poter usufruire di uno strumento di sostegno come il Tax Credit in Italia, che prevede un credito d’imposta del 40% sui costi sostenuti sul territorio per la produzione di film, opere televisive o web. Quando si è trattato di raccogliere gli altri capitali necessari per poter finanziare La linea della palma, abbiamo potuto in parte approfittarne grazie all’antefatto ambientato a Palermo e al supporto di Indiana Production di Milano. Cantoni come il Vallese e Ginevra stanno cercando di proporre qualcosa di analogo, ma ci vorrebbe una misura a livello nazionale. Considerato l’indotto anche indiretto che generano, le produzioni dell’audiovisivo andrebbero sostenute non tanto con i fondi della cultura, ma con agevolazioni fiscali», puntualizza il Ceo di hugofilm.

Accanto al sostegno dato a La linea della palma da enti come la Ticino Film Commission, Teleproduktions-Fonds e dalla Zürcher Filmstiftung, fondamentale è stata la collaborazione con Arte, l’emittente franco-tedesca con cui la SSR ha realizzato negli ultimi 30 anni molte coproduzioni di spicco. Proprio Arte sarà, a partire da marzo, la prima piattaforma di diffusione della serie fuori dai confini elvetici, dopo RTS e SrRF in patria. Ma già si ambisce a mercati più lontani. «La linea della palma è già stata annunciata lo scorso ottobre al Mipcom di Cannes, principale mercato mondiale dedicato ai contenuti televisivi e di streaming, da True Colours, società di distribuzione internazionale che ha dimostrato di credere nella serie e si attende di raccogliere almeno fra mezzo e un milione. Il prossimo importante appuntamento sarà l’European Film Market a Berlino», illustra Christof Neracher. Teaser, trailer e artwork sono pronti per la promozione, anche se poi in base al contesto locale diversi sono gli elementi su cui spinge il marketing. Chi predilige la componente thriller, chi la trama mafiosa, chi l’arte, che il dramma familiare… «Quando si valuta se produrre una serie si verifica sempre che ci siano i presupposti per arrivare a diversi target e per sviluppare più stagioni. Se il pubblico gradirà, abbiamo già in serbo diverse idee», anticipa Alessandro Marcionni.

Decisivo, oltre al plauso del pubblico, sarà l’esito della votazione del prossimo 8 marzo. Un sì all’iniziativa “200 franchi bastano!” costringerebbe infatti la SSR a una dieta ancor più stretta di quella già in atto, che prevede tagli per 270 milioni di franchi entro il 2029. «Se l’iniziativa venisse approvata, praticamente dimezzando le nostre risorse rispetto solo a qualche anno fa, inevitabilmente il sostegno della SSR alle produzioni dell’audiovisivo svizzero ne uscirebbe quantomeno drasticamente ridimensionato. Ogni anno – ricordo – la SSR contribuisce per un terzo al volume di produzione dell’audiovisivo nazionale, investendo circa 50 milioni di franchi fra il Pacte de l’audiovisuel e ulteriori mezzi in progetti che, in un mercato piccolo come quello svizzero, difficilmente sarebbero in grado di reperire finanziamenti. Inoltre sosteniamo anche l’informazione, lo sport, la musica, … dunque quello che apparentemente è un taglio ai nostri mezzi, in realtà si ripercuoterebbe su tutti questi media che, insieme a noi, raccontano il nostro territorio», conclude il Responsabile Doc & Fiction RSI.

L’auspicio è che proprio la qualità di progetti come La linea della palma possa contribuire a sensibilizzare il pubblico da una parte, e la politica dall’altra. Un finale sospeso, come insegna ogni buona serie, augurandosi tante future stagioni.

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