TM    Giugno/Luglio 2025

Un patrimonio per tutto il territorio

Insostituibile pilastro del tessuto socio-economico cantonale, da 10 anni le aziende di famiglia della Svizzera italiana possono contare sul sostegno di AIF Ticino, che ne valorizza il modello di impresa. La parola al Presidente dell’Associazione, Martino Piccioli.

Martino Piccioli

di Martino Piccioli

Presidente di AIF Ticino e Presidente del CdA di Plastifil

Quando, nel 2015, un gruppo di imprenditori ticinesi – tra cui i nostri “padri fondatori” Flavio Audemars, Presidente Onorario, e il compianto professor Gianluca Colombo – decise di dar vita ad AIF Ticino, la convinzione era chiara: serviva un’associazione che rappresentasse in modo specifico le dinamiche, le sfide e le aspirazioni delle imprese familiari del territorio. Un’associazione che però non si limitasse a un ruolo di rappresentanza, ma che costruisse uno spazio di confronto profondo, umano, sincero, dove il legame tra azienda e famiglia venisse riconosciuto come un valore aggiunto e non come una fragilità.

Oggi, a dieci anni di distanza, possiamo affermare con orgoglio che quella visione si è tradotta in una realtà viva e autorevole. AIF Ticino è diventata un punto di riferimento per decine di famiglie imprenditoriali della Svizzera italiana e un interlocutore riconosciuto dalle istituzioni e nell’opinione pubblica. Oltre a creare uno spazio autentico di condivisione, fiducia, crescita e supporto reciproco tra i soci, la collaborazione con SUPSI e USI ha permesso di sviluppare progetti di formazione e ricerca che rafforzano la governance, facilitano i passaggi generazionali e promuovono la professionalizzazione dei ruoli familiari all’interno delle imprese, così come un vero e proprio Osservatorio sulle Imprese Familiari.

Oltre alle cifre riconducibili alle aziende familiari in Ticino (83mila collaboratori su 250mila totali in Ticino e 19 miliardi di franchi di fatturato), questo modello d’impresa è importante per il territorio anche per il forte legame affettivo con il nostro Cantone, che non è solo una sede per l’azienda, ma spesso anche il luogo dove sono cresciuti i suoi azionisti, i membri di CdA e/o dirigenti, e risiedono affetti e amicizie. Tutto questo si traduce in varie forme di ricadute positive: minor propensione a spostare attività e centri decisionali, imposte e indotto mantenuti sul territorio (sia dall’azienda che dai membri della famiglia), sostegno ad associazioni ed enti locali, partecipazione alla vita politica e reinvestimenti e iniziative filantropiche. Le imprese familiari sono sì aziende, ma sono anche famiglie che fanno il tifo per un cantone competitivo e bello da vivere per le proprie famiglie e per le prossime generazioni.

Oltre alle cifre riconducibili alle aziende familiari in Ticino (83mila collaboratori su 250mila totali in Ticino e 19 miliardi di franchi di fatturato), questo modello d’impresa è importante per il territorio anche per il forte legame affettivo con il nostro Cantone, che non è solo una sede per l’azienda, ma spesso anche il luogo dove sono cresciuti i suoi azionisti, i membri di CdA e/o dirigenti, e risiedono affetti e amicizie. Tutto questo si traduce in varie forme di ricadute positive.

In un mondo sempre più competitivo, veloce e caratterizzato da forte instabilità, le imprese familiari rappresentano quindi un elemento di stabilità in più, un pilastro socio-economico non trascurabile e che, come tale, deve essere valorizzato.

Anche a livello cantonale, è importante continuare a lavorare per restare competitivi, sia nel confronto intercantonale che internazionale, con l’unico obiettivo che le nostre imprese familiari abbiano successo e riescano nel delicato processo della successione. Solleva pertanto forte preoccupazione l’“Iniziativa per il futuro” promossa dalla Gioventù Socialista svizzera che, in nome di una finta equità, mette a rischio la trasmissione intergenerazionale e ne compromette la stabilità. L’introduzione di un’imposta federale sulle successioni pari al 50% costringerebbe la maggior parte delle imprese di famiglia a vendere, causando effetti devatanti anche in termini di occupazione locale. Serve invece una visione strategica di lungo periodo, capace di affiancare l’iniziativa imprenditoriale con misure coerenti e coraggiose. Appare sempre più importante che le associazioni economiche possano agire in modo coordinato per proporre soluzioni concrete e che la politica sia disposta ad ascoltare le necessità di chi fa impresa.

AIF Ticino continuerà a camminare accanto alle famiglie imprenditoriali e a difendere la continuità di questo modello di business e per il bene di tutto il territorio.

Tanti auguri, AIF Ticino!

© Riproduzione riservata