TM   Ottobre 2023

Tramandare con successo

Una sana pianificazione e condizioni quadro favorevoli alla continuità d’impresa sono essenziali per garantire impieghi e indotto su più generazioni, a beneficio di tutto il territorio.

di Martino Piccioli

Presidente di AIF Ticino e Presidente del CdA di Plastifil

Da trent’anni a questa parte le imposte sugli utili pagate dalle imprese in Svizzera sono sestuplicate e, da sole, hanno permesso di finanziare praticamente tutto l’ampliamento delle prestazioni sociali. Se solo pochi decenni fa generavano un terzo delle entrate dell’imposta federale diretta, oggi superano in termini assoluti quelle sul reddito pagate dalle persone fisiche. Attraverso varie riforme dell’imposizione delle imprese, la Svizzera ha messo in campo una politica che ha ridotto il carico fiscale – tra l’altro anche delle famiglie – attirando nuove realtà imprenditoriali e aumentando così le proprie entrate. Insomma, una storia di successo e invidiabile.

Anche i cittadini hanno confermato in più occasioni di voler uno Stato attrattivo, capace di mantenere sul proprio territorio imprese e impieghi e di continuare ad attirarne altri. A tutti i livelli istituzionali, le riforme tributarie degli ultimi vent’anni si sono tradotte sistematicamente in aumenti di entrate dello Stato e non riduzioni. Il duplice obiettivo di attirare nuove imprese e mantenere sul territorio quelle esistenti è riuscito.

Per garantire impieghi e indotto a lungo termine, c’è però una terza dimensione della competitività: la continuazione delle imprese familiari durante il delicato momento della successione. Questo passaggio è ricco di incognite, soprattutto se non preparato in anticipo o se, per vari motivi, sopraggiunge in modo inatteso. Si stima che a livello svizzero siano circa 3.400 le realtà imprenditoriali che ogni anno si trovano confrontate con un passaggio generazionale. I temi che si pongono sono molti: la nuova generazione è interessata a riprendere l’operatività dell’impresa? Vede il suo ruolo a livello direttivo o preferisce mantenere solo la proprietà? Come regolare il passaggio in caso più fratelli e cugini? Quale impatto fiscale comporta una successione al di fuori dei discendenti diretti? Cosa fare in caso di assenza di testamento?

Senza risposte chiare, la continuità dell’impresa è in pericolo e con essa i posti di lavoro, il know-how e l’indotto per tutto il territorio. Ogni anno sono molte le realtà che non sopravvivono la delicata fase del cambiamento generazionale.

Le imprese familiari hanno anche un legame forte con il territorio e un forte rispetto per la storia dell’azienda e quanto fatto dai propri predecessori. Il territorio è il luogo in cui i titolari hanno i propri legami affettivi e in cui le nuove generazioni crescono, si formano e considerano ‘casa’. Quindi, una successione interna alla famiglia, se vi sono le condizioni base (volontà e capacità dei successori), è anche nell’interesse del territorio che la ospita, che ha maggiori chance di non veder partire il centro decisionale dell’azienda e l’attaccamento verso altri cantoni o paesi.

La potenziale perdita è rilevante. Solo in Ticino, secondo le più recenti cifre dell’Osservatorio sulle imprese di famiglia della Svizzera italiana (Aif-Supsi) le realtà di famiglia forniscono lavoro a oltre 83.200 collaboratori e generano ricavi per circa 17,7 miliardi di franchi. Esse generano ulteriore valore anche attraverso investimenti stimati a circa 6,5 miliardi, mediamente ogni anno poco meno di 1 milione per ogni azienda.

Di fronte a queste cifre negli ultimi mesi la politica è intenta a migliorare le condizioni quadro. A livello cantonale si trova sui tavoli del Gran Consiglio la riforma tributaria che tra i suoi pilastri ha la necessità di facilitare le successioni aziendali e aggiornarle al contesto moderno. Attraverso lo sgravio fiscale per successioni che non avvengono tra discendenti diretti, si vogliono migliorare quei frequenti casi in cui l’azienda viene trasferita ‘in diagonale’ (p.es.: a nipoti non consanguinei, altri parenti per affinità, concubini) ciò che attualmente è sinonimo di una tassazione al 41% in Ticino, contro un 27% della media svizzera.

A livello federale è in discussione una riforma del diritto ereditario che permetterebbe di garantire in forma snella il passaggio generazionale in caso di assenza di testamento. Si confiderebbe ai giudici il potere di attribuire l’impresa a un erede e impone al contempo dei termini di pagamento verso gli altri discendenti. Per giudicare il progetto, all’inizio di una fase parlamentare incerta e piuttosto lunga, è troppo presto. Come spesso, determinanti saranno i dettagli. È però un fatto positivo che la politica si interessi alla competitività delle imprese di famiglia, spesso attive sul territorio da varie generazioni.

È altresì importante ricordare che la successione rimane delicata, una sfida esistenziale che nessuna politica, misura o legge potrà mai risolvere ‘su misura’ per noi imprenditori. Condizioni quadro favorevoli e lungimiranti sono la base per uno stato che si vuole competitivo a livello internazionale, ma una pianificazione anticipata, accurata e calibrata sulla singola realtà resta una condizione fondamentale per un passaggio generazionale di successo a beneficio di tutto il territorio.

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