TM    Marzo 2026

Rilanciare i voli regionali

Maggiore efficienza per le aziende, tempo risparmiato per chi viaggia per lavoro e una mobilità regionale potenziata. Una start up finlandese punta a ripristinare collegamenti aerei funzionali là dove le economie ne dipendono ma i modelli delle compagnie di linea sono inadeguati. Interviene Roope Kekäläinen, Founder di LYGG.

di Emanuele Pizzatti

Responsabile Venture Capital

Sulla carta, poche centinaia di chilometri. Nella pratica, senza collegamenti aerei regionali, un’intera giornata. Ai professionisti in viaggio il paradosso è noto: collegamenti indiretti, trasferimenti multimodali, pernottamenti aggiuntivi. La geografia è semplice, la logistica no. Con conseguenze che non si limitano al disagio di chi si sposta: l’assenza di connettività genera costi nascosti, impatta sulla produttività delle aziende e sulla loro continuità operativa.

Roope Kekäläinen
Roope Kekäläinen, fondatore di Lygg.

«L’aviazione regionale non è stata trascurata per errore. È stata volutamente accantonata: le compagnie tradizionali si basano su volumi elevati e rotte tra grandi hub. La pressione sui costi ha ridotto frequenze e collegamenti secondari, lasciando molti aeroporti locali ai margini delle reti globali. Per massimizzarne il rendimento occorre far volare gli aerei il più possibile, trattandosi di asset ad altissima intensità di capitale: le decisioni sul network seguono una logica di flotta, non quella del territorio», osserva Roope Kekäläinen, fondatore di Lygg, piattaforma finlandese di mobilità aerea regionale che punta a riorganizzare questo segmento trascurato dai voli di linea.

Lo fa ribaltando la prospettiva: mentre l’aviazione convenzionale lancia collegamenti sulla base di proiezioni della domanda e necessità di sfruttamento dei velivoli, Lygg parte della domanda verificata, aggregando i flussi ricorrenti di trasferte corporate tra le stesse città e allineandoli con aeromobili di dimensioni adeguate operati da vettori certificati all’interno del suo network. «Le rotte nascono in collaborazione con aeroporti regionali e aziende di riferimento che avvertono il costo di una mobilità inefficiente. Utilizziamo uno strumento proprietario data-driven per valutare il potenziale dell’area e individuare le connessioni più promettenti. Una volta che un nucleo iniziale si impegna, altre realtà locali dello stesso ecosistema industriale tendono a seguire. L’adozione è guidata da una necessità condivisa, non dalla leva del marketing», spiega il founder di Lygg.

Lygg aereo

Si può iniziare con aeromobili da 9 posti e salire fino a 19 o 33, man mano che la domanda ricorrente si espande. Lygg è tra i primi a sfruttare modelli ibridi o full electric di nuova generazione: troppo intensivi per il mercato charter (che nel migliore dei casi non supera 800 ore di volo annue, mentre ne sarebbero necessarie almeno 2000 ore per un ritorno sull’investimento), sottodimensionati invece per le grandi compagnie aree (orientate su velivoli di maggiore capienza, dai 100 posti). Vanno in questa direzione gli accordi siglati da Lygg con Ampaire, leader nella conversione di aerei esistenti in ibridi elettrici, che permetterà già nell’immediato di adattare fino a 200 aeromobili, mentre la partnership da oltre 1 miliardo di euro con Electra porterà fino a 300 velivoli ibridi eStol dal 2028, capaci di operare su piste di circa 100 metri con 800 km di autonomia.

Flessibilità anche per le fasce orarie: si parte da quelle “core” definite insieme ai lead client, aggiungendo voli supplementari o collegamenti temporanei quando emerge un’esigenza specifica.

Gli aeroporti regionali sono essenziali per accessibilità e sviluppo. Non sono necessari modelli operativi impegnativi: il nostro modello, guidato dal mercato, leggero e flessibile, elimina voli inutili, riduce costi ed emissioni. Ogni rotta attivata restituisce tempo alle persone, produttività e risparmi alle imprese, vitalità ai territori.

L’idea e il business model di Lygg nascono dall’esperienza diretta delle inefficienze del sistema, sperimentate da Roope Kekäläinen come pilota di business jet in tutta Europa. «Ho iniziato a chiedermi come far risparmiare tempo a dirigenti, manager, specialisti che trasportavo. Nel 2014 ho fondato la mia prima azienda, una società di intermediazione charter focalizzata sui top management team. Ma non riuscivo a liberarmi dalla sensazione che stessimo trattando solo i sintomi. Il vero problema è il sistema disfunzionale che costringe chi vive in città minori a perdere mezza giornata solo per raggiungere un grande hub, proprio come accadeva quando ero bambino a mio papà, responsabile vendite globali per un’azienda di prodotti in legno: vivevamo nel centro della Finlandia e per raggiungere il mondo, doveva prima arrivare a Helsinki, alzandosi all’alba e trascorrendo molto tempo lontano da casa», ricorda Roope Kekäläinen.

Da qui l’intuizione: concentrarsi sulla digitalizzazione per risolvere il puzzle della connettività con un coordinamento più intelligente anziché con asset più pesanti. «Inizialmente abbiamo testato il concetto come servizio consumer. Promettente, ma frammentato. La domanda mancava di stabilità. La svolta è arrivata con il passaggio dal B2C al B2B: invece di vendere posti individuali, aggregare le esigenze di viaggio delle aziende per creare una domanda solida e prevedibile», spiega il fondatore di Lygg.

Battesimo proprio questo marzo, con l’inaugurazione della rotta fra Groningen e Norwich, strutturata attorno a flussi di viaggio già confermati nei settori offshore ed energia, con orari basati sui cicli di cambio equipaggio, che in genere hanno una finestra di 2-3 ore per il passaggio di consegne.

«Rappresenta il primo passo di una rete più ampia nel Mare del Nord. Nodi industriali come Esbjerg, Stavanger, Haugesund, Emden, Den Helder, Ostenda, Humberside e Aberdeen affrontano vincoli di connettività simili. Integreremo progressivamente nuove città in un’architettura integrata di mobilità. Da una parte, andiamo incontro alle aziende che stanno ripensando supply chain e modelli di mobilità. Dall’altra parte, il nostro approccio riporta il controllo al territorio. Invece di dipendere da decisioni esterne, le regioni possono strutturare la propria domanda ricorrente e ripristinare collegamenti diretti funzionali dove l’attività economica già esiste», sottolinea Roope Kekäläinen.

Il team Lygg
Il team di Lygg: dietro, da sinistra, Reko Jokelainen, Roope Kekäläinen e Ville Häyrynen; davanti, sempre da sinistra, Heidi Koivisto, Katja Vainio e Esra Özbay.

Guardando avanti, le priorità restano operative: garantire che la connettività regionale funzioni come sistema integrato; affinare la definizione delle soglie di domanda; introdurre nuove tecnologie aeronautiche quando saranno commercialmente mature. Il Mare del Nord è il banco di prova, ma la logica di fondo è replicabile in tutta Europa e oltre. Un mercato inesplorato, dall’enorme potenziale. Anche in Svizzera, dove pure la rete ferroviaria svolge un eccellente servizio, proprio regioni come il Ticino, orfano dei voli di linea, si confrontano con lo stesso problema. «Gli aeroporti regionali sono essenziali per accessibilità e crescita. Non è necessario che facciano parte di modelli operativi costosi: servono soluzioni più leggere e flessibili. La chiave è ottimizzare le rotte, adeguare la dimensione degli aeromobili alla domanda e adottare innovazioni tecnologiche. I problemi attuali derivano spesso da fondi pubblici che sostengono voli vuoti. Il nostro modello è interamente guidato dal mercato. Elimina così voli inutili, riduce costi ed emissioni. Ogni rotta attivata restituisce tempo alle persone, produttività e risparmi alle imprese, vitalità ai territori. Questo è il moltiplicatore che perseguiamo», conclude il founder di Lygg.

L’ambizione non è quella di rivoluzionare l’aviazione tradizionale. L’obiettivo è ripristinare collegamenti funzionali là dove le economie ne dipendono ma i modelli tradizionali non sono più adeguati. Per i dirigenti aziendali che operano fuori dalle aree hub – dove brevi distanze continuano a consumare intere giornate – riconnettere le regioni potrebbe rivelarsi strategico quanto, in passato, lo è stato collegare i continenti.

Susanne Kruse Sørensen, Direttore Esbjerg Airport

Una connettività affidabile tra gli hub nevralgici dell’energia è essenziale per la nostra regione. La nostra comunità imprenditoriale locale dipende dalla vicinanza, dalla flessibilità e dall’affidabilità dei trasporti. Il rafforzamento di questi collegamenti sostiene lo sviluppo regionale a lungo termine.

Jonas van Dorp, Manager Commerce & Business Development Groningen Airport Eelde

La connettività aumenta l’importanza sociale di aeroporti regionali come quello di Groningen quando riflette le esigenze dell’economia locale. Il rafforzamento dei collegamenti commerciali garantisce che non solo i passeggeri in viaggio di piacere, ma anche quelli che viaggiano per affari siano ben servit

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