
Spesso la prima intuizione è quella giusta. Dopo mille ragionamenti, infatti, si finisce quasi sempre per tornare lì, rischiando di aver perso solo tempo, che è il nostro capitale più prezioso. Riflettere è importante, ma a un certo punto bisogna agire per avere risultati. Solo quando un’idea diventa realtà, inizia a vivere.
Dopo una formazione in economia nel settore bancario, ho cambiato direzione orientandomi verso l’ingegneria del design di moda e gioielli, e successivamente verso il costume design al Teatro Statale di Karlsruhe, diplomandomi alla FHSfG, l’attuale Università di Karlsruhe-Pforzheim. Ho poi avviato un’attività come designer e consulente indipendente in diversi Paesi europei, affiancando aziende internazionali allo sviluppo di collezioni, colori e materiali, la creazione di linee unisex per l’industria dell’abbigliamento sportivo. Anni di viaggi, ricerca continua e curiosità.
Finché, nel maggio 1986, una mattina apparentemente come tante altre ha sconvolto tutti i miei piani. Sento ancora il vento nei capelli mentre guidavo da Monaco verso Como. Appena parcheggiato nel cortile della fabbrica, mi viene incontro Olga, creativa imprenditrice, conosciuta per le sue stoffe stravaganti. “Cara Adelheid, che piacere ritrovarti! Ti presento Edy Bernasconi”, mi disse, accompagnata da un signore sulla quarantina. Lui, imprenditore e commerciante ticinese, specializzato nella produzione e vendita di cucine e arredamento nonché, come avrei presto scoperto, appassionato di rally, hockey e vela. Senza chiedere permesso, il destino irruppe nella mia storia e inaugurò un nuovo capitolo.
Prima di fondare la nostra famiglia, fui invitata a fondare un’azienda con lui e un altro socio. Poi è nata nostra figlia: il sogno diventava realtà, visto che la prossima generazione dà un’immensa gioia per andare avanti. Eravamo perfettamente complementari: io portavo le conoscenze commerciali e la creatività, insieme alla mia esperienza nel design le ricerche dei trend e nella costruzione di un’identità di marca; lui la profonda conoscenza del settore, frutto di una formazione commerciale alla Scuola Superiore di Lucerna, e la capacità di creare relazioni con una solida visione imprenditoriale.
L’imprenditoria ha molte sfaccettature. Ci vuole un’infinità di pazienza per vivere viaggiando con la valigia, visitando clienti e fiere professionali. D’altro canto, potevamo permetterci il piacere di scoprire inaspettate novità e l’evoluzione tecnologica; vedevamo altri paesi, popoli, città e paesaggi. Osservando le innovazioni, si sviluppa continuamente la mente. Può essere pesante, ma non bisogna arrendersi mai né dubitare, ma invece seguire la propria strada e riversare la propria gioia nella continuazione dell’ impresa.
Questi sono momenti importantissimi della vita, che portano speranza e fiducia, accompagnati dal senso dell’umorismo. La connessione collegiale con il team e le sue capacità ci ha sempre dato supporto. Queste relazioni sono una vera fonte di energia.
Oltre a produrre cucine abbiamo introdotto il mondo del complemento d’arredo con la nostra talentuosa équipe. Abbiamo creato un’impronta inconfondibile fatta di stile, cambiamenti, emozioni e nuovi orizzonti.
Nel 1990 è nata l’identità di PODIUMlive, con straordinarie collezioni e progetti che hanno portato una nuova visione delle cucine di medio-alto standing nel mercato svizzero, sostenuti da continui investimenti nella tecnologia della produzione, con acquisizioni e collaborazioni che hanno consolidato il nostro percorso di crescita. Sempre con un obiettivo preciso: migliorare, non semplicemente diventare più grandi. Ogni investimento è stato una dichiarazione di qualità, ogni errore un’opportunità per crescere. Spesso è proprio il passo falso a far emergere il meglio. Sì, complessivamente serve molta tolleranza, muoversi con equilibrio e buon senso. Vai semplicemente avanti e vivrai sorprendenti meraviglie. Per questo serve molto più che coraggio e capacità di affermazione: servono determinazione e la capacità di non arrendersi. Resistenza, non mollare mai. L’importante è portare gioia e trovarla nel farlo.
In quarant’anni non sono mancate difficoltà e decisioni complesse. Però gli ostacoli appartengono all’imprenditoria tanto quanto i successi e sono proprio loro a insegnarci a spingerci a evolverci.
Chi guida un’azienda deve essere pronto a farsi carico delle responsabilità sette giorni alla settimana, come ben sappiamo da quando, nel 2004, abbiamo scelto di assumere la proprietà esclusiva. Il nostro credo è sempre stato: perfezionarci. Dietro ogni obiettivo raggiunto ce n’è già un altro e, più velocemente realizzi un sogno, più velocemente nascono nuove idee e nuovi orizzonti. La stasi è un concetto estraneo alla creatività. Se ti limiti a ripetere ciò che altri hanno già fatto, non entusiasmerai nessuno. Le persone cercano emozioni, personalità, qualcosa che racconti la loro storia unica. Per questo abbiamo iniziato presto a creare spazi di vita, ambienti privati.
Ogni progetto parte dall’ascolto. Prima viene la persona, con i suoi desideri, abitudini, modo di vivere; dopo arrivano la progettazione, i materiali, i colori e il budget. Un prototipo esposto vale più di cento spiegazioni: le idee devono poter essere viste, toccate, vissute. Il nostro compito non finisce con la consegna del prodotto: inizia lì dove nasce la fiducia.
Ho investito tutta me stessa nello sviluppo dell’immagine, curando il design espositivo, la comunicazione, le campagne pubblicitarie, la consulenza e gli eventi dedicati a clienti e altre collaborazioni esterne. Edy, invece, si è concentrato sull’amministrazione, sull’ampliamento della clientela, delle vendite, sul coordinamento e sviluppo della tecnologia produttiva. Insieme, affiancati da un team di persone appassionate ed esperte, abbiamo costruito un’azienda in cui creatività e imprenditorialità si sostengono a vicenda.
Il desiderio è che questa nostra opera di una vita trovi una continuità che mantenga intatti i valori che ci hanno fatto da guida fin dall’inizio: particolarità, autenticità, responsabilità e la volontà di mettere in scena luoghi in cui le persone possano vivere, incontrarsi, ritrovarsi e sentirsi davvero a casa.
In collaborazione con Swiss Venture Club (SVC)