TM    Aprile 2025

Ottimizzare le reti termiche

Le reti di riscaldamento costituiscono un aspetto strategico nella transizione energetica, ma spesso funzionano ancora in modo inefficiente. Applicando l’intelligenza artificiale alle sfide energetiche, la CleanTech bernese Yuon offre un sistema di controllo predittivo in grado di ottimizzare in tempo reale i consumi, ridurre le emissioni di CO2 e prevenire i picchi di carico. Interviene il Ceo Sebastian Herberger.

di Emanuele Pizzatti

Responsabile Venture Capital

Youn Building

Le sorti del riscaldamento del pianeta e quelle degli edifici sono strettamente collegate. Se le strategie di neutralità climatica riguardano l’energia nel suo insieme, tuttavia a causa dell’enorme quota parte di calore, la svolta energetica è allo stesso tempo una svolta termica. In Svizzera, il fabbisogno di riscaldamento rappresenta il 40% circa del consumo energetico totale e causa quasi un quarto delle emissioni di gas serra. Per azzerarne il saldo netto entro il 2050, la Confederazione calcola che andranno sostituiti ancora 900mila impianti di riscaldamento a combustibili fossili, oltre alle ristrutturazioni per rendere gli edifici più efficienti. Ma non si tratta di ragionare solo sull’impatto della singola abitazione, quanto di adottare una visione di insieme, che alla predilezione per le fonti rinnovabili sommi il contenimento dei consumi, la riduzione di sprechi e inefficienze nella distribuzione del calore e l’ottimizzazione di erogazione e stoccaggio.

La crescita esponenziale delle CleanTech svizzere

La crescita esponenziale delle CleanTech svizzere
Fonte: CleantechAlps.

«Le reti di riscaldamento sono la spina dorsale della transizione energetica, ma troppo a lungo sono rimaste arretrate sul fronte dell’efficienza e dell’ottimizzazione, tanto da trovarsi in ritardo di una decina di anni sul livello raggiunto dalle reti elettriche, per cui ormai gli Energy Management System (Ems) stanno diventando lo standard. Con Yuon stiamo facendo il salto verso un controllo intelligente e basato sui dati, un passo decisivo sulla strada della decarbonizzazione. La nostra soluzione affronta una sfida molto specifica e spesso trascurata: l’inefficienza delle reti termiche. Questi sistemi sono spesso sovradimensionati, mal regolati e generano inutili emissioni di CO2 e perdite di energia», osserva Sebastian Herberger, Ceo di Yuon, con sede a Burgdorf, nel Canton Berna. Colpito dalla qualità della sua tecnologia e dal potenziale di farne una CleanTech scalabile e d’impatto, nel 2023 si è unito a Lorin Mühlebach, ingegnere elettrico specializzato in algoritmi predittivi, e Josef Jenni, esperto di microtecnologie e tecnologie energetiche, che tre anni prima hanno fondato la start up.

Sebastian Herberger, Lorin Mühlebach, Josef Jenni e .
Da sinistra, Sebastian Herberger, Ceo di Yuon, con i due cofondatori, Lorin Mühlebach e Josef Jenni, e il Cfo Mehmet von Burg.

Il software Yuon è composto da tre moduli che controllano dinamicamente la produzione, la distribuzione e il consumo di calore nella rete. Il cuore è un modello di controllo predittivo (Mpc) brevettato che apprende automaticamente le proprietà termiche e i requisiti energetici della rete, creando un gemello digitale di ogni edificio e dell’intera rete, compresa la termodinamica di ogni componente collegato. È così possibile ottimizzarne la gestione  in tempo reale in base all’esatta domanda di calore dei consumatori e tenendo conto delle condizioni meteorologiche. Ciò consente di attenuare i picchi di carico – che possono mettere a dura prova la capacità della rete e richiedere costosi metodi di compensazione, come i bruciatori di gasolio -, di utilizzare in modo ottimale le fonti di calore o, ancora, di impiegare gli edifici inattivi come riserve di calore e gestire attivamente i serbatoi d’acqua locali nella rete.

«I nostri algoritmi utilizzano i dati storici in loco, le previsioni meteo e il know-how interno di reti simili. Il monitoraggio puntuale ci permette di rispondere rapidamente alle variazioni del fabbisogno e di rilevare automaticamente a lungo termine l’alterazione delle proprietà termiche dei componenti e potenziali perdite. Un approccio che contribuisce in modo significativo a ridurre il consumo energetico e i costi dell’intera rete. Inoltre il controllo in tempo reale tramite dashboard e app migliora l’affidabilità e la reattività delle reti di calore e ne aumenta l’efficienza. Il che non solo porta a una riduzione dei costi operativi e di manutenzione, ma prolunga la vita utile dei sistemi», sottolinea Sebastian Herberger. Nel team, la start up combina forti background tecnici: Ia e sistemi di controllo, modellazione energetica, ingegneria elettrica e sistemi di edifici reali.

Le reti di riscaldamento sono la spina dorsale della transizione energetica, ma troppo a lungo sono rimaste arretrate sul fronte dell’efficienza e dell’ottimizzazione. Con Yuon stiamo facendo il salto verso un controllo intelligente e basato sui dati: un passo decisivo sulla strada della decarbonizzazione.

Sebastian Herberger

Sebastian Herberger

Ceo di Yuon

Il software di Yuon può essere facilmente integrato nei sistemi esistenti, senza interventi strutturali e con la massima interoperabilità, seguendo un modello SaaS scalabile. I costi di licenza sono di soli 0,003 Chf/kWh, in compenso i primi progetti mostrano risparmi impressionanti: «Fino al 25% del consumo energetico, 30% in meno di emissioni di CO2 e una riduzione dei picchi di carico di oltre il 50%», evidenzia il Ceo di Yuon, che con la sua offerta si rivolge ad aziende elettriche comunali, progettisti e installatori di reti di medie e piccole dimensioni.

«La risposta del mercato è stata molto incoraggiante: siamo in trattative con oltre l’80% dei principali fornitori di teleriscaldamento svizzeri, come e360° ed ewb e, a medio termine, l’obiettivo è diventare il principale sistema di ottimizzazione delle reti di riscaldamento in Europa. Il prossimo grande passo è l’espansione in Germania e nei Paesi nordici, a partire dal quarto trimestre del 2025. Sono in corso colloqui con un fornitore leader nel settore degli impianti di riscaldamento per sviluppare un pacchetto completo personalizzato per il mercato tedesco. Stiamo già pianificando altre partnership strategiche e preparando un ulteriore round di finanziamento per sostenere la crescita e il go-to-market», anticipa il Ceo della start up bernese, che già a due riprese ha ricevuto il sostegno dalla Fondazione svizzera per il clima, oltre alle collaborazioni strategiche con l’Università di Scienze Applicate e Arti di Lucerna e l’Ostschweizer Fachhochschule. Nel suo palmarès, importanti riconoscimenti quali il Watt d’Or, il Climate Launchpad e, lo scorso gennaio, l’Ypsomed Innovation Award, ne confermano le potenzialità.

Quasi ancora il 60% delle case svizzere riscaldate dalle fossili

Popolazione secondo la fonte d'energia principale per il riscaldamento

Quasi ancora il 60% delle case svizzere riscaldate dalle fossili
Fonte: UST-SEA, dati 31.12.23.

Se la Svizzera prevede che nei prossimi 25 anni si possa raddoppiare il contributo assicurato dalle attuali 1400 reti di teleriscaldamento portandolo a 18 TWh, ovvero circa il 40% del fabbisogno di calore stimato al 2050, anche in Europa, dove sono già in funzione 17mila reti, che coprono circa il 13% del consumo energetico finale, si punta al 50%. Traguardi che per essere raggiunti richiederanno ulteriori investimenti e soluzioni innovative ed efficaci, capaci di rendere le reti di riscaldamento ancor più flessibili, efficienti e sostenibili.

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