TM    Ottobre 2025

Moltiplicare gli sguardi

In un’epoca caratterizzata da un flusso costante di immagini, il Prix Elysée incarna l’impegno nell’offrire alla fotografia contemporanea uno spazio di riflessione, produzione e diffusione.

Nathalie Herschdorfer, © Amélie Blanc

di Nathalie Herschdorfer

direttrice del museo Photo Elysée

Da 40 anni Photo Elysée esplora le immagini del presente e del passato, dalla carta allo schermo. La nostra programmazione si distingue per la sua apertura internazionale: importanti mostre dedicate ad artisti provenienti da diversi continenti, collaborazioni con prestigiose istituzioni straniere, tematiche che affrontano le grandi sfide contemporanee e favoriscono la pluralità dei punti di vista.

In questo contesto, il Prix Elysée occupa un posto centrale. Assegnato ogni due anni e dotato di un fondo di 80mila franchi, premia un fotografo a metà carriera per un lavoro inedito, inserendosi pienamente nella nostra missione: sostenere la creazione contemporanea e accompagnare gli artisti in una fase chiave del loro percorso. Quando è stato creato, nel 2013, erano rari i premi e le borse di studio dedicate a questa categoria di artisti, non più emergente e non ancora con una carriera internazionale consolidata.

Frutto di una partnership esclusiva con Parmigiani Fleurier, il Prix Elysée non si limita a un compenso in denaro: offre un accompagnamento, dall’ideazione alla produzione di una mostra e di un libro, garantendo al contempo una visibilità internazionale presso i professionisti del settore, che si tratti di istituzioni, editori, collezionisti, curatori o gallerie.

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Tutti gli otto candidati del Prix Elysée hanno potuto esporre i loro lavori allo stand del museo a Paris Photo, che con i suoi 80mila visitatori è la più grande fiera di fotografia al mondo ©Eloise Genoud

Nel corso delle edizioni, il Prix Elysée ha trovato il suo pubblico e si è conquistato un posto di rilievo nel panorama fotografico. Lo conferma il numero di candidature che ha raggiunto il record di 758 nell’ultima edizione, insieme all’apertura verso aree geografiche più lontane. A differenza di altri premi, non si limita a un genere particolare (fotoreportage, paesaggio, moda, ecc.), ma tutte le forme di fotografia sono benvenute. Basta proporre un progetto inedito, promettente e raccomandato da un professionista del settore artistico. Dapprima la giuria seleziona 8 fotografi e, dopo diversi mesi di lavoro, un’ulteriore giuria internazionale annuncia il vincitore, scelto esclusivamente in base alla qualità del progetto. La partecipazione degli svizzeri è sempre importante, anche se ci rallegriamo che il Premio abbia subito aperto ampiamente i propri confini. Tra i 50 candidati delle sei edizioni, 9 sono svizzeri o binazionali, come nel caso di Matthias Bruggmann, vincitore del Prix Elysée 2017, che vive in Svizzera.

Dal lancio nel 2014, sono stati premiati: Hannah Darabi (Iran, 2025), Debi Cornwall (Stati Uniti, 2023), Kurt Tong (Hong Kong, 2021), Luis Carlos Tovar (Colombia, 2019), Matthias Bruggmann (Francia, 2017) e Martin Kollar (Slovacchia, 2015).

Hannah Darabi prix photo elysée
Hannah Darabi, “Teens”, “Mahvashs Book Of Pleasure”, 2024, dalla serie “Why Don’t You Dance”, in corso © Hannah Darabi

Non supportiamo solo il vincitore: accompagniamo anche gli altri otto partecipanti. La mia collega Lydia Dorner, curatrice presso il museo, si occupa di seguire i candidati e i vincitori e in alcuni casi i legami con la nostra istituzione portano a un nuovo progetto. Laia Abril, ad esempio, non ha vinto il Prix Elysée 2021, ma il suo progetto è stato completato ed esposto a Photo Elysée nel 2023 e al Bal nel 2025 (Parigi). Diversi artisti hanno pubblicato il lavoro che avevano presentato al Prix Elysée senza averlo vinto; l’istituzione mantiene uno stretto legame con loro e segue la loro carriera.

Martin Kollar, primo vincitore, ha pubblicato un nuovo libro con Mack, con cui aveva già collaborato per Provisional Arrangement. Matthias Bruggmann, Luis Carlos Tovar e Kurt Tong hanno tutti e tre instaurato stretti legami con i rispettivi editori, mentre Debi Cornwall, vincitrice dell’edizione 2023, ha goduto di grande visibilità esponendo il suo progetto ai Rencontres de la photographie d’Arles, con 90mila visotatori.

L’anno scorso tutti gli otto candidati hanno potuto esporre i loro lavori al nostro stand a Paris Photo, che con i suoi 80mila visitatori è la più grande fiera di fotografia al mondo. Un’eccezionale occasione di visibilità che quest’anno abbiamo dato ad Hannah Darabi, fresca vincitrice del Prix Elysée, che ha svelato a Paris Photo le prime immagini del suo progetto, che esporrà qui da noi a Losanna nel giugno 2026, in concomitanza con l’uscita della sua pubblicazione.

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Una veduta dell’esposizione “Gen Z” in corso al Photo Elysée di Losanna fino al primo febbraio 2026 © Khashayar Javanmardi

Guardando alla nostra programmazione attuale, abbiamo da poco inaugurato la mostra GenZ, un progetto sostenuto dall’istituzione dal 2005, che ogni cinque anni offre una panoramica della scena emergente internazionale. Grazie alle ricerche condotte dai miei colleghi e alle raccomandazioni di specialisti internazionali, abbiamo raccolto più di mille portfolio provenienti da tutto il mondo, di cui insieme alle due co-curatrici, Hannah Pröbsting et Julie Dayer, ne abbiamo selezionati una sessantina, in rappresentanza di 32 paesi. Opere che testimoniano un’energia collettiva sorprendente, una volontà di trasformare le rappresentazioni del mondo, di offrire nuove narrazioni.

Esplorano tematiche universali, in particolare la questione dell’appartenenza: a una casa, a una famiglia, a una comunità, a un corpo, a un genere, a un’identità. Che si trovino a Shanghai, Città del Capo, Amsterdam, Parigi, Losanna, Londra, New York o Nuova Delhi, tutti condividono lo stesso desiderio: collocarsi e rappresentarsi in un mondo globalizzato, saturo di immagini e attraversato da numerose crisi. A colpire è la diversità dei linguaggi fotografici. Attraverso forme diverse, esprimono la loro interiorità, i loro dubbi, le loro tensioni, ma anche le loro finzioni. Il corpo e l’identità, a lungo percepiti come pilastri stabili, sono qui vissuti come realtà mutevoli. Una generazione che non si accontenta più di essere osservata: si esprime, costruisce le proprie storie; decostruisce le norme, sconvolge gli stereotipi e inventa nuove iconografie.

Photo ElyséeNel cuore del quartiere artistico Plateforme 10 a Losanna, Photo Elysée promuove la fotografia in tutte le sue forme. Museo di importanza internazionale, ospita una delle collezioni fotografiche più ricche e diversificate al mondo, che abbraccia l’intero campo della fotografia dal 1840 alle creazioni più recenti: oltre un milione di oggetti, dall’analogico al digitale, mettono in luce il mezzo fotografico in tutta la sua diversità. Riunisce grandi nomi come René Burri, Robert Frank, Leonard Freed, Mario Giacomelli, Josef Koudelka, nonché fotografe di spicco come Sabine Weiss, Jan Groover o Ella Maillart, di cui il museo possiede i fondi fotografici. 

Questa collezione, di eccezionale ampiezza e diversità, circola in tutto il mondo grazie a numerose mostre itineranti, contribuendo alla fama internazionale del museo e alla diffusione della fotografia svizzera e mondiale.

Unicum in Svizzera, il polo culturale Plateforme 10, sostenuto dallo Stato di Vaud, riunisce anche il mudac (Museo cantonale di design e arti applicate contemporanee) e il MCBA (Museo cantonale delle Belle Arti), nonché le fondazioni Toms Pauli e Félix Vallotton. Insieme le diverse istituzioni offrono una programmazione culturale ricca e variegata, rivolta a tutti i tipi di pubblico, valorizzando al contempo la ricerca e la conservazione del patrimonio cantonale.

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