Che cosa è trendy? All’indomani del Salone del Mobile.Milano con la sua galassia di oggetti, collezioni e proposte di stile, stabilirlo è arduo. Certo è che il decorativismo eccessivo, caratterizzato da ornamenti ridondanti e ambienti sovraccarichi, ha ceduto il passo a un design più sobrio e raffinato. Tratti decisi, superfici scanalate, materiali naturali e forme organiche assicurano un’esperienza tattile e visiva più sofisticata. Un approccio generatore di spazi dinamici, eleganti e dall’atmosfera accogliente. A volerla definire, è una tendenza che privilegia la sottrazione come principio creativo.
Lontano dagli eccessi decorativi, il design per sottrazione abbraccia la semplicità, offrendo soluzioni che rispondono alle esigenze di una società sempre più orientata alla sostenibilità e alla chiarezza. È in questa cornice che trova la sua perfetta collocazione la filosofia progettuale di Dordoni Studio, guidato da Mattia Cimadoro e Giuseppe Mauro. Al Salone di quest’anno i due designer sono stati presenti con nuove creazioni siglate per Porro, Foscarini e Amini.

Qual è il vostro approccio concettuale e stilistico?
Cerchiamo di eliminare il superfluo per mettere in risalto la funzione e l’identità dell’oggetto, mantenendo sempre un dialogo coerente con l’azienda committente.
Qual è stata la vostra visione per le novità presentate al Salone del Mobile 2025?
Con Porro abbiamo sviluppato il sideboard Twin, un mobile che nasce dall’intersezione di due volumi distinti ma armoniosamente connessi. L’uso del frassino tinto nero e degli specchi crea giochi prospettici che conferiscono leggerezza e dinamismo all’oggetto.
Un oggetto che si ricollega alla tradizione artigianale, della lavorazione del legno, che da sempre contraddistingue Porro e che, nell’anno in cui l’azienda festeggia i suoi primi 100 anni, abbiamo ritenuto giusto mettere in valore.
In generale, è compito del designer comprendere profondamente l’identità dell’azienda committente e tradurla in prodotti coerenti. È un lavoro di ascolto e interpretazione, nel quale la creatività si mette al servizio della visione aziendale per creare oggetti che ne riflettano i valori e la filosofia.
Nell’anno di Euroluce, avete acceso la vostra creatività per Foscarini…
Abbiamo progettato Etoile, una reinterpretazione contemporanea del lampadario classico. Scegliendo di eliminare lo scheletro centrale e i bracci, ci siamo concentrati sul vetro come elemento principale. Il risultato è uno chandelier in cui i volumi cilindrici si dispongono in composizioni che al decoro tradizionale sostituiscono una più sobria eleganza, diffondendo una luce morbida e avvolgente.
Quali sono le novità nella collaborazione con Amini?
Con Amini abbiamo esplorato il mondo dei tappeti, creando disegni che uniscono tradizione e contemporaneità. Nell’intento di realizzare pezzi che si integrino armoniosamente negli spazi abitativi moderni, rispettando al contempo l’identità e la storia del marchio.
Spazi abitativi che oggi sono sempre più eclettici, per andare incontro a nuove modalità di vivere, di lavorare e quindi di abitare…
Il design deve rispondere agli stili di vita del momento e alle conseguenti necessità o preferenze, per esempio quelle collegate all’home working, sempre più diffuso. Progettiamo dunque oggetti versatili che si adattano a spazi multifunzionali, mantenendo sempre un equilibrio tra estetica e funzionalità, tra innovazione e tradizione, convinti che il design possa evolversi per rispondere alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità.
In che modo l’eredità di Rodolfo Dordoni influenza il vostro approccio al design?
Abbiamo lavorato con lui per vent’anni. Il suo insegnamento è per noi fondamentale. Portiamo avanti una visione del design che unisce sobrietà e misura, con un linguaggio chiaro ed essenziale. Questo si riflette in tutti i nostri progetti. Tra continuità e contemporaneità.

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