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Audace per vocazione

L’attitudine di Hublot ad esplorare nuove frontiere dell’orologeria, chiara fin dagli inizi della sua storia, ancora oggi ne rappresenta l’essenza. Intervista al CEO, Julien Tornare.

di Simona Manzione

Responsabile editoriale Ticino Management Donna

Julien Tornare
Julien Tornare, dallo scorso autunno al timone di Hublot.

La proposta disruptive è stata evidente fin dall’inizio. E quell’attitudine di Hublot ad esplorare nuove frontiere dell’orologeria, impressa al marchio dal suo fondatore Carlo Crocco, potenziata negli anni da Jean-Claude Biver, e coltivata da Ricardo Guadalupe, ancora oggi ne rappresenta l’essenza. L’anima avanguardista del brand è pronta ad essere traghettata nel futuro.  A dirlo è Julien Tornare, dallo scorso autunno al timone di Hublot.

Con una esperienza trentennale nel settore, Julien Tornare ha contribuito alla sua evoluzione, segnando un corso nuovo per vari marchi, tra cui spicca Zenith. Sotto la sua guida, Hublot ha spinto i confini dell’orologeria con materiali innovativi, design audaci e una presenza in costante crescita nei mercati emergenti. Con Tornare, abbiamo parlato del futuro del settore, delle strategie del marchio e del ventesimo anniversario dell’iconico Big Bang.

Come vede l’evoluzione del mercato dell’orologeria di lusso nei prossimi anni e quale sarà il ruolo di Hublot in questo contesto?
I consumatori richiedono chiarezza e autenticità. L’identità del marchio sarà sempre più importante. Per Hublot, questo significa meno edizioni limitate ‘volute a tutti i costi’, più attenzione ai modelli emblematici e alla coerenza stilistica, una narrazione forte e riconoscibile.

Qual è l’identikit del cliente del lusso?
È più giovane e globale. È informato grazie ai social e alla tecnologia ed è interessato tanto alla storia e all’artigianalità quanto all’innovazione e alla sostenibilità. È quindi fondamentale parlare il linguaggio delle nuove generazioni, senza perdere i valori tradizionali.

Il Big Bang, segnatempo iconico, quest’anno festeggia i suoi primi vent’anni. Con quali novità è celebrato questo traguardo?
Il successo di Hublot è stato costruito sulla creatività, connotata sempre dall’audacia. E con audacia abbiamo racchiuso passato, presente e futuro in una capsule Big Bang 20th Anniversary di cinque orologi. Le casse di questi modelli celebrativi riprendono l’iconica struttura a strati del 2005, con anse strette, lunetta zigrinata e pulsanti rettangolari con punte in caucciù. Ma il cuore pulsante è decisamente contemporaneo: movimento cronografico automatico Unico, visibile attraverso un fondello con rotore commemorativo in oro 22 carati.  I quadranti con texture ispirata alla fibra di carbonio uniscono il fascino dei Big Bang originali alla funzionalità moderna del Super-LumiNova, che garantisce leggibilità assoluta anche al buio. Il cinturino, con l’iconico motivo a losanghe, è facilmente intercambiabile grazie al sistema One Click, una delle tante innovazioni siglate negli anni da Hublot.

Un approccio innovativo che ha riguardato anche i materiali: tra cui la ceramica. Il Big Bang 20th Anniversary Red Magic, in ceramica rosso vivido, rende protagonista questo materiale estremamente difficile da produrre, che ben rappresenta la capacità innovativa di Hublot. Di questo modello carismatico sono stati realizzati solo 100 pezzi. Non meno affascinanti sono le edizioni in Titanium Ceramic e King Gold Ceramic, rispettivamente limitate a 500 e 250 pezzi, che rivisitano con eleganza l’originaria combinazione di materiali: acciaio, oro, ceramica e caucciù. Aqueste versioni si aggiunge l’All Black, forse la più iconica per i cultori del marchio, un segnatempo total black in edizione limitata di 500 pezzi, capace di sedurre grazie al fascino misterioso e quasi invisibile dei dettagli.

Qual è la sua visione per il futuro delle collaborazioni di Hublot con atleti e celebrità, come quella con Novak Djokovic?
Il rapporto con le celebrities fa parte della storia di Hublot. Contribuisce a sviluppare quella dimensione emozionale che per Hublot è molto importante. La lista degli ambasciatori del marchio annovera tra gli altri, in ambito musicale, i Depeche Mode, mentre dall’artista Takashi Murakami al pianista Lang Lang è evidente il nostro legame con l’arte; altrettanto caratteristico è il legame con lo sport (dalla collaborazione con il velocista Usain Bolt alla vicinanza con Novak Djokovic da cui è già scaturita la prima creazione congiunta). Quanto all’arte, pensiamo di creare una galleria d’arte nella nuova ala del nostro stabilimento, attualmente in costruzione.

Guardando avanti?
L’industria orologiera svizzera, radicata nella tradizione, ha sempre beneficiato di iniziative coraggiose da parte di marchi come Hublot. Hublot è stato costruito su questa audacia, prima che altri vi si ispirassero. Oggi, sono convinto che il mio compito è preservare questo Dna dirompente ed evitare qualsiasi standardizzazione del marchio. Hublot deve continuare a sorprendere, ad innovare. Se si omologasse, perderebbe la sua essenza.

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