Sarà capitato a molti, in prossimità di un cantiere stradale, di spazientirsi con l’agente che segnala l’obbligo di rallentare, apparentemente incurante dell’ansia che ci assale mentre già siamo in drammatico ritardo… sollevati solo da potergli assestare un’occhiataccia mentre finalmente lo superiamo. Ignari di quale impegno e attenzione richieda la gestione del traffico per tutelare l’incolumità del personale al lavoro sui cantieri e di tutti gli utenti della strada. Noi compresi. Ancor meno si pensa al rischio a cui sono esposti gli agenti di sicurezza stessi, prestando servizio in una posizione critica, in particolare nel caso di chi è operativo sulle autostrade e deve mantenere la massima vigilanza su un traffico ad alta intensità in prossimità di grandi cantieri, magari sotto i raggi cocenti del sole o le piogge torrenziali cui ci ha abituati il cambiamento climatico.
Leader nelle prestazioni di regolazione della circolazione nella Svizzera italiana, che gestisce per conto dell’Ufficio federale delle strade (USTRA), del Cantone e di enti comunali, associazioni o privati, Prosegur è particolarmente sensibile al tema. «Con una formazione di ingegnere della sicurezza sul lavoro, da quando a fine 2020 ho assunto la guida di Prosegur, abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro impegno, a 360 gradi», racconta il direttore Alex Genini. «Fra le diverse misure, ci siamo certificati ISO 45001, la norma internazionale che fornisce il quadro di riferimento per aiutare le organizzazioni a migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro e a ridurre i rischi per la salute dei lavoratori. Un percorso che richiede un impegno significativo in termini di tempo e risorse, ma più che giustificato dai suoi vantaggi», illustra il direttore.
Anche il contributo della Commissione del personale è fondamentale per dare input al fronte, ad esempio suggerendo misure pratiche come, negli scorsi periodi di canicola, l’introduzione dei copricapo per proteggere gli agenti, in particolare sulle autostrade senza disponibilità di ombra, unitamente ai turni di lavoro spezzati, regolare idratazione e l’uniforme estiva.
Essenziali sono poi i controlli sul terreno svolti dal delegato interno alla sicurezza, destinati a verificare che i collaboratori si attengano alle misure preventive e alle regole illustrate nell’ambito della formazione di base, che Prosegur garantisce a ogni nuovo assunto. «Sensibilizziamo ad esempio a pianificare accuratamente ogni intervento, discutendo con il capo cantiere criticità specifiche e osservando attentamente la tratta, la segnaletica e l’illuminazione per individuare preventivamente i potenziali rischi. La regola d’oro: MAI voltare le spalle al traffico», avverte Alex Genini. Sembrerà banale, ma in otto ore di servizio, pur con le pause garantite da Prosegur, la stanchezza può farsi sentire. E anche quando tutto è fatto a regola d’arte, non è l’agente a poter controllare ogni variabile.
Nonostante tutte le precauzioni messe in atto, l’anno scorso la società di vigilanza è stata infatti colpita da due infortuni fatali a due agenti. A febbraio, a Lugano, uno scooterista ha travolto un addetto alla gestione del traffico in prossimità di un restringimento per lavori di potatura, mentre ad agosto, a Bellinzona, un’agente è stata urtata di notte da un camion in manovra in un cantiere stradale. «Misure preventive, formazione degli agenti, ore di riposo, equipaggiamento, … dagli approfondimenti della Polizia tutto è risultato conforme, grazie al nostro rigore nella gestione della sicurezza. Ciò non toglie la profonda ferita lasciata da queste due tragedie. Malgrado la appurata fatalità, mi hanno spinto a interrogarmi: paradossalmente, in entrambi i casi, non si trattava di situazioni critiche se paragonate a scenari di alta intensità di traffico, come sui cantieri autostradali», sottolinea Alex Genini. Dunque cosa non ha funzionato? «Riflettendo e discutendone ho compreso che il minimo comune dominatore è la certezza di essere visti da chi è alla guida. Quando un agente indossa l’uniforme, tende a sopravvalutare i propri mezzi. Crede che l’autorevolezza di cui è dotato nel suo ruolo lo imponga automaticamente all’attenzione dell’utente della strada. Eppure anche nella quotidianità ci accorgiamo che, nonostante qualcuno guardi verso di noi, se è sovrappensiero non è detto che davvero ci veda».

Per sensibilizzare ancor più efficacemente i propri agenti sulla problematica e scongiurare che simili episodi possano ripetersi, Prosegur ha ideato un’apposita campagna, “Guarda che non ti vedo!”. L’immagine che la accompagna riproduce la prospettiva del conducente distratto: l’agente che, di fronte a lui, gli segnala di fermarsi, ai suoi occhi non è che una presenza sfocata, in secondo piano. Il messaggio, chiaro ed efficace: “In strada la distrazione può costare caro! Non solo alla guida!”. «Affissa in tutte le nostre aree comuni e inviata per mail a tutti i dipendenti, è accompagnata da sette “regole vitali”, che sviluppano ulteriormente quanto già trasmesso dalla nostra formazione di base», spiega il direttore.
In particolare, fondamentale è assicurarsi sempre di stabilire un contatto visivo con gli utenti che si avvicinano e ai quali si impartisce un ordine, verificando che sia stato compreso. Altrettanto importante, assumere e mantenere la posizione corretta, ben visibile per i veicoli e i colleghi, evitando angoli ciechi o aree pericolose. Ovviamente sono bandite distrazioni come cellulare o chiacchiere non pertinenti al servizio. «Tutti aspetti che verifichiamo con i nostri controlli sistematici, oltre a invitare i collaboratori a segnalarci ogni situazione di pericolo cui si sono trovati esposti. In aggiunta, per mandati delicati come i cantieri autostradali, abbiamo intensificato la collaborazione con la committenza e la direzione lavori, ad esempio per individuare congiuntamente le posizioni più sicure per i nostri agenti impegnati nel cruciale compito di coordinare il servizio staffetta con cui agevoliamo l’ingresso e l’uscita dei mezzi dall’area di cantiere rallentando il traffico, a tutela di tutti gli utenti della strada oltre che delle maestranze del cantiere», esemplifica Alex Genini.
Purtroppo di incidenti come quelli cui è stata confrontata Prosegur c’è chi approfitta per profilarsi politicamente, polemizzando sul precariato del settore senza fare distinguo. In Ticino, con la stragrande maggioranza delle società di vigilanza che conta meno di 10 collaboratori per non dover sottostare al CCL, è raro che si investa in formazione e certificazioni di sicurezza sul lavoro. Realtà solide e virtuose come Prosegur, con oltre 250 agenti, offrono dunque un esempio che dovrebbe essere di stimolo alla diffusione di questa sensibilità fra tutti gli attori del settore. Ricordando che anche la sicurezza ha bisogno di sicurezza.
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La presenza degli agenti di ditte private contribuisce anche a gestire in maniera sicura il traffico sulle strade nazionali, in particolare agevolando le manovre di immissione e di uscita dai cantieri, fornendo indicazioni agli autisti e a chi circola in autostrada. Alla base della collaborazione ottimale fra Prosegur e l’Ufficio federale delle strade (USTRA), il costante dialogo e allineamento, come conferma Eugenio Sapia, addetto Informazione e comunicazione USTRA, Divisione Infrastruttura stradale Est, Filiale Bellinzona (in foto).
Signor Sapia, come vengono coordinate le attività fra USTRA, Prosegur e altri attori coinvolti?
La maggior parte sono regolate dal Piano Emergenza Cantiere (PEC), assieme ad altri documenti specifici (Piano Salute e Sicurezza di Cantiere). Quando si presentano operazioni particolari non contemplate, la coordinazione viene garantita dalla Polizia cantonale, dalla Direzione locale dei lavori e dall’addetto alla sicurezza di tratta.
In particolare, come integrate le rispettive linee guida in materia di sicurezza?
I compiti di Prosegur sono definiti nei documenti di sicurezza del cantiere. Annualmente, all’inizio del cantiere, è prevista una formazione teorica a tutte le maestranze (imprese, Direzione dei lavori e Prosegur), in cui vengono esposte le fasi principali del cantiere previste durante l’anno e ribadite le regole coordinate di sicurezza.
Un esempio concreto in cui la collaborazione con Prosegur ha fatto la differenza?
Nel 2019, sulla base dell’esperienza di chi operava sul cantiere per il risanamento globale del tratto della A2 Melide-Gentilino (in particolare gli agenti della Prosegur), in collaborazione con la Polizia cantonale è stata creata la staffetta per i mezzi pesanti di cantiere. Con l’utilizzo di un’automobile della Prosegur il traffico veicolare in autostrada veniva rallentato (ma non fermato) per permettere l’entrata e l’uscita in sicurezza dei camion. Questa manovra è stata una “prima” a livello svizzero per i cantieri autostradali.
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