Cifra tonda per l’Orchestra della Svizzera italiana: 90 anni che ha deciso di festeggiare con un libro speciale. Non il solito maestoso tomo patinato, ma un’agile e coinvolgente narrazione. Una “composizione” che la direttrice artistica Barbara Widmer ha affidato alla penna di Lorenzo Sganzini. Cercava infatti lo sguardo di chi sa osservare fra le pieghe di luoghi, cose e persone per cogliere e raccontare l’identità, il percorso di crescita artistica e la missione culturale dell’OSI.
Una realtà alla quale l’autore già si era avvicinato in precedenti occasioni – sia come direttore di Rete Due, sia come responsabile dei Servizi culturali del Cantone prima, e della Città di Lugano durante la realizzazione del Lac poi, ma sempre da una prospettiva amministrativo-finanziaria. Come invece ama fare quando si confronta con la scrittura, lasciando da parte il noto, si è immerso nella dimensione dell’Orchestra per un anno. Audizioni, prove, concerti, tournée, incontri con grandi personalità, rituali… Momenti e atmosfere che condivide nelle sue pagine, davanti e ancor più spesso dietro le quinte, fra presente, storia, digressioni e prospettive future.

Restituendo non solo l’attività ma anche “Il respiro dell’orchestra”, come titola il libro (Edizioni Casagrande). Perché proprio come in un concerto dalla contrapposizione e dalla fusione di voci strumentali nasce l’interpretazione corale che trascende il singolo contributo, così l’OSI del 2025 è la sintesi della connessione fra le personalità ed esperienze dei suoi 41 elementi di 13 diverse nazionalità; è l’espressione dei direttori che l’hanno guidata e di tante prestigiose collaborazioni; è la memoria dei novant’anni in cui ha dato un contributo decisivo alla cultura musicale del territorio; è il supporto del pubblico che, qui e in tournée, l’ha applaudita, insieme ai tanti che attraverso la Radio l’hanno apprezzata e seguita. Un legame storico – nata nel 1935 come “Radiorchestra”, negli anni in cui i principali enti radiofonici europei si dotavano dei loro complessi – che ne ha sostenuto, valorizzato e anche documentato il lavoro stagione dopo stagione – con registrazioni che oggi consegnano un archivio di eccezionale ricchezza.
Il respiro dell’orchestra, come ricorda Lorenzo Sganzini, è anche l’apertura di spirito mostrata sin dagli inizi, precorrendo ampiamente i tempi con musiciste donne nell’organico sin dal 1938 (la New York Philharmonic ci arriverà nel 1966 e i Berliner nel 1982) e collaborando con Maestri come Pietro Mascagni, Igor Stravinskij e Richard Strauss.
Una storia che prosegue oggi con i successi di pubblico e critica raccolti nei maggiori teatri e sale europee e in casa, ma anche con l’impegno a sviluppare audience e sostenitori per poter continuare a interpretare, insieme alla musica, anche la propria missione sociale di “orchestra di tutti”. Riempire le sale e professionalizzare il foundraising sarà fondamentale, mentre si ridisegnano gli equilibri finanziari e il panorama mediatico. In un mondo sempre più artificiale, la vibrazione della presenza che risuona in un concerto dal vivo è insostituibile, ma occorre anche saper proporre formati innovativi per – mutatis mutandis – proseguire la tradizione con la stessa lungimiranza che negli anni Trenta ha permesso di esser pionieri. Nell’attesa della Città della Musica di Lugano, polo di competenze che tanta parte nel futuro dovrebbe avere, queste agili 128 pagine, senza mai essere didattiche, tecniche né celebrative, ma ricche di spunti, curiosità, divagazioni e anche profonde riflessioni, caratteristiche dei libri di viaggio sui generis di Lorenzo Sganzini – geografici quanto storici e interiori – permettono di capire cosa renda tanto speciale l’OSI. Una lettura che sa sorprendere l’assiduo frequentatore quanto avvincere il profano.
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Il volume si può trovare al LAC shop, nelle principali librerie del Cantone oppure direttamente sul sito www.osi.swiss