TM    Maggio 2025

Il ruolo dei privati

Al crescere della volatilità e delle tensioni geopolitiche torna di prepotenza il ruolo che i mercati privati potrebbero assolvere: stabilizzare i portafogli d’investimento. Un’analisi Mathias Niederhauser, Managing Director di Petiole Am.

Mathias Niederhauser

di Mathias Niederhauser

Managing Director, Digital Solutions, di Petiole Asset Management

Gli investitori sono inquieti e hanno buone ragioni per esserlo. Le ‘4D’ stanno riplasmando la macroeconomia (decarbonizzazione, deglobalizzazione, demografia e digitalizzazione) e se il processo non mostra di rallentare, non è nemmeno chiara quale sia la destinazione.

Rispetto alla normalità, però, oggi chi sa adattarsi potrebbe trovare maggiori opportunità, a patto di cercarle.

Il nuovo mondo. Dopo un breve rally di mercato post-elettorale, è tornata la volatilità. Il Cboe Volatility Index (Vix),  oscilla tra 15 e 20, segnalando un’elevata incertezza. Pur non essendo necessariamente un problema, riflette un ambiente d’investimento meno favorevole.

Come ha recentemente commentato un Cio, la geopolitica non è più un rischio ‘di sinistra’.  I conflitti armati e le tensioni commerciali richiedono una rivalutazione delle strategie di investimento.  La diversificazione è essenziale. Sempre più spesso significa ridurre l’esposizione ai mercati pubblici e rivolgersi a quelli privati.

La privatizzazione. I mercati privati offrono vantaggi interessanti. Pur essendo meno liquidi, gli investitori a lungo termine possono beneficiare di rendimenti migliori. Liberi dai cicli di rendicontazione trimestrale, i team di gestione possono concentrarsi su strategie a lungo termine.

Oggi più che mai, alcuni asset privati selezionati possono aiutare a contrastare la volatilità dei mercati pubblici. Ma l’accento va posto su ‘selezionati’. Il segreto sta tutto nell’individuare asset sottovalutati…

Un recente sondaggio di Adams Street mostra che gli investitori sono attenti al rischio geopolitico, ma rimangono ottimisti sui privati. Due terzi prevedono di aumentare gli impegni nei confronti degli attuali gestori e oltre la metà prevede di aggiungere nuove relazioni.

Il Private Equity

Accordi stretti a livello globale per anno e settore (per valore in usd mld)

Accordi stretti a livello globale per anno e settore (per valore in usd mld)
Fonte: McKinsey 2025. Sopra, i mercati privati continuano a dimostrarsi un’asset class vitale..

Il Private Equity. Sta uscendo da un periodo di turbolenza. Nel 2024, l’S&P 500 ha sovraperformato gli asset privati per la terza volta negli ultimi quattro anni. A spingerlo sono state le conseguenze dei rialzi dei tassi del 2022-2023. Ma nel lungo periodo il Pe ha sovraperformato, e come dimostra McKinsey si sta già riprendendo dallo shock dei tassi d’interesse.

È un segmento variegato, composto anche da credito, infrastrutture e asset reali. Il credito privato, in particolare, ha resistito bene: il 55% degli investitori in un sondaggio Amundi lo ha indicato come il principale interesse per gli asset privati.

L’imperativo del valore. Un panorama in evoluzione richiede nuovi approcci. Nel periodo 2010-2022, Stepstone Group ha rilevato che il 61% del rendimento del Pe è derivato dalla leva finanziaria e dall’espansione dei multipli.

In futuro, il successo dipenderà meno dall’ingegneria finanziaria e più dalla creazione di valore: miglioramenti operativi, pivot strategici e creazione di team ad alte prestazioni. In tempi di volatilità, questo approccio è irrinunciabile.

L’esperienza. Se la volatilità dovesse persistere o la recessione colpire, l’investimento diventerà un esercizio più sfumato. In un gioco a somma negativa, è più difficile parlare in termini di industrie, perché il successo è distribuito in modo non uniforme. Lo stesso vale per gli investimenti privati: non è sufficiente dire ‘le prospettive sono positive’. Sempre stando a McKinsey è infatti probabile nel tempo la dispersione dei rendimenti dei fondi specializzati aumenti.

Sarà dunque sempre più indispensabile selezionare i gestori con cui collaborare, puntando sulla loro esperienza distribuita su più cicli economici, che abbiano dunque già dimostrato resilienza e adattabilità, in grado quindi di allineare scelte d’investimento e obiettivi finanziari.

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