TM    Ottobre 2026

Una mano… di verde

Nessuno li produce o estrae, ma qualcuno li concede: sono i permessi a inquinare, venduti dai Governi. L’Europa è il mercato più grande al mondo. Ma perché averli in portafoglio? L’Opinione di Igor Rebesco, Co-Cio di Custodia Wealth Management.

Igor Rebesco

di Igor Rebesco

Co-Cio di Custodia Wealth Management

In uno scenario in cui il debito sovrano ha raggiunto nuovi massimi storici, cui si aggiunge quello Corporate, con tassi previsti in aumento e le ombre sul debito privato sempre più oscure, l’accoppiata bond/equity considerata come naturale immunizzazione dei portafogli non funziona più (da tempo) perché le correlazioni si sono invertite.

In questo scenario diversificare l’esposizione su tematiche di investimento può essere una valida soluzione. Ci sono almeno due modalità per farlo: acquistando azioni di società il cui Core business è focalizzato sul tema d’investimento oppure attraverso gli asset reali. L’esempio classico sono le materie prime: è il caso di oro e titoli auriferi; o settore energetico e principali idrocarburi (petrolio e gas).

Investire in titoli azionari (commodity stock) piuttosto che nella materia prima espone a maggiori rischi (di credito, per esempio) e il portafoglio a una maggiore volatilità. L’eccezione? I noli rispetto alle società dello shipping, ma è un fenomeno contingente determinato dalle pressioni che la situazione geopolitica conferisce ai prezzi dei noli e loro derivati.

Esiste, tuttavia, una commodity, molto particolare, che non si estrae, ma viene concessa dai Governi, e si può solo consumare: si tratta dei permessi a inquinare (con i gas serra generati da vari processi produttivi) concessi da autorità governative a soggetti obbligati a compensare la loro ‘impronta di carbonio’ (acciaierie, cementifici, raffinerie, industria chimica, produzione di elettricità e calore, industria di carta e vetro cui si sono recentemente aggiunte, in Europa, le compagnie aeree e le società di navigazione).

Corrono i prezzi

Corrono i prezzi Andamento del prezzo di carbone, Eua e gas naturale (I-2017: 0)

Andamento del prezzo di carbone, Eua e gas naturale
Fonte: Custodia Wealth Management (dati al 7-IX). Sopra, la variazione dei prezzi delle materie prime energetiche e degli Eua.

Gli Eua (European Unit Allowance) costituiscono il più grande e strutturato mercato di ‘certificati verdi’ al mondo. Non esistono imprese che li producono e quindi la scelta tra azione e materia prima (la concessione di un permesso) non si pone, e non è il caso di addentrarsi qui nel settore della geoingegneria.

La dinamica del prezzo degli Eua dipende da alcune variabili come il fuel switching, la disponibilità di quote (Tnac), le innovazioni regolamentari (Cap, Lre, Msr, Cbam, Ets2), le condizioni metereologiche, la crescita economica e la situazione geopolitica.

La prima variabile è particolarmente interessante e quantitativamente monitorabile. Per fuel switching si intende infatti la convenienza a produrre energia elettrica usando gas o carbone, dove la scelta dipende dalla fonte energetica che costa di meno per Mwh prodotto. Il recente andamento del prezzo degli Eua è evidentemente spiegato dall’andamento del gas naturale (il Ttf di Amsterdam) e del carbone (Api#2 – l’indice Argus/McCloskey per il carbone importato nell’Europa nord-occidentale). Come calcolare il prezzo teorico dello switch? Esiste una rigorosa formula matematica.

Il prezzo di switch teorico e il prezzo Eua effettivamente osservato sul mercato non coincidono mai perfettamente. Una prima ragione è tecnica: le centrali elettriche non sono tutte ugualmente efficienti, per cui ogni impianto ha un proprio punto di switch specifico, e il prezzo di mercato riflette una media eterogenea di queste soglie individuali. Una seconda ragione è stagionale: il prezzo del gas presenta una marcata stagionalità invernale, dovuta al maggior fabbisogno di riscaldamento, che dovrebbe essere rimossa statisticamente (procedura di destagionalizzazione Stl) prima di confrontare le due serie.

Tuttavia laddove opportunamente valutata insieme alle altre variabili costituisce una valida bussola per ribilanciare questa class regolamentata che può valere la pena inserire in portafoglio.

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