TM    Maggio 2025

Il Private growth equity

È un segmento molto spesso trascurato, per vecchi pregiudizi che oggi non hanno più molto senso. Il mercato è cambiato, ma è bene fermarsi un attimo per capirlo. Un’analisi di Brian Kelly, Investment Specialist di Baillie Gifford.

Brian Kelly

di Brian Kelly

Investment Specialist di Baillie Gifford

Ad oggi, le principali aziende private growth sono monopoli naturali con grandi opportunità di crescita e profondi vantaggi competitivi. Molte crescono del 30-60% annuo e alcune sono tra le 50 aziende più grandi del mondo.

Questo è sintomatico del forte cambiamento che si è verificato nel panorama in evoluzione degli investimenti growth. Tradizionalmente, le società con valori di mercato compresi tra i 500 milioni e poche decine di miliardi di dollari venivano quotate in borsa, consentendo a molti di partecipare alla loro corsa verso valutazioni da centinaia di miliardi.

Oggi molto è cambiato, questa ‘corsa’ è diventata in gran parte riservata a pochi investitori, in quanto le aziende scelgono di rimanere private molto più a lungo.

Questo cambiamento ha creato un vasto e crescente mercato di aziende ‘notevoli’, che conta oltre 1.500 unicorni con un valore di mercato complessivo superiore ai 5 trilioni di dollari. Ecco una nuova asset class nell’ambito degli investimenti di Private Equity: il private growth.

A lungo negletto. Finora il private growth equity è stato ampiamente trascurato a favore dei tradizionali investimenti in buyout o venture capital. Ciò ha portato a trascurare un asset class che dal 2010 ha sovraperformato tutte le altre, comprese le azioni quotate. Perché? Gli investitori spesso trascurano la possibilità che la crescita esponenziale possa continuare anche dopo che le aziende sono diventate più grandi e meno rischiose. In generale, il cervello umano sottovaluta il potere della crescita esponenziale.

Se si potesse piegare un foglio di carta 42 volte, sarebbe abbastanza spesso da raggiungere la luna. Le aziende private che crescono costantemente almeno del 30% all’anno possono fare lo stesso. Questa crescita non è guidata dal Pil, ma da un ottimo prodotto, da un mercato in crescita e dal loro management.

Un’altra critica è che il private growth sia una bolla, a giudicare dalle dimensioni delle aziende più grandi. Questo non tiene conto dell’ampiezza delle opportunità.

Da un lato, alcune aziende sono molto grandi. Ma le loro dimensioni oggi riflettono l’evoluzione delle grandi società pubbliche negli ultimi 20 anni. Un fenomeno che si definisce ‘power law upside’.

Nel 2004, la più grande società al mondo, General Electric, aveva un valore di mercato di 380 miliardi di dollari. Alla fine del 2024, la più grande azienda del mondo, Apple, aveva un valore di mercato di 3,5 trilioni e 10 aziende erano valutate oltre il trilione. Prima del 2018, solo una società era stata valutata più di 1.000 miliardi e solo per poche ore, PetroChina.

Il limite massimo delle dimensioni delle aziende è 10 volte superiore oggi rispetto a soli 20 anni fa. E i leader di domani potrebbero essere ancora più grandi.

Fuori dall’arena. Rimanere private più a lungo significa che le aziende possono selezionare con cura gli azionisti che hanno un orizzonte temporale tale da sostenere la loro crescita futura e l’esperienza di possedere aziende in fase di espansione. Al contrario, gli azionisti dei mercati pubblici hanno obiettivi e tempi diversi, il che può spingere a concentrarsi sui flussi di cassa correnti e sul breve termine.

Avere azionisti allineati permette al management di fare investimenti più audaci e a lungo. Ad esempio, rinunciando a ricavi di breve termine per concentrarsi su qualcosa di ‘più grande’, come fa SpaceX che carica i razzi solo con i propri satelliti Starlink invece di offrire strutture di lancio a società concorrenti. O possono concentrarsi su acquisizioni per consolidare la loro leadership di mercato, come nel caso di Databricks e Mosaic.

Oltre alla possibilità di scegliere i propri investitori, le borse non supportano più le Ipo di piccole società senza profitto. Storicamente, i fondi comuni d’investimento attivi negli Stati Uniti hanno guidato la domanda di Ipo di società minori, ma nell’ultimo decennio quasi 3mila miliardi di dollari di questi fondi sono stati allocati su prodotti indicizzati, causando un calo della domanda di Ipo. Pertanto, è più sensato che le aziende continuino a crescere nel privato, fino a quando non saranno redditizie o non avranno raggiunto una scala sufficiente alla loro Ipo.

Le perdite. Quando una Start up diventa un’azienda in crescita, ha già superato tre fondamentali ostacoli: l’adattarsi del prodotto al mercato; il formarsi del team giusto e l’approssimarsi della redditività. Lo studio dei tassi di perdita a partire dal 1987 mostra che solo una società su quattro nella categoria delle private growth ha reso meno dell’investimento iniziale. Nel caso del capitale di rischio precedente, la percentuale sale a due aziende su tre.

Le imprese di questo specifico segmento di mercato hanno anche già dimostrato la loro capacità di sopportare fasi molto intense, emergendo più snelle e strategiche. Nel 2022 a fronte dei significativi crolli degli indici i round di finanziamento e le Ipo di tutte queste aziende si sono pressoché congelati, questo ha portato a due anni di distruzione creatrice, come l’avrebbe definita l’economista Schumpeter. Molte hanno chiuso, ma le sopravvissute ne sono uscite rafforzate, tagliando i costi, e abbassando le valutazioni.

Nessuna azienda lo dimostra meglio di Stripe, che ha aumentato i ricavi di sei volte dal 2019 e del 50% dal 2022, nonostante i 1.000 licenziamenti del 2022 e il taglio del 50% della valutazione, ed è diventata redditizia a fine 2024.

Ingredienti del successo. Questo genere di aziende ha essenzialmente bisogno di talenti, strumenti e decisioni per ottenere una crescita trasformativa. I leader e i product manager di ieri sono i fondatori e i dirigenti di alto livello di oggi.

Il manuale per scalare in modo efficace, finanziare in modo efficiente e gestire persone e partnership è ormai noto. Strumenti migliori rendono più facile la scalabilità. Le aziende non hanno più bisogno di creare team per gestire dati, finanza, risorse umane o pagamenti. Possono collegarsi a soluzioni di terze parti. 

Diventare redditizie. L’attenzione alla redditività segna un cambiamento radicale rispetto al 2020-2022. Oggi, molte aziende in fase di crescita intraprendono un ultimo round di finanziamento per raggiungere la scala che porta alla redditività. Una volta tagliato questo traguardo, il rischio di fallimento si riduce molto e si aprono le porte dell’Ipo. Del resto, è ormai noto che nei mercati privati crescita dei ricavi e redditività possono coesistere.

Aggiungere valore. Ciò di cui queste aziende hanno più bisogno sono azionisti di lungo termine che le sostengano e le preparino alla vita pubblica. Molti fondatori non hanno di queste esperienze e gli investitori possono aiutare e facilitare.

I rischi di arrivare impreparati al grande traguardo dell’Ipo sono tanti e importanti, anche soltanto in termini di strutture di Governance inefficaci, ed è qui che questi inventori possono farsi sentire.

Il trilione. Le prospettive per l’intero segmento sono però entusiasmanti. Si prenda ad esempio SpaceX, un’azienda privata valutata oltre 350 miliardi di dollari in grado di collegare a Internet chiunque nel mondo attraverso i suoi 7mila satelliti Starlink, con un potenziale di ricavi per centinaia di miliardi di dollari.

O anche ByteDance, proprietaria di TikTok, è valutata 300 miliardi di dollari nonostante generi ricavi simili a Meta e cresca più rapidamente. Sia SpaceX che ByteDance sono tra le 40 aziende più grandi del mondo.

Oppure Databricks, con un valore di mercato di 62 miliardi di dollari, che sta diventando la soluzione cloud per i dati preferita in un mondo abilitato dall’Ia.

Ognuna di queste aziende potrebbe, in teoria, avvicinarsi a una valutazione di mercato di 1 trilione e generare rendimenti esponenziali. Investire in queste aziende richiede un orizzonte temporale lungo, ma dovrebbe essere un’opportunità importante per i più pazienti.

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