TM    Maggio Sostenibilità 2025

Il motore verde del gigante giallo

Principale azienda del trasporto pubblico su strada in Svizzera, AutoPostale vuole guidarne la svolta verso la mobilità sostenibile con la conversione a sistemi di propulsione alternativi della sua flotta di 2.300 veicoli entro il 2035. Un impegno inscritto nella strategia climatica della Posta. In Ticino si parte da Bellinzona, con l’entrata in servizio questo maggio dei primi sei bus elettrici. Interviene Alex Malinverno, Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale SA.

di Susanna Cattaneo

Giornalista

Autopostale bus

Con una rete di 950 linee che si estende per oltre 17.600 km, AutoPostale è la principale azienda del trasporto pubblico su strada in Svizzera. Il 2024, anno in cui ricorreva il centenario del suo iconico corno, ha fatto registrare un esercizio record con 183 milioni di passeggeri trasportati percorrendo complessivamente 140 milioni di chilometri, l’equivalente di dieci giri del mondo al giorno.

«Per contribuire a garantire un avvenire sostenibile alle generazioni future e per soddisfare le aspettative della società, abbiamo stabilito di convertire alla propulsione elettrica l’intero parco veicoli nazionale entro e non oltre la fine del 2035, utilizzando solo energia proveniente da fonti rinnovabili», dichiara Alex Malinverno, Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale SA. Un impegno che si inscrive nella strategia climatica della Posta, sul cui bilancio climatico, con attualmente ancora 130mila tonnellate di emissioni annue dirette di CO2, AutoPostale incide in modo preponderante. Allo stesso tempo, in qualità di colonna portante della mobilità nella dimensione urbana e rurale, AutoPostale può giocare un ruolo essenziale nell’aiutare i cantoni a raggiungere i loro obiettivi ambientali, in linea con le disposizioni vincolanti sancite dalla Legge sulla protezione del clima. E, a parti invertite, sul sostegno di Confederazione, cantoni e comuni è fondamentale poter contare quando ci si confronta con una sfida come la conversione di una flotta di veicoli pesanti di tale ampiezza.

«Dalla pianificazione all’entrata in servizio di una linea di autobus convertita alla mobilità elettrica ci vogliono due anni circa. Lo studio preliminare richiede in media un anno: in base al numero di veicoli, si valuta se procedere a tappe o se elettrificare subito l’intero deposito e si stimano gli investimenti necessari, ingenti quando è necessario aumentare la potenza del trasformatore per poter ricaricare un ampio parco veicoli. Imprescindibile è la collaborazione con le aziende elettriche locali per predisporre l’infrastruttura e capire dove ubicare eventuali punti di ricarica aggiuntivi per rifornimenti occasionali. Sulla base di questa analisi, viene poi sottoposta al committente un’offerta definitiva. Dopo la sua approvazione, si mette a concorso l’attribuzione dei lavori di installazione e la comanda dei veicoli. A seconda della complessità dei lavori va calcolato un altro anno circa per la realizzazione e l’attivazione del servizio elettrico», illustra Alex Malinverno.

Autopostale primi bus elettrici Bellinzonese sostenibilità
AutoPostale è la prima azienda a mettere in servizio bus totalmente elettrici in Ticino. Sopra, uno dei primi sei veicoli senza combustibili fossili, introdotti lo scorso 15 maggio nel Trasporto pubblico del Bellinzonese (linea 1 Castione FFS-Arbedo-Bellinzona FFS-Giubiasco FFS-Camorino).

Un iter che ha seguito anche Bellinzona, dove proprio questo maggio cominciano a circolare i primi autopostali elettrici del Ticino, nella bella livrea voluta dalla Città, che è una delle poche in Svizzera il cui trasporto pubblico urbano (TPB) è affidato ad AutoPostale, prevalentemente attiva sulle tratte regionali. «È la prima delle 82 linee del Canton Ticino a lanciarsi nella transizione. Entro la fine dell’anno prossimo, abbiamo altri tre progetti già approvati da mettere in servizio: 7 bus elettrici nel Luganese, 5 nel Mendrisiotto e altri 4 nel Bellizonese, che punta a elettrificare il suo intero parco di 30 autopostali del TPB entro il 2028. Attraverso queste prime esperienze, l’augurio è anche di poter essere utili alle altre imprese dell’Unione Trasporti Pubblici e Turistici Ticino (UTPT)», anticipa Alex Malinverno, che dell’associazione è presidente. Ad agosto, i sei nuovi bus elettrici bellinzonesi saranno in trasferta al Locarno Film Festival, fra i principali partner in Ticino di AutoPostale, così da contribuire al bilancio climatico della manifestazione.

Quella di Bellinzona è la prima delle 82 linee di AutoPostale in Ticino a lanciarsi nella conversione a propulsioni alternative, con la messa in servizio questo maggio dei primi sei bus elettrici. Attraverso queste esperienze, l’augurio è anche di essere utili alle altre imprese del trasporto pubblico cantonale.

Alex Malinverno

Alex Malinverno

Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale SA

Autopostale bus nuovo

Fra le diverse forme di propulsione alternative, prima di optare per le batterie elettriche, AutoPostale ha testato anche la tecnologia a celle combustibili alimentata a idrogeno. Ma, al di là di un’eccezione come il comune argoviese di Brugg, dove si sono create le condizioni per una sperimentazione, pur fornendo risultati positivi sul piano ambientale questa opzione non risultata ancora competitiva sia dal punto di vista economico, con prezzi superiori ai veicoli diesel ed elettrici, sia logistico, in assenza di una rete di distributori. Occorre inoltre verificare che l’idrogeno sia prodotto da fonti rinnovabili. «Partecipando a convegni e collaborando a progetti innovativi con istituzioni universitarie, continuiamo a monitorare anche altri nuovi sviluppi, come quelli sui carburanti sintetici che potrebbero offrire una soluzione per i veicoli a pianale rialzato che rappresentano il 10% del nostro consumo di diesel. Tuttavia al momento il motore elettrico a batteria rappresenta di gran lunga la tecnologia più efficiente, economica e con le maggiori garanzie per il futuro. Sono ormai disponibili modelli di diversi produttori fra cui mettere a concorso le forniture: una concorrenza che garantisce la nostra imparzialità, come azienda della Confederazione, e il miglior rapporto fra prezzo e qualità», precisa Alex Malinverno.

Autopostale Bellinzona WWF Svizzera italiana e Fossil Free Svizzera
Il 15 maggio, per sottolineare l’entrata in servizio sulla linea 1 dei Trasporti pubblici del Bellinzonese dei primi bus 100% elettrici il WWF Svizzera italiana e Fossil Free Svizzera hanno consegnato ad AutoPostale il Riconoscimento Fossil free 2025. Da sinistra, Massimo Mobiglia, presidente del WWF e Gran consigliere, Alex Malinverno, Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale, Mattia Lepori, Municipale della Città di Bellinzona e Presidente della Commissione regionale dei trasporti del Bellinzonese, e Claudio Zali, Direttore del Dipartimento del territorio del Canton Ticino.

In occasione della manifestazione tenutasi a Bellinzona il 15 maggio per presentare i primi sei veicoli senza combustibili fossili di AutoPostale, impiegati nel Trasporto pubblico del Bellinzonese (linea 1 Castione FFS-Arbedo-Bellinzona FFS-Giubiasco FFS-Camorino), il WWF della Svizzera italiana ha conferito ad AutoPostale il riconoscimento “Fossilfree” per l’elettrificazione del parco veicoli.

Paolo Jacomelli, membro di comitato del WWF Svizzera italiana, ha evidenziato che «la transizione permetterà di salvaguardare il clima, migliorare la qualità dell’aria e garantire un servizio di qualità alla popolazione». E poi ha aggiunto: «I primi sei bus messi in circolazione sulla linea 1 permetteranno di risparmiare 146mila litri di diesel all’anno, con una minore emissione di 373 t di CO2 e 5,4 Kg di polveri fini».
Dal canto suo, Massimo Mobiglia, presidente del WWF Svizzera italiana, ha dichiarato: «AutoPostale SA è la prima azienda a mettere in servizio dei bus totalmente elettrici nel Canton Ticino, una pietra miliare sulla via di un servizio pubblico su gomma a zero emissioni nella nostra regione. Ci congratuliamo con AutoPostale per questo sforzo esemplare a favore del clima, della qualità dell’aria e di un servizio di qualità e all’avanguardia per la popolazione della Svizzera italiana.»

Attualmente gli autopostali elettrici costano ancora circa il doppio dei modelli a diesel paragonabili, ad esempio per un classico 12 metri siamo a 600mila contro circa 350mila Chf. Per contro, i costi di riparazione e manutenzione sono nettamente inferiori. A livello di rifornimento, se oggi per 100 km in elettrico si sborsa circa il doppio, il divario è destinato a chiudersi con il venir meno dello sgravio dell’imposta sugli oli minerali per i carburanti impiegati nel trasporto pubblico, già soppressa per le linee urbane, che nei prossimi anni verrà a cadere anche per le linee regionali. La vita media dei veicoli diesel ed elettrici è già pari, 12 anni circa, ma nel medio termine ci si attende un significativo aumento della capacità delle batterie, che incrementerà l’autonomia e la redditività degli autobus elettrici.

Oltre alle emissioni di CO2 diminuiscono anche quelle foniche, a beneficio sia delle località attraversate che del confort di passeggeri e conducenti, accresciuto anche dallo stile di guida più fluido, improntato al maggior risparmio possibile di energia, senza gli strappi delle marce e con minori vibrazioni dei veicoli. L’autonomia media è di circa 250 km con un’unica ricarica giornaliera. Anche sui più impegnativi tracciati montani, in discesa si può recuperare molto. «Uno degli obiettivi è cercare di ricaricare i veicoli esclusivamente in deposito, la notte, evitando le ricariche occasionali intermedie, per le quali esistono diverse soluzioni, come il pantografo che, calato dall’alto sul veicolo, consente ricariche ad alta potenza in breve tempo, ma spesso problematiche a livello di domande di costruzione. È dunque necessaria un’attenta pianificazione, che garantiamo con un tool sviluppato internamente da AutoPostale, in grado di tenere in considerazione diversi parametri tra cui il dislivello lungo la linea, la capacità della batteria o le temperature che ne influenzano la resa e così via, permettendo di arrivare a fine corsa con sufficiente carica per rientrare in deposito», conclude il Responsabile mercato e clienti sud di AutoPostale.

Attualmente sono un centinaio gli autopostali già a trazione elettrica. La conversione nell’arco del prossimo decennio dei restanti 2.200 sarà il motore verde della strategia “Posta di domani”: dal 2040 il gigante giallo punta a un impatto climatico zero in tutta l’azienda, inclusa la catena di creazione del valore, e già entro il 2030 vuole azzerare l’impatto climatico del proprio esercizio, conformemente alle disposizioni della Science Based Targets Initiative, rimuovendo dall’atmosfera e immagazzinando le emissioni residue che non potranno essere evitate attraverso il rimboschimento e una gestione forestale sostenibile, la conversione in carbone vegetale o il ricorso a impianti tecnologici.