TM   Settembre 2024

Un savoir-faire senza confini

Fondata nel 2005 da Audemars Piguet, Girard-Perregaux e dal Gruppo Richemont, la Fondation Haute Horlogerie (FHH), da allora, ha improntato la sua missione sull’influenza internazionale della cultura orologiera, definendo l’orologio come oggetto d’arte e di cultura. A colloquio con la vice-presidente Aurélie Streit.

di Simona Manzione

Responsabile editoriale Ticino Management Donna

Il Duometre Chronograph Moon di Jaeger LeCoultre
Per realizzare un orologio occorrono almeno cento diverse competenze. Non fa eccezione, il Duometre Chronograph Moon di Jaeger LeCoultre.

Tutto merito di una feconda alchimia, con Ginevra seicentesca a far da sfondo. La spinta iniziale all’orologeria svizzera è arrivata, infatti, dall’incontro della capacità di orafi celebri con la competenza tecnica dei rifugiati ugonotti, forti – questi ultimi – di propri capitali e reti commerciali. In crescita costante, la produzione orologiera si è poi spostata da Ginevra verso regioni meno urbanizzate: la Vallée de Joux, le Montagnes neuchâteloises e il Vallon de Saint-Imier. Quando l’orologeria svizzera ha dovuto fare i conti con la concorrenza di altri mercati, Stati Uniti in testa, l’élite orologiera scelse di puntare sull’eccellenza tecnica ed estetica, come ‘label’ del prodotto svizzero. Nascevano nel frattempo le scuole di orologeria: a Ginevra, nel 1824, Le Locle nel 1868, Bienne nel 1872, Porrentruy nel 1884, Soleure-Granges nel 1884 e Le Sentier nel 1901.  Al sistema delle fabbriche standardizzate che si andava affermando, hanno fatto eccezione le vallate giurassiane dove la produzione era capillare e proliferavano invece piccoli laboratori indipendenti. Qui sono nati e si sono coltivati innumerevoli mestieri manuali, da allora indispensabili per la realizzazione di orologi di lusso, capaci di alimentare la reputazione mondiale della Svizzera in questo settore.

«Per realizzare un orologio occorrono oggi almeno cento diverse competenze», spiega Aurélie Streit, vice-presidente della Fondation Haute Horlogerie di Ginevra, «un patrimonio di conoscenze e abilità che va preservato e coltivato». Proprio per promuovere la ‘bella orologeria’, vent’anni fa un gruppo di marchi orologieri indipendenti ha creato la Fondation Haute Horlogerie. A motivare Audemars Piguet, Girard-Perregaux ed il Gruppo Richemont verso questa iniziativa è stato il desiderio di creare una cultura orologiera, diffondendola.
«Le competenze orologiere vengono trasmesse in vari modi, sia istituzionalizzati – attraverso una scuola o una formazione interna – sia attraverso la trasmissione familiare o da maestro ad allievo – cosa comune nelle professioni artistiche», prosegue Aurélie Streit, «la Fondation, che oggi annovera quarantadue Marchi partner, si configura come punto di riferimento e di neutralità per tutti i temi legati all’orologeria e si basa su tre pilastri complementari destinati a un pubblico ampio, composto da professionisti del settore, privati, addetti ai lavori e amatori».

Aurélie Streit
Aurélie Streit, vicepresidente della Fondation Haute Horlogerie (FHH) di Ginevra e fondatrice nel 2014 della Academy.

I tre pilastri sono Watches and Culture by FHH, il Forum FHH e la FHH Academy. «Il primo dei tre, Watches and Culture by FHH, dal 2021 mira a far vivere la cultura orologiera attraverso la creazione di contenuti originali, eventi e incontri internazionali, destinati congiuntamente al pubblico e ai professionisti», sintetizza Aurélie Streit, che prosegue, «L’Accademia FHH, dal canto suo, forma e certifica le conoscenze orologiere dei professionisti di oggi e degli appassionati di domani. Con un’offerta ricca e accattivante fatta di corsi di formazione e certificazioni, i suoi contenuti sono disponibili in classe o online in 22 Paesi, rendendo la conoscenza dell’orologeria accessibile a tutti», spiega Streit, che della FHH Academy è fondatrice. «In dieci anni di attività, l’Academy ha avuto un incremento costante delle attività volte a diffondere e democratizzare la formazione e la cultura orologiera», prosegue Aurélie Streit, «Oltre 35mila ex allievi hanno seguito l’unico programma di formazione internazionale del suo genere, e oltre 12mila sono stati ufficialmente certificati, grazie all’instancabile impegno dei suoi formatori e distributori locali nei vari Paesi. La certificazione è a tre livelli: advisor, specialist, expert».

Nell’attuazione della sua missione, «il terzo pilastro della FHH, è il Forum, una piattaforma di discussione concepita dall’industria per l’industria, che informa, interroga e mette in contatto i leader del settore con l’obiettivo di dare forma all’ecosistema del futuro», spiega Aurélie Streit.

La sede della Fondazione a Ginevra.
La sede della Fondazione a Ginevra.

La Fondation Haute Horlogerie svolge il compito che si è data anche producendo testi divulgativi in tema di alta orologeria, e valorizzando il lessico proprio del settore. Tra le sue attività, ci sono inoltre l’organizzazione di mostre e importanti collaborazioni. La mostra più recente, «ha inteso mettere in luce quello che è forse il più importante tra i valori legati ai mestieri d’arte dell’alta orologeria: il fattore umano. L’importanza dell’uomo è, e resta, l’elemento predominante (anche) nel settore dell’orologeria, un universo per definizione ‘meccanico’», sottolinea Streit che, quanto alle collaborazioni, cita per esempio «quella con i Geneva Watch Days, l’evento orologiero che si tiene annualmente tra la fine di agosto e i primi di settembre, con cui abbiamo un partnerariato ufficiale. La FHH promuove l’esperienza orologiera e contribuisce a migliorarne la visibilità, con un’offerta di momenti diversi destinati sia ai neofiti che agli iniziati. Questo avviene nel quadro di una partnership tra le due organizzazioni, avente il comune obiettivo della promozione dell’orologeria».

La Fondation Haute Horlogerie è dotata di un Consiglio Culturale che funge da Think Tank per il settore e da un comitato consultivo per le sue attività. Del Consiglio fanno parte membri indipendenti: oltre a Pascal Ravessoud (che, accanto ad Aurélie Streit, è l’altro vicepresidente della FHH), sono esperti, collezionisti, giornalisti indipendenti, per un totale di più di trenta persone. Sebbene alcune competenze siano scomparse o abbiano subito trasformazioni in passato, «le pratiche attuali dell’orologeria di prestigio non possono essere messe in pericolo, poiché l’alta orologeria è correlata con la sua storia, la tradizione e l’eccellenza. È proprio questa precisione di gesti e di saper fare che pone le basi per associare agli orologi svizzeri un’immagine di eccezionalità, fondata sul lusso e sull’esclusività. Come Fondation Haute Horlogerie, siamo attenti a questo patrimonio da tutelare e divulgare», conclude Aurélie Streit.

© Riproduzione riservata