TM    Aprile 2026

Flessibilità previdenziale

I Piani 1E sono uno strumento spesso sottovalutato, ma potenzialmente interessante per le aziende per attrarre capitale umano specializzato. Ma come usarli? L’analisi di Michel Maconi, Consulente di Lg Swiss Broker.

Michel Maconi

di Michel Maconi

onsulente di Lg Swiss Broker

Nel sistema svizzero della previdenza professionale, i piani 1E rappresentano una soluzione destinata alla parte sovraobbligatoria della Lpp. Si tratta di modelli previdenziali che permettono agli assicurati con redditi elevati di scegliere una strategia d’investimento aderente al proprio profilo rischio in cui investire il proprio avere di previdenza, introducendo un livello di personalizzazione maggiore rispetto alle Casse pensioni tradizionali.

Dal punto di vista normativo, i piani 1E sono disciplinati dall’articolo 1e dell’Ordinanza sulla previdenza professionale (Opp2). Possono essere applicati esclusivamente alla componente salariale che supera una volta e mezza il limite massimo previsto dalla Lpp. In pratica, la soluzione riguarda salari attualmente superiori alla soglia di 136.080 franchi, limite a partire dal quale la parte eccedente può essere assicurata tramite una strategia d’investimento individuale.

All’interno di un piano 1E, la fondazione di previdenza può offrire fino a dieci strategie d’investimento, tra cui almeno una a basso rischio. Ogni assicurato sceglie una sola strategia per l’intero avere previdenziale, che viene gestito tramite una relazione individuale di conto e deposito. L’assicurato diventa così attore della previdenza. Contributi, prestazioni di libero passaggio e rendimenti vengono così attribuiti direttamente al patrimonio personale dell’assicurato.

Questo modello implica anche un diverso approccio al rischio rispetto alla previdenza tradizionale. Nelle soluzioni 1E non esiste infatti una garanzia minima di rendimento né una garanzia di mantenimento del valore del patrimonio: il risultato dipende dalla strategia scelta e dall’andamento dei mercati finanziari. Il rischio d’investimento è quindi assunto direttamente dall’assicurato.

1E all’opera

Le condizioni quadro dei piani in un caso standard

Piano previdenziale
Fonte: Liberty.

Per imprenditori, dirigenti e professionisti con redditi elevati, un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’ottimizzazione fiscale. Tali piani consentono infatti anche di effettuare riscatti volontari, che possono risultare interessanti nell’ambito della pianificazione previdenziale e fiscale personale. Questo in quanto i riacquisti di anni mancanti di contribuzioni vengono dedotti interamente dal reddito imponibile.

Per datori di lavoro e imprenditori questo tema assume una dimensione ancora più significativa. A differenza dei dipendenti, che generalmente non hanno possibilità di intervenire sulla struttura della propria Cassa pensione, queste figure possono contribuire attivamente alla definizione del piano previdenziale. La previdenza professionale diventa quindi non solo uno strumento di sicurezza per il futuro, ma anche una leva di pianificazione finanziaria e fiscale nel lungo periodo.

Dal punto di vista degli assicurati, tali piani offrono ulteriore maggiore trasparenza nella gestione del capitale previdenziale e la possibilità di trasferire l’avere su un conto di libero passaggio in caso di uscita dal piano. Per le aziende rappresentano invece una soluzione flessibile e attrattiva per quadri e collaboratori con redditi elevati, senza redistribuzioni tra assicurati e senza contributi di risanamento legati alle oscillazioni dei mercati.

In sintesi, i piani 1E rappresentano un’evoluzione della previdenza professionale nella componente sovraobbligatoria, combinando previdenza collettiva e gestione patrimoniale individuale, con interessanti opportunità anche in termini di pianificazione fiscale.

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