TM    Giugno/Luglio 2026

Fare i conti con i rischi

A due secoli dalla nascita della prima assicurazione privata svizzera, il settore si conferma pilastro di stabilità e benessere. Mentre la sfida si sposta su nuovi rischi, sia naturali che digitali, oltre a garantire copertura per eventi avversi diventa cruciale investire a lungo termine per prevenire i danni e aumentare la resilienza. Interviene Michèle Rodoni, CEO della Mobiliare.

di Susanna Cattaneo

Giornalista

La sede centrale a Berna.
La sede centrale della Mobiliare, a Berna. Di proprietà al 100% della Mobiliare Svizzera Società Cooperativa, la Holding riunisce le diverse aziende del Gruppo sotto un’unica direzione. Ne fanno parte sia le filiali completamente integrate, come la Società di Assicurazioni o Protekta (leader nella protezione giuridica), sia quelle operativamente autonome come bexio (fornitore di software aziendali) o SwissCaution (leader garanzie d’affitto senza deposito bancario).

Si potrebbe a lungo disquisire se una vita senza rischi valga la pena di essere vissuta. Dibattito in fondo ozioso: basta un presente attraversato tanto da fenomeni meteorologici estremi quanto dal fuoco incrociato delle tensioni geopolitiche per ricordare come, malgrado capacità predittive ormai prossime a quelle preconizzate dalla fantascienza, la sicurezza assoluta sia destinata a rimanere un’utopia. E poiché il rischio continua, mutatis mutandis, a costituire una componente ineludibile dell’esistenza, la capacità di gestirlo resta essenziale.

Non sorprende che proprio in Svizzera, dove la stabilità è assurta a tratto identitario, i servizi assicurativi abbiano trovato terreno fertile sino a diventare uno dei settori economici più rilevanti. Non soltanto per il contributo diretto all’economia – 31,4 miliardi di franchi di valore aggiunto lordo e oltre 85mila posti di lavoro nel 2025 – ma perché sulla solidità del sistema assicurativo riposa la possibilità stessa di assumersi gli investimenti necessari all’iniziativa imprenditoriale e all’innovazione.

Sono passati due secoli esatti da quando nel 1826 ha visto la luce a Berna la prima compagnia assicurativa privata svizzera, in netto anticipo sulla concorrenza nazionale che si profilerà dagli anni ’60-70, sebbene in ritardo sui paesi limitrofi, sollecitati anzitempo dalle incognite della navigazione marittima. Ironia della sorte, la Mobiliare veniva fondata come Società svizzera di mutua assicurazione del mobilio contro i danni da incendio, proprio nell’anno in cui in Inghilterra venivano inventati i fiammiferi. Sino ad allora, esistevano solo alcune forme di assicurazione cantonale per gli edifici, mentre la protezione dei beni mobili era offerta solo da compagnie straniere a costi proibitivi.Prima sede, l’appartamento del presidente Karl Anton von Lerber, figura centrale della vita politica ed economica bernese. Cinquant’anni più tardi le somme assicurate ammontavano già a un miliardo di franchi.

Una traiettoria di crescita che ha portato la Mobiliare a conquistarsi oggi la fiducia di un’economia domestica e di un’azienda svizzera su tre. «La nostra leadership è il risultato di un chiaro orientamento perseguito coerentemente da decenni. Siamo organizzati come cooperativa, pensiamo a lungo termine, orientando le nostre azioni agli interessi dei clienti. A ciò si aggiunge il forte radicamento locale: siamo presenti in tutta la Svizzera, conosciamo le realtà regionali e, in caso di sinistro, siamo vicini alle persone», afferma la Ceo Michèle Rodoni.

Tuttora tratto distintivo, la forma giuridica della cooperativa è stata scelta due secoli or sono con l’obiettivo di condividere i rischi rendendo l’assicurazione accessibile ad ampi strati della popolazione. «Proprio il fatto di essere vincolati ai nostri clienti, non agli azionisti, ci permette di crescere in modo sostenibile, di assumerci rischi a lungo termine e di condividere regolarmente il successo con la clientela e con i collaboratori. Una filosofia che si concretizza anche nella redistribuzione delle eccedenze agli assicurati sotto forma di sconti sui premi, che nel ramo non-vita è una peculiarità», sottolinea Michèle Rodoni. Solo nell’ultimo decennio sono stati così restituiti agli assicurati 1,8 miliardi, e per il bicentenario è previsto un importo di ben 300 milioni.

A partire dall’introduzione nel 1916 dell’assicurazione contro il furto con scasso, la Mobiliare ha progressivamente ampliato i propri rami di attività, fino a coprire tutti i settori commerciali. Il core business resta però saldamente ancorato alle assicurazioni danni e al mercato svizzero. «Siamo tradizionalmente forti nelle assicurazioni domestiche e aziendali per le Pmi. Nell’assicurazione veicoli a motore siamo vicini al terzo posto. Nella previdenza, in particolare con il pilastro 3a e nel settore delle casse pensioni, stiamo crescendo bene. Per noi non è decisiva la massima ampiezza, ma una crescita redditizia e sostenibile», precisa la Ceo.

Pur in un contesto complesso, la crescita si conferma superiore a quella del mercato. Nel 2025 la Mobiliare ha raccolto premi per 5,173 miliardi di franchi, (+4,7%) servendo 2,4 milioni di clienti, con una performance particolarmente solida nel ramo non-vita (+5,4 %), mentre l’utile ha raggiunto 825 milioni di Chf. «Un utile del genere non è però da aspettarsi regolarmente e non è sostenibile. Dipende soprattutto da un risultato finanziario straordinario, tra l’altro grazie alla vendita di quote di Swiss Marketplace Group in occasione della sua quotazione in borsa nel settembre 2025, nonché da elevati guadagni su azioni e oro. Nel vero e proprio business assicurativo lavoriamo invece con margini molto ridotti: su 100 franchi di incasso premi, nel ramo danni ne restano circa 3. Dunque è per noi centrale gestire il business assicurativo in modo redditizio a lungo termine senza renderci dipendenti dai mercati finanziari», avverte Michèle Rodoni.

La focalizzazione sul core business assicurativo e previdenziale è uno degli assi portanti della strategia “Avantage 2030”, da cui il riallineamento del portafoglio partecipazioni negli ultimi anni: «Ci siamo chiesti dove possiamo creare il maggior valore aggiunto a lungo termine per i nostri clienti. Verifichiamo regolarmente in modo critico le attività al di fuori di questo nucleo e quando non corrispondono più strategicamente o non sono redditizie, ce ne separiamo», spiega Michèle Rodoni.

L’assicurabilità non può mai esser data per scontata: dipende dall’interazione tra standard chiari, prevenzione e gestione responsabile dei rischi. Pertanto riteniamo che il nostro ruolo non consista solo nel risarcire i danni, ma anche nel contribuire a rafforzare la resilienza attraverso la prevenzione, la ricerca e il dialogo con la società e le autorità» Michèle Rodoni, Ceo della Mobiliare.

Michèle Rodoni

Michèle Rodoni

Ceo della Mobiliare

In due secoli di attività il panorama dei rischi è cambiato notevolmente. Eventi meteorologici estremi, frequenze di sinistro in aumento e costi di riparazione più elevati aumentano sensibilmente il carico dei sinistri. Al contempo si delineano nuovi rischi come gli attacchi informatici o le incertezze geopolitiche. «Poiché dobbiamo essere redditizi in modo sostenibile nel business assicurativo, laddove necessario, procediamo ad adeguamenti tariffari. E investiamo miratamente in prevenzione e ricerca», dichiara la Ceo della Mobiliare.

Dopo il crollo di Credit Suisse, la stabilità del settore finanziario è tornata al centro del dibattito. L’ipotesi di ampliamento dei poteri della Finma incontra però lo scetticismo dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni. L’organizzazione mantello ha sottolineato come un inasprimento generalizzato della vigilanza non solo ignorerebbe l’ampio grado di copertura e solvibilità del settore assicurativo, ma anche la differenza strutturale rispetto al modello operativo bancario, caratterizzato al suo opposto da passività liquide e attività illiquide, e dunque da un profilo di rischio radicalmente diverso.

L’esperienza, del resto, ha insegnato già da tempo quanto fragile possa diventare l’equilibrio fra rischio e solvibilità. Una delle lezioni più dure per la Mobiliare fu il devastante incendio di Glarona del 1861, che distrusse due terzi della città. Dei 129 assicurati colpiti, 116 erano clienti della cooperativa, che si trovò a versare oltre un milione di franchi – cifra astronomica per l’epoca – dovendo ricorrere a un prestito di 300mila franchi del Cantone di Berna per evitare il fallimento.«Quell’esperienza ci ha mostrato molto presto quanto siano importanti solidità, diversificazione del rischio e vicinanza alle persone colpite», ricorda Michèle Rodoni.

Ed è proprio la robustezza patrimoniale a rappresentare uno dei punti di forza del gruppo. A fine 2025 il capitale proprio consolidato aveva raggiunto 8,673 miliardi di Chf, con un tasso di solvibilità (Sst) ben del 519% (il doppio della già eccellente media svizzera del 246%). L’allocazione degli attivi rimane ampiamente diversificata fra le classi di rischio, con una quota significativa di valori reali prossima alla metà del portafoglio.

Una solidità indispensabile in un’epoca segnata da sinistri sempre più onerosi. Si pensi alla frana di Blatten (28 maggio 2025), costata alla Mobiliare, che in Vallese ha una quota di mercato nell’assicurazione immobiliare del 30% con forte presenza fuori dalle aree urbane, circa 140 milioni di Chf di danni lordi, sul totale di 320 milioni. Decisivo per affrontare questa catastrofe, il pool svizzero per i danni causati dagli elementi naturali, istituito nel 1935 proprio su iniziativa della Mobiliare: un sistema unico al mondo attraverso il quale assicuratori pubblici e privati condividono il rischio dei grandi sinistri, garantendo premi sostenibili e assicurabilità anche nelle regioni più esposte.

Non occorre arrivare a questi estremi per comprendere quanto il cambiamento climatico stia incidendo. «Episodi come la violenta grandinata del 25 agosto 2023 nel Locarnese mostrano concretamente cosa significhi assicurazione nella vita quotidiana: rilevare rapidamente i danni, aiutare in modo non burocratico e al tempo stesso generare lavoro per l’artigianato locale», osserva Michèle Rodoni.

Ma non si guarda solo alle conseguenze. «Per noi la sostenibilità inizia là dove nascono i rischi. Per questo ci impegniamo non solo in caso di sinistro, ma sistematicamente nella prevenzione, che riduce i danni e rafforza l’assicurabilità. Eventi tragici come l’incendio di Crans-Montana, che ha segnato l’inizio del 2026, ricordano che l’assicurabilità non può mai essere data per scontata, ma nasce dall’interazione tra standard chiari, prevenzione e gestione responsabile dei rischi», sottolinea Michèle Rodoni.

Da vent’anni la Mobiliare sostiene progetti di protezione contro i pericoli naturali, ad esempio finanziando sistemi antiesondazione mobili o, dal 2023, le iniziative di “città spugna” per mitigare gli effetti di precipitazioni intense e ondate di calore rendendo gli spazi urbani meno impermeabili e più vivibili. «Parallelamente, la Mobiliare continua a distinguersi anche per il sostegno al territorio attraverso la sponsorizzazione di iniziative sportive, culturali, sociali e organizzazioni di pubblica utilità», aggiunge la Ceo.

Un importante fattore di trasformazione proviene oggi dalla tecnologia. In Svizzera, il settore assicurativo è stato fra i primi a confrontarsi con sistemi per l’elaborazione di grandi volumi di dati. Fra gli antesignani figurava proprio la Mobiliare, che oggi prosegue nell’implementazione di piattaforme moderne per velocizzare e semplificare i processi, alleggerendo il carico dei collaboratori. Benché l’Ai sia destinata a giocare un ruolo sempre più importante, tuttavia il cuore della “assicurazione dal volto umano” – storico motto della Mobiliare – continua a risiedere nella prossimità territoriale ed empatica ai clienti. Sin dalle origini la cooperativa ha costruito la propria crescita sull’autonomia riconosciuta agli agenti. «L’interazione tra regia centrale e responsabilità locale è uno dei motivi fondamentali del nostro posizionamento e della qualità del servizio. Centralizziamo laddove ha senso per garantire stabilità ed efficienza: nell’orientamento strategico, nella gestione del capitale e dei rischi, nell’It e nella standardizzazione dei processi. Allo stesso tempo, le nostre 80 agenzie generali agiscono in modo imprenditoriale. Conoscono le loro regioni, i rischi locali e le persone», sottolinea la Ceo della Mobiliare.

Il gruppo conta circa 6.570 collaboratori. Puntualmente si qualifica fra i datori di lavoro più apprezzati. La cultura cooperativa, la vicinanza ai clienti e un lavoro ad alto impatto sono fattori centrali per conquistare e trattenere i talenti. «Allo stesso tempo, la formazione continua diventa sempre più importante. Oggi sono richieste competenze specialistiche, comprensione tecnica e capacità sociali. Io stessa continuo ad apprendere. Con l’esperienza, mi è sempre più chiaro che guidare consiste meno nel possedere tutte le risposte da soli, quanto nel porre le giuste domande, dare orientamento e stabilire priorità. La pressione decisionale fa parte del gioco. Mi aiuta a includere le diverse prospettive e poi decidere coerentemente. Ma una leadership sostenibile significa anche prestare attenzione alla propria energia, perché si possono sostenere responsabilità a lungo termine solo senza dimenticarsi di sé stessi», rivela Michèle Rodoni, alla testa della Mobiliare dal 2021.

Con 169 assicuratori privati nei quattro rami vita, non-vita, malattia complementare e riassicurazione, il mercato svizzero è fortemente competitivo ma anche concentrato nelle mani di un ristretto numero di compagnie leader. Evoluzione demografica, copertura di nuovi rischi e aumento del benessere continuano a stimolare la domanda. «La concorrenza aumenta, anche a causa di consolidamenti, su tutti Helvetia-Baloise, e dei nuovi operatori digitali. Al contempo, la diffusione di piattaforme di comparazione accresce la pressione sui costi e sulla politica tariffaria. Inoltre, i canali digitali stanno guadagnando importanza e la clientela richiede prodotti sempre più semplici e comprensibili. La nostra risposta non è rincorrere ogni tendenza, ma potenziare i nostri punti di forza: vicinanza personale, qualità del servizio e stabilità finanziaria. Allo stesso tempo investiamo fortemente in tecnologia per diventare più rapidi e per semplificare. È così che intendiamo continuare a crescere al di sopra del mercato e rimanere redditizi a lungo termine», dichiara la Ceo.

Per tutto il 2026 il gruppo promuoverà iniziative diffuse in tutta la Svizzera, come gli itinerari escursionistici Suissepartout. Il bicentenario diventa occasione per ribadire il valore della coesione, tema ripreso dal motto celebrativo “Meglio insieme”. «Se guardo all’evoluzione della Svizzera negli ultimi due secoli attraverso la nostra storia, vedo una successione di cambiamenti e crisi, ma anche una grande capacità di trovare soluzioni insieme, che sarà decisiva anche per il futuro», conclude Michèle Rodoni.

In un contesto segnato da volatilità crescente, le assicurazioni continuano a svolgere una funzione essenziale: assorbire il rischio, redistribuirlo, renderlo sostenibile. Consentendo di poter contare sulla stabilità che costituisce il presupposto per esplorare nuovi orizzonti.

Lo scorso 29 gennaio, la Mobiliare ha lanciato da Berna il suo bicentenario
Lo scorso 29 gennaio, la Mobiliare ha lanciato da Berna il suo bicentenario.


Da 150 anni in Ticino

Anche in Ticino la Mobiliare festeggia un anniversario significativo: dal 1876 i primi agenti iniziarono a operare da Lugano coprendo progressivamente l’intero Cantone. Fondata nel 1971, l’agenzia generale di Bellinzona dispone oggi anche di sedi a Gordola, Giubiasco, Biasca, Faido, Acquarossa, Locarno e Roveredo. All’agenzia generale di Lugano fanno invece capo le sedi di Massagno, Mendrisio e Taverne. In totale, nel cantone conta 123 collaboratori – 6 apprendisti – e circa 78mila clienti.

«Le nostre agenzie generali di Lugano e Bellinzona sono fra le più importanti della Svizzera. Nonostante specifiche sfide economiche e demografiche, il Ticino offre per noi un potenziale superiore alla media. È un territorio in cui la prossimità gioca un ruolo particolarmente rilevante: le relazioni sono strette e si crea un forte senso di comunità. Il 90% dei sinistri viene liquidato localmente, ad esempio attraverso officine e artigiani della regione», sottolinea Michèle Rodoni, ticinese per parte di padre.

Anche nel 2025 la crescita è proseguita: il volume premi delle due agenzie generali è aumentato del 7,6%, mentre i sinistri notificati sono stati circa 29mila.

Particolarmente esposto ai fenomeni meteorologici estremi, il Ticino figura fra i principali destinatari dei progetti di prevenzione contro i pericoli naturali sostenuti dalla Mobiliare. Ad esempio, è stato da poco annunciato il contributo di 400mila franchi destinato al Centro intergenerazionale di Biasca nell’ambito dei progetti di “città spugna”. «In Ticino ci impegniamo da anni anche culturalmente, ad esempio come partner principale del Locarno Film Festival, un evento che rafforza l’identità culturale e l’irraggiamento economico della regione ben oltre i suoi confini. Il nostro sostegno è dunque una dichiarazione a favore del Ticino e della cultura, come fonte di ispirazione per il futuro della Svizzera», conclude la Ceo della Mobiliare.

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