
Nel mondo del lusso, pochi dialoghi sono tanto potenti quanto quello tra l’orologeria d’alta gamma e l’automobile sportiva. Entrambi nascono da una stessa tensione: la ricerca assoluta della performance, della precisione e della bellezza tecnica. Che si tratti del battito costante di un tourbillon o del ruggito calibrato di un motore V12, questi due universi parlano la stessa lingua: quella della meccanica portata al suo vertice artistico.
Negli ultimi anni, alcune delle collaborazioni più affascinanti tra maison orologiere e marchi automobilistici hanno ridefinito i confini dell’artigianato e dell’innovazione. Queste partnership rappresentano un’evoluzione del concetto di lusso, unendo tecnologie all’avanguardia, design esclusivo e una ricerca costante dell’eccellenza in due ambiti che, pur essendo distinti, condividono una missione: quella di superare i limiti della performance e dell’estetica.
Maison orologiere di alta gamma come BOVET, Richard Mille, IWC Schaffhausen e Roger Dubuis, si sono da sempre distinte per la loro capacità di creare pezzi unici, segnatempo realizzati con savoir-faire artigianale, precisione, tecnica e arte. E quando queste Case incontrano i colossi dell’automobilismo, come Ferrari, Rolls-Royce, Lamborghini e Mercedes-Amg, nasce una sinergia che promuove, amplificandole, innovazione tecnica, ricerca di materiali all’avanguardia e ottimizzazione dei processi produttivi. Così, quando un orologio viene concepito in sinergia con un’auto sportiva, l’obiettivo non è solo creare un oggetto esteticamente affascinante e tecnicamente evoluto, ma anche garantire performance che siano sinonimo di perfezione ingegneristica.
Nell’incontro di BOVET con Rolls-Royce l’orologio diventa parte della macchina; il lusso sta nell’unicità. «La collaborazione tra BOVET e Rolls-Royce è nata da un desiderio, più che da un progetto industriale. Il desiderio di un collezionista visionario che voleva due orologi, uno per sé e uno per la moglie, da poter montare nel cruscotto della sua Rolls-Royce Boat Tail», spiega Pascal Raffy, proprietario di BOVET, «Abbiamo lavorato con Rolls-Royce e con il collezionista nell’arco di tre anni per realizzare i suoi sogni orologieri».
Il risultato è un orologio che non è più solo un accessorio, ma un’esperienza multisensoriale e multiuso: un segnatempo che si trasforma, si adatta, vive insieme all’automobile. Grazie al sistema brevettato Amadeo, l’orologio può essere indossato su entrambi i lati, utilizzato come pendente, come orologio da tavolo o inserito nel cruscotto: «Come il 30-35% della nostra intera produzione, questa collaborazione è stata personalizzata, quindi intrinsecamente emozionante. Un lato degli orologi aveva un quadrante realizzato con il legno della Boat Tail, mentre l’altro lato nell’orologio da uomo aveva una mappa celeste del giorno della nascita del suo proprietario, mentre l’orologio da donna aveva un dipinto in miniatura di fiori, un richiamo ai nostri orologi storici. Entrambi avevano sculture dell’auto incise e dipinte a mano, oltre a sculture incise a mano dello Spirit of Ecstasy», prosegue Pascal Raffy, che sintetizza: «I valori di Rolls-Royce e di BOVET sono perfettamente allineati, poiché entrambi ci concentriamo sulla lavorazione artigianale, sull’innovazione e sul vero lusso, che dal nostro punto di vista è possedere un segnatempo che nessun altro ha».


Se si dovesse trovare una definizione per la collaborazione tra Richard Mille e Ferrari, questa sarebbe certamente ‘l’ingegneria come arte della leggerezza’. Nel laboratorio di Richard Mille, infatti, la collaborazione con la Casa di Maranello è una fusione naturale tra arte e ingegneria. Come spiega Alexandre Mille, direttore commerciale della Maison: «Il processo di co-creazione è molto organico. Partiamo da un’idea di movimento e di complicazione, poi lavoriamo con Ferrari, cercando ispirazione sia nei codici tecnici che in quelli visivi dei due marchi. Un processo che può durare da 2 a 5 anni». Questa sinergia ha dato vita a capolavori tra cui sicuramente RM UP-01, l’orologio meccanico più sottile al mondo, e RM 43-01, segnatempo del 2025. «Volevamo che il nostro primo modello con Ferrari fosse completamente diverso dall’immagine che i clienti potevano avere di una tale collaborazione», prosegue Mille. «Questo andare controcorrente è stato molto apprezzato: dimostra che i nostri clienti, e quelli di Ferrari, si aspettano di essere sorpresi». Ogni orologio è la traduzione al polso dello spirito Ferrari: potenza, innovazione e audacia, con una costante spinta a reinventare la tradizione.


In una relazione inaugurata nel 2013, che ha visto IWC Schaffhausen diventare “Official Engineering Partner” di Mercedes-Amg Petronas Formula One Team, il marchio orologiero IWC Schaffauhen e il team ufficiale di Formula Uno della celebre casa automobilistica hanno molto in comune: «Al cuore della nostra collaborazione con la squadra c’è una passione condivisa per l’eccellenza ingegneristica, le prestazioni, la precisione e l’innovazione», spiega Franziska Gsell, direttore marketing di IWC Schaffhausen.
«Entrambi i brand operano in ambienti dove frazioni di secondo e millimetri di tolleranza possono fare una differenza significativa. Che si tratti del mondo dei motori o dell’alta orologeria, l’obiettivo è sempre quello di alzare l’asticella. Questa mentalità comune di miglioramento continuo e ricerca della perfezione è ciò che ci unisce. Per quanto riguarda il design dei prodotti, abbiamo collaborato a stretto contatto con il team e i suoi piloti in molte occasioni. Gli orologi ufficiali della squadra che abbiamo creato, ad esempio, incorporano materiali ad alte prestazioni come il titanio grado 5 e il Ceratanium, insieme a elementi di design accattivanti nel caratteristico verde della squadra. Un recente pezzo di rilievo è il Big Pilot’s Watch Shock Absorber Xpl Toto Wolff x Mercedes-Amg Petronas Formula One™ Team, un’edizione speciale che presenta una molla ammortizzatrice Bmg rivestita con Super-LumiNova® verde Petronas».



Il dialogo con Mercedes si traduce anche in esperienze uniche per i clienti: «La nostra partnership ci permette di andare oltre la tradizionale orologeria, offrendo esperienze immersive come l’accesso ai paddock, tour dietro le quinte e visite alla nostra Manifattura a Schaffhausen. Queste esperienze permettono agli ospiti di esplorare da vicino le molteplici analogie tra la Formula 1 e l’orologeria. Sul fronte digitale, le nostre collaborazioni attorno ai lanci di prodotto e ai contenuti legati alle gare permettono agli appassionati di motorsport o di orologeria di interagire e connettersi con entrambi i brand in modi dinamici e nuovi. Le esperienze che creiamo insieme stabiliscono connessioni emozionali profonde, trasformando la nostra passione condivisa per l’ingegneria e le prestazioni in qualcosa di tangibile e memorabile per gli appassionati dei Marchi», nota Gsell. Inoltre: «Ambasciatori come i piloti George Russell e Kimi Antonelli svolgono un ruolo cruciale nel dare vita alla nostra partnership: rappresentano precisione, prestazioni e ricerca dell’eccellenza, vale a dire gli stessi valori che definiscono IWC Schaffhausen e Mercedes», aggiunge la CMO della Maison orologiera.
È invece un incontro che si potrebbe definire all’insegna della doppia A: adrenalina e avanguardia, quello di Roger Dubuis con Lamborghini: l’alta orologeria si veste di fibra di carbonio e si muove al ritmo del V12. «Il dialogo creativo inizia sin dall’avvio del progetto, quando incontriamo il team di Lamborghini Squadra Corse per condividere le nostre idee di design», spiega il team prodotto della Maison. «Ci scambiamo anche informazioni sui loro piani, sui lanci che stanno preparando, sui colori che intendono evidenziare e su come stanno facendo evolvere il motorsport. È una dinamica molto produttiva, le due parti conoscono e riconoscono reciprocamente le competenze. Ci siamo ispirati alla loro estetica (costruendo i nostri calibri a forma di V, come il loro motore), abbiamo utilizzato il carbonio, materiale chiave nel motorsport, ma anche Alcantara. Tutto ruota attorno allo scambio». Il risultato sono orologi che incarnano la velocità e l’energia del mondo automobilistico, pur restando fedeli all’identità Roger Dubuis.Le sfide tecniche non mancano: «Il tipo di carbonio utilizzato su una vettura, massiccio nelle proporzioni, non è necessariamente adatto a un oggetto miniaturizzato come un orologio», spiegano gli esperti.

Anche se: «I nostri ingegneri sono riusciti a creare l’Excalibur Spider Aventador utilizzando esattamente lo stesso materiale del telaio Lamborghini. Essere una Manifattura integrata ci permette di essere agili nei processi di R&D e nei test: i nostri ingegneri possono verificare facilmente le idee dei designer perché lavoriamo tutti nello stesso edificio. Roger Dubuis è anche una manifattura di movimenti: produciamo quasi tutti i componenti dei nostri calibri internamente, li decoriamo e assembliamo. Infine, non esitiamo a spingere l’innovazione sempre più avanti: la nostra collezione Chronograph, lanciata nel 2023, include due brevetti in attesa di approvazione, tra cui un Second Braking System creato per aumentare significativamente la stabilità della lancetta dei secondi del cronografo e ridurne il tremolio». L’audacia si accompagna sempre alla funzionalità: ergonomia, leggibilità e prestazioni restano prioritarie. I dettagli si caricano di significato, oltre la prestazione tecnica.
Per concludere, dunque: le quattro collaborazioni tra gli universi auto e orologio, diversi ma con tratti comuni, non sono semplici esercizi di stile. Rappresentano invece la capacità di trasformare tempo e velocità in emozione, di unire l’arte della mano all’ingegno della macchina. Che si tratti di un orologio integrato nel cruscotto di una Rolls-Royce, di un cronografo ispirato a una Ferrari o di una cassa in carbonio Lamborghini, il messaggio è uno solo: il lusso non è mai statico. È movimento, è tensione, è ricerca. Come direbbe un collezionista, il tempo non si guarda: si vive, un secondo alla volta, al massimo dei giri.
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