TM    Settembre 2025

Curare, unire e ispirare

Attraverso l’accessibilità, l’innovazione, la cura e l’apertura, il museo del XXI secolo può essere un luogo di arte, di piacere, ma anche di benessere, legami e condivisione. L’esperienza del Musée Jenisch Vevey, raccontata dalla direttrice Nathalie Chaix.

Nathalie Chaix

di Nathalie Chaix

direttrice del Musée Jenisch Vevey

A lungo considerato un santuario dedicato alla contemplazione, oggi il museo si sta trasformando in uno spazio vivace, inclusivo, aperto alle emozioni e alle sfide contemporanee. Il Museé Jenisch Vevey ne offre un esempio concreto.

Partecipazione e benessere. Oltre alla mediazione culturale tradizionale, il Musée Jenisch Vevey sviluppa programmi partecipativi. Ad esempio, il progetto nazionale Tandem au Musée invita i visitatori in coppia o in gruppo a scegliere un’opera, a immaginare una storia intorno a essa e poi a pubblicarla sul sito del Musée imaginaire suisse. Questo esercizio ludico favorisce la creatività, il legame sociale e l’appropriazione personale dell’arte.

Dal 2020 offriamo anche uno spazio Art&Bien-Être, una formula mensile in cui laboratori ispirati all’arte-terapia accolgono il pubblico nelle nostre sale. Animati da professionisti, questi incontri invitano i partecipanti a scegliere un’opera, a creare (pittura, collage, modellazione…) e poi a esprimere le loro sensazioni in un ambiente accogliente. L’obiettivo è rafforzare la fiducia in sé stessi, favorire l’introspezione e alleviare lo stress attraverso la pratica artistica. Il museo diventa uno spazio di salute emotiva, al servizio del benessere collettivo.

Luogo di creazione. Dal 2021, invitiamo artisti a creare opere direttamente collegate alle collezioni. Alexia Weill, ad esempio, ha ideato un’opera immersiva in realtà virtuale, che unisce disegno digitale e storia del museo, presentata durante la Notte dei musei 2023. Con questo approccio, il museo diventa un vero e proprio laboratorio di sperimentazione, dove la creazione si nutre delle collezioni e si rivolge direttamente al pubblico.

Arte in viaggio. L’irraggiamento del museo si basa su partnership con importanti istituzioni: Morgan Library a New York (Hodler), Guggenheim Bilbao (Kokoschka), Musée Marmottan Monet (stampe), Musée Angladon (Picasso)… Parallelamente, partecipiamo al Festival internazionale del disegno di Arles, ideato da Frédéric Pajak. Courbet, Morandi e molti altri protagonisti delle nostre collezioni viaggiano regolarmente, alla scoperta di nuovi pubblici. Il museo non è più un luogo immobile: vive al ritmo degli scambi internazionali e dei dialoghi che intrattiene con il mondo e che contribuiscono alla sua reputazione.

Un impatto tangibile. Il Musée Jenisch Vevey non ha solo ridefinito la sua identità museale: ha trasformato la sua frequentazione. Grazie a una programmazione diversificata, accessibile e innovativa, ha triplicato il numero dei visitatori. Le offerte pensate per gruppi specifici – scolaresche, famiglie, anziani, giovani o migranti – e spesso realizzate in collaborazione con partner sociali o educativi, raggiungono target più eterogenei. L’introduzione di formati adeguati – visite interattive, laboratori sensoriali, progetti intergenerazionali – facilita l’appropriazione delle opere da parte di un pubblico tradizionalmente lontano dall’offerta culturale. Questi dispositivi inclusivi consentono a ciascuno di entrare in contatto con l’arte secondo i propri punti di riferimento, le proprie esigenze e i propri ritmi.

Allo stesso tempo, i visitatori abituali riscoprono il museo sotto una nuova luce. Le residenze artistiche, gli incontri musicali e i formati partecipativi rinnovano la loro esperienza. L’offerta arricchita, accessibile e insieme stimolante, incoraggia una frequentazione più regolare, rafforzando il rapporto tra l’istituzione e i visitatori. Queste nuove modalità di partecipazione suscitano un senso di appartenenza più forte. Il museo diventa un luogo da vivere, uno spazio di rigenerazione e connessione. Questa trasformazione ha risonanza anche a livello territoriale: le collaborazioni con associazioni locali e strutture educative radicano ulteriormente il museo nella vita della città e della regione. In questo modo, il Musée Jenisch Vevey afferma il suo ruolo di attore culturale impegnato, al servizio di tutti. Dimostra che un museo può coniugare eccellenza artistica, inclusione sociale e sperimentazione sensibile, costruendo al contempo un rapporto rinnovato, vivo e duraturo con il suo pubblico.

Secondo museo d’arte vodese, il Musée Jenisch Vevey ospita una straordinaria collezione di opere su carta, in particolare il Gabinetto cantonale delle stampe che riunisce oltre 40mila lavori, dal Rinascimento ai giorni nostri, fra i cinque fondi di stampe svizzeri più prestigiosi. Custodisce inoltre la principale collezione al mondo di Oskar Kokoschka, nonché una collezione di oltre 11mila disegni dei maggiori artisti.

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