TM    Maggio 2025

Crescere in agilità

Quali sono le dinamiche che animano una realtà di medie dimensioni attiva nell’edilizia? Quali gli equilibri logistici e finanziari che ne consentono il buon funzionamento? Se l’allentamento monetario sta facendo ripartire la domanda privata, le difficoltà si sono solo spostate. Interviene Christian Perucchi, Vice Direttore e Responsabile clientela aziendale di Banca Raiffeisen Mendrisio e Valle di Muggio.

di Achille Barni

Per quanto possa sembrare sorprendente, dato il settore e i profili molto tecnici che inevitabilmente vi gravitano intorno, sono flessibilità ed agilità quelle che in determinati ambiti anche le imprese dell’edilizia e delle costruzioni ricercano, soprattutto in ambito bancario. Ed è proprio qui che avere un partner bancario di un certo tipo può fare davvero la differenza. «Siamo un’azienda di famiglia, giunta alla quarta generazione, da quando negli anni Quaranta mio nonno si trasferì quale semplice carpentiere in Svizzera interna. All’interno del nostro mercato, che si concentra nel Sottoceneri, negli anni siamo diventati un attore importante, con circa 70 collaboratori e attualmente 15 cantieri attivi. Quello che cerco e apprezzo in un istituto di credito è la snellezza delle procedure, e l’agilità nell’arrivare all’obiettivo prefissato, sia esso un credito di costruzione, un leasing, un’ipoteca privata…  Non è il solo prezzo l’unico elemento determinante al fine di una decisione, ma gli altri », asserisce Stefano Riva, direttore di Riva Costruzioni.

Del resto come è noto all’industria bancaria non è richiesta particolare inventiva, e non da pochi anni. Eppure esistono tempi tecnici, solitamente complessi da comprimere. «È la particolarità di Raiffeisen, di cui noi qui a Mendrisio siamo tra le banche principali del Ticino e tra le prime 20 in Svizzera, quella di accorciare i tempi di reazione e di risposta alle richieste dei clienti. Infatti, vista la nostra struttura, la maggior parte delle decisioni vengono prese a livello locale, iniziando dalla richiesta di credito, alla valutazione fino alle decisione ed erogazione.  All’interno di una filiale con circa 70 collaboratori, e in un territorio piccolo come può essere il Mendrisiotto è tutto più facile; Riva costruzioni collabora con noi da quasi vent’anni, è nostro cliente a livello corporate e personale, e conoscersi, avere fiducia e stima reciproca, fa ancora la differenza», rileva Christian Perucchi, Vice Direttore e Responsabile clientela aziendale di Banca Raiffeisen Mendrisio e Valle di Muggio.

All’interno del nostro mercato negli anni siamo diventati un attore importante, con circa 70 collaboratori e attualmente 15 cantieri attivi. Quello che cerco e apprezzo in un istituto di credito è la snellezza delle procedure, e l’agilità nell’arrivare all’obiettivo prefissato

Stefano Riva

Stefano Riva

direttore di Riva Costruzioni

Riva Costruzioni, e il cantiere di Stabio
Sopra da sinistra: Stefano Riva, direttore di Riva Costruzioni, e il cantiere di Stabio.

Ma quali sono le esigenze finanziarie di un’impresa di costruzioni? «Dipende dai casi, ma sicuramente il leasing di una parte delle attrezzature tecniche, il cosiddetto ‘inventario’, è uno dei principali servizi per cui ci rivolgiamo a Raiffeisen. Cerchiamo di rimanere al passo con il mercato in termini tecnologici, dunque in molti casi ha senso accendere un leasing su un prodotto particolarmente costoso, non impiegando la nostra liquidità, e spalmandone il costo nell’arco di 3-7 anni, ammortizzandolo a quote costanti. La tecnologia nel nostro settore si traduce quasi sempre in tempo risparmiato, dell’ordine di giorni o settimane. Basta pensare che mediamente il 60% del costo di costruzione è da attribuire alla manodopera. Riuscire a chiudere il cantiere in anticipo, anche soltanto di qualche giorno, può fare la differenza, sbloccando prima uomini e mezzi», prosegue Riva.

Una soluzione di questo tipo presenta del resto più di qualche vantaggio, e da entrambe le parti. «Il leasing è l’ideale in questi casi dal momento che il possesso del bene non è l’aspetto principale ma più rilevante è il suo impiego. Il leasing in questo senso offre una serie di vantaggi, fra i quali, oltre a preservare la liquidità, vi è quello di avere sempre un parco industriale aggiornate alle tecnologie più innovative. Altro aspetto importante è quello di facilitare la ripartizione del costo sui singoli cantieri», nota il consulente.

Una modalità dunque interessante, da prendere in considerazione in più d’un caso, pur senza esagerare. «Come spesso accade si tratta di trovare il giusto mix, dosando bene le risorse disponibili. Per quanto spalmati nel tempo e ben pianificabili si tratta comunque di costi, potenzialmente importanti, il che impone alle imprese del nostro settore di non stare mai ferme, ‘aspettando’ delle committenze. In questo momento sto lavorando alla pianficazione del 2027, il che consente di quantificare anche i ricavi, e di essere sempre in equilibrio, a patto di rispettare le tempistiche di conseguenza. I ritardi, quali che ne siano le cause, sono costosi e spesso incidono sulla pianificazione di diversi cantieri», chiarisce l’imprenditore.

La principale sfida cui siamo confrontati rimane quella di diversificare l’offerta di servizi bancari. Dunque, sì credito ipotecario e di costruzione, ma è necessario concentrarsi nello sviluppare anche corporate e investimenti. Sono molti i progetti su cui stiamo lavorando

Christian Perucchi

Christian Perucchi

Responsabile clientela aziendale di Banca Raiffeisen Mendrisio e Valle di Muggio

Ampliando il ragionamento nel caso di un’azienda di costruzioni il fabbisogno finanziario può essere però più ampio e diversificato. «In più d’un caso», evidenzia Perucchi», abbiamo concesso il credito di costruzione per un immobile e finanziato poi gli acquirenti finali. Per noi la puntualità e l’affidabilità giocano in questo senso un ruolo sempre più importante, motivo per il quale collaboriamo con partner che ci garantiscano il buon andamento delle operazioni».

Dunque, puntualità e precisione, che in questo ambito sono sinonimo di qualità, oltre che flessibilità, non solo mentale. «Non ci possiamo permettere di stare fermi, dunque bisogna essere sempre pronti a rispondere a inconvenienti o contrattempi anche con creatività. Mediamente impieghiamo 4-5 persone per cantiere, per un totale di 15 siti attivi, di solito per conto di altri, ma in alcuni casi siamo anche clienti di noi stessi. Questo genere di progetti risulta l’ideale con nostre operazioni immobiliare per ammortizzare eventuali scompensi, dosando uomini e mezzi rispetto a eventi di forza maggiore che possono sempre accadere. È questa costante necessità di flessibilità che rende il mio lavoro incredibilmente bello e vario, si tratta di gestire un’azienda in termini finanziari, ma anche di seguire in prima persona cantieri, di contrattare con i committenti e di incontrare le banche, negoziare con i fornitori e trovare nuovi clienti», sintetizza Riva.

Il tutto calato in una fase congiunturale molto particolare. «Sino a pochi mesi fa il mercato immobiliare aveva subito un rallentamento dovuto alla stretta monetaria e alle incertezze geopolitiche. Ora stiamo nuovamente assistendo a una evoluzione positiva che vede privati e aziende ritornare a ricercare capitali per investimenti. Ma la principale sfida cui siamo confrontati rimane quella di diversificare l’offerta di servizi bancari. Dunque, sì credito ipotecario e di costruzione, ma anche corporate e investimenti. Sono molti i progetti su cui stiamo lavorando», conclude il consulente.

 

Pmi svizzere
Pmi svizzere

Se il costante allentamento della politica monetaria da parte della Bns, e non solo, sta facendo particolarmente bene al settore delle costruzioni, a livello di congiuntura globale la situazione si sta facendo più… incerta.

Dopo i pessimi dati registrati dagli indici Pmi di marzo (47,9), in aprile il dato è fortemente migliorato, riportandosi in area espansione, a 50,9. Trend comune all’Eurozona, ma facilmente spiegabile dal forte aumento delle scorte, nella finestra utile a evitare almeno per il momento gli aumenti delle tariffe negli Stati Uniti.

Stando a un sondaggio straordinario condotto da Raiffeisen sulle Pmi elvetiche che esportano in Nord America, circa il 70% del campione prevede un ulteriore inasprimento, rispetto a quanto annunciato, dei dazi, e nessuno si aspetta una normalizzazione dei rapporti prima del 2027. Il mercato globale è dunque destinato a ricoprire un ruolo di assorbimento ancora maggiore, dovendo compensare, seppur anche parzialmente, il ‘danno’ riportato negli Stati Uniti.

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