TM    Giugno/Luglio 2026

Concedersi per crescere?

Le operazioni di finanza straordinaria, se ben gestite, possono essere la base di un nuovo inizio, ad esempio di espansione estera, oltre che una soluzione al passaggio generazionale. Un’analisi di Stefano Endrizzi, Partner di Mergerscorp.

Stefano Endrizzi

di Stefano Endrizzi

Partner di Mergerscorp

La Svizzera, come l’Europa in generale, presenta un fitto tessuto di piccole e medie imprese che costituiscono la colonna portante dell’economia del Vecchio Continente. Oggi, queste realtà si trovano a dover fronteggiare, oltre alla sfrenata concorrenza dell’Asia, un altro problema cruciale: il passaggio generazionale. Mentre è evidente che Svizzera ed Europa risentano di un peggioramento delle condizioni quadro, molti imprenditori del ‘baby boom’ si trovano a riflettere sul futuro e sulla sopravvivenza della propria azienda.

È risaputo che in molti casi manchi in famiglia un potenziale successore; in altri casi, i genitori che hanno costruito e sviluppato il proprio business con dedizione e sacrifici si scontrano con la richiesta da parte delle nuove generazioni di una carriera più smart e magari lontana dal territorio e dalla comunità d’origine. Tali fenomeni, uniti al fatto che in diversi casi i fondatori, raggiunta l’età pensionabile, abbiano interesse a trasferirsi in Paesi fiscalmente più convenienti o turisticamente attivi, hanno aperto un enorme mercato alle M&A, nazionali e transfrontaliere.La Svizzera infatti, a differenza del resto d’Europa, rappresenta ancora oggi uno dei mercati più stabili e sicuri al mondo dove poter allocare capitali e fare business in un contesto regolamentato, ma dalla forte vocazione internazionale. Le operazioni di M&A devono oggi essere interpretate come una grande opportunità e una responsabilità verso i dipendenti, i fornitori e il territorio.

Ma chi compra?

Tipologie di investitori nel 2025 (% tot)

Tipologie di investitori nel 2025 (% tot)
Fonte: MergersCorp 2026.

Allo stress tempo, va detto che una M&A richiede flessibilità e apertura. È molto probabile che una società target svizzera possa essere acquisita da un investitore con sede non solo in un altro cantone o stato, ma perfino oltreoceano. Questo comporta sinergie di Gruppo che, se non controllate o sviluppate adeguatamente, potrebbero indebolire la leadership locale a fronte di una delocalizzazione non solo delle operation in Paesi a basso costo, ma anche della strategia.

Va inoltre riconosciuto che una M&A, oltre a garantire il passaggio generazionale, permette l’ingresso di player strategici, finanziari o industriali che, grazie a un’operazione di leveraged buy-out, possono iniettare capitale liquido e trasferire nuove tecnologie e capacità di espansione verso nuovi mercati. Ciò consente una crescita e uno sviluppo a livello globale che uno stabilimento locale non avrebbe mai potuto raggiungere. Questo aspetto permette quindi di ribadire che la cessione di una società non è un punto di non ritorno; al contrario, se gestita e pianificata bene, rappresenta un nuovo punto di partenza per lo sviluppo e la crescita.

Secondo il report annuale di Deloitte, le M&A in Svizzera non solo si sono riprese, ma sono aumentate, registrando un +16% rispetto all’anno precedente e raggiungendo un totale di 208 transazioni. Un dato in controtendenza: mentre a livello globale l’economia rallentava e manifestava segni di recessione, le Pmi elvetiche si sono ancorate in un porto straordinariamente sicuro e stabile.

Allo stesso tempo, le acquisizioni da investitori esteri sono sono esplose con un inedito +65%, raggiungendo il picco storico di 104 operazioni. La Svizzera è di fatto diventata una destinazione privilegiata per gli investimenti globali. Esaminando i vari comparti, emerge come It e Digital siano stati i veri protagonisti dell’anno con una crescita del 28%, raddoppiando il tasso 2024. Seguono a ruota scienze della vita e sanità, in aumento del 16%, con acquirenti alla ricerca di asset a prova di recessione nei settori d’eccellenza svizzera come le biotecnologie, i dispositivi medici e il Pharma.

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