TM    Dicembre 2025

Cbam ed Eua per il 2026

Nei prossimi mesi l’attenzione resterà concentrata sul dollaro, ma in Europa vanno delineandosi nuovi equilibri in termini di emissioni di carbonio, anche rispetto ai prodotti importati. Un’analisi di Andrea Guarneri, Head of Derivates Sales di Kommodities Partners.

Andrea Guarneri

di Andrea Guarneri

Head of Derivates Sales di Kommodities Partners

Il 2026 sarà un anno decisivo per i mercati valutari, segnato dall’elezione del nuovo Presidente della Federal Reserve. In un contesto in cui gli Stati Uniti dovranno rifinanziare un debito pubblico sempre più oneroso, è probabile che il futuro presidente individui nei tagli dei tassi la leva per ridurne il costo. Una politica monetaria più espansiva potrebbe esercitare ulteriore pressione ribassista sul dollaro, favorendo un rafforzamento del cambio Eur/Usd.

Quest’anno la moneta unica ha recuperato 15 figure contro la valuta americana, toccando un massimo a 1,1920; qualora il differenziale dei tassi tra le due valute si dovesse contrarre, il prossimo target per il 2026 potrebbe essere in area 1,20–1,22.

Nonostante la debolezza del biglietto verde, il Brent non riesce a mostrare rimbalzi sostenuti. Dopo avere segnato un minimo poco sotto ai 60 dollari al barile, il recupero appare limitato da una domanda globale in rallentamento e da un’offerta in crescita. A ciò si aggiunge la volontà dell’amministrazione Trump di mantenere prezzi energetici stabili, riducendo pressioni inflazionistiche interne. La struttura della curva a termine dei prezzi, passata da backwardation a contango, conferma stabilità lato supply.

Sul fronte asiatico la Cina rimane il grande punto interrogativo. Nonostante gli stimoli, l’economia non riesce a convincere: consumi deboli, immobiliare ancora fragile e difficoltà nell’export continuano a frenare la crescita.

In Europa iniziano a emergere segnali incoraggianti. Il nuovo Governo in Germania ha annunciato un pacchetto di misure volte a rilanciare la produzione industriale e a calmierare i prezzi energetici, nel tentativo di rimettere in moto la locomotiva dopo due anni complessi.

Gli European Union Allowance (Eua)

Evoluzione del prezzo in eur del futures (Ecx Eua Dec5 1d)

Evoluzione del prezzo in eur del futures (Ecx Eua Dec5 1d)
Fonte: Matherika 2025. Sopra, l’evoluzione del prezzo delle Eua.

Il grande tema del 2026 sarà però il Cbam, lo strumento europeo che applicherà un costo sul carbonio contenuto nei prodotti importati, allineandoli agli standard ambientali dell’Unione. Tale costo verrà sostenuto dalle aziende tramite l’acquisto di appositi certificati. La sua piena implementazione avrà impatti diretti sul commercio internazionale e sulla domanda di permessi di emissione.

Per questo il prodotto più discusso dell’anno sarà l’Eua, il future delle quote europee di Co2, il cui prezzo avrà diretta influenza sul costo dei certificati Cbam. La combinazione tra riduzione del quantitativo di certificati nel sistema, maggior domanda da parte delle aziende soggette al Cbam e crescente interesse finanziario potrebbe riportare gli Eua al centro delle strategie di hedging e investimento e far segnare nuovi massimi superiori a quelli già toccati nel 2025 a 84,48 euro.

Metalli. Dopo il risk off innescato dal Liberation Day, il rame ha mostrato grande forza ed è riuscito a far segnare nuovi massimi storici al London Metal Exchange toccando 11.200 usd a tonnellata.

Questo rialzo è stato in gran parte sostenuto dai numerosi problemi lato supply che stanno delineando un deficit globale di metallo per i prossimi anni. Solo una rottura del minimo fatto lo scorso 24 settembre a 9.930 usd darebbe un segnale di stop alla tendenza rialzista in atto, mentre il superamento dei massimi storici aprirebbe lo spazio verso i 12mila.

L’alluminio aveva già dato un primo segnale ad agosto senza mai violare al ribasso i 2.550 usd, per poi rompere l’importante resistenza in area 2.700 e toccare nuovi massimi annuali a fine ottobre in area 2.900. Potenzialmente, per via dei limiti della produzione cinese di 45 milioni di tonnellate l’anno e la crescente domanda, potrebbe essere il metallo con più forza rialzista nei prossimi due anni, con una possibile violazione di area 3mila dollari nel corso del 2026.

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