TM    Novembre 2025

Bolle, balle e… l’intelligenza?

Una piccola manciata di titoli tecnologici riescono a muovere centinaia di miliardi di dollari di (discutibili) investimenti. La loro capitalizzazione ha superato il Pil di molti Stati del G7, e non si capisce come o perché. Che non sia tempo di tornare a riflettere con la sana e vecchia ‘intelligenza umana’ sulle possibili avvisaglie di una nuova bolla finanziaria, che vede al suo centro l’AI?

di Federico Introzzi

Responsabile editoriale Ticino Management

Caro lettore,

una domanda sembra d’obbligo, e qualche dubbio dovrebbe instillarlo: nel migliore dei mondi possibili, dunque non l’attuale, quanto dovrebbero capitalizzare le BigTech americane? Certo, sono le società del futuro, riescono a generare ricavi da favola, alimentano investimenti faraonici (che non si capisce di preciso a cosa servano davvero), ma come fanno a valere più del Pil della maggior parte degli Stati del G7?

Certo, determinare l’esistenza di una bolla finanziaria è molto difficile e, sin tanto che non esplode, matematicamente impossibile. Ma se anche questo non fosse il caso, ricorrendo alla vecchia e semplice intelligenza, molto meno onerosa di quella artificiale, e disponibile a forse più persone, qualche domanda sembrerebbe legittimo porsela: ha davvero così senso? Come può una sola azienda prezzare più di milioni di persone che decidono di credere e sostenere un progetto politico avente all’attivo centinaia di anni di storia, più o meno di successo?

L’Intelligenza Artificiale ha il potenziale di sconvolgere gli equilibri di molti settori, e sembra molto probabile lo farà domani, ma al momento è pura speculazione, teorica. Anche finanziaria, forse. A strabilianti investimenti non sono seguiti sbalorditivi risultati, ma del resto come avrebbero potuto? Le persone sono le stesse, e rimangono l’epicentro di tutto, cambiano gli strumenti e le modalità, ma l’essenza del lavoro che svolgono non è mai cambiata.

Se anche questa nuova intelligenza ambisse a sostituire la precedente, e la singolarità tecnologica fosse raggiunta, sempre che non sia un’altra forma di sofisticata speculazione, cosa accadrebbe a quelle persone che, rese attente degli stupefacenti progressi possibili, o degli incredibili margini di efficientamento, rifiutassero di farne uso, per semplice istinto di autoconservazione? Se puoi produrre mille spilli al costo e nel tempo di uno, ha senso produrli, o è bene prima sapere a chi venderli?

Il 1776 è una data che ha fatto la Storia, la Ricchezza delle Nazioni in economia, gli Stati Uniti in geopolitica, e senza bisogno di altre intelligenze, se non una. È forse tempo di tornare a utilizzarla.

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