
Non avvertire più alcun dolore e poter tornare a muoversi e a svolgere tutte le consuete attività senza limitazioni, scordandosi di un’articolazione artificiale, è la miglior dimostrazione di un intervento ortopedico perfettamente riuscito, come attesta anche un apposito punteggio clinico, il Forgotten Joint Score. «Da ormai un decennio siamo all’avanguardia nel ridefinire l’approccio all’artroplastica del ginocchio grazie all’introduzione di una nuova tecnica personalizzata, l’allineamento cinematico, che ha cambiato il dogma con cui un chirurgo affronta una protesi di ginocchio, fra le più sfidanti», esordisce Francesco Siccardi, Ceo di Medacta, citando subito un esempio emblematico di quella capacità di pensare fuori dagli schemi che ha portato, in soli 25 anni, la start up di Castel San Pietro fra i player più rilevanti della chirurgia ortopedica e vertebrale, alle spalle solo delle quattro multinazionali statunitensi che presidiano un mercato da decine di miliardi di dollari.
Tornando all’esempio dell’allinemanto cinematico, nel 2015 Medacta ha avviato una sperimentazione insieme a un chirurgo disruptive che ha intuito come ripristinando l’orientamento naturale della linea articolare del ginocchio allo stato pre-artritico, unico per ogni individuo, si migliorino recupero e funzionalità rispetto all’approccio standard che, prescindendo dalle caratteristiche anatomiche e fisiologiche del paziente, si limitava all’allineamento meccanico per garantire funzionamento ottimale e durata della protesi, ma così ripercuotendosi sull’intera catena cinematica, considerato come la natura non doti nemmeno il 15% della popolazione di gambe ‘dritte’. «Se all’inizio ridevano di noi e fino a cinque anni fa ci davano dei visionari, oggi l’allineamento cinematico è il tema più importante di tutti i congressi di ortopedia internazionali. Le conferme ricevute ci hanno spinto a progettare anche una protesi del ginocchio ottimizzata per questa tecnica, il Gmk SpheriKA, che dopo il lancio ufficiale negli Stati Uniti nel 2023, abbiamo continuato a presentare in tutta Europa», sottolinea il Ceo di Medacta. Storicamente il Forgotten Joint Score è sensibilmente inferiore per il ginocchio rispetto all’anca. Recentemente è stato pubblicato uno studio indipendente che mostra come questo nuovo impianto in combinazione con l’allineamento cinematico abbia raggiunto un Forgotten Joint Score superiore al valore considerato di successo in un intervento di protesica d’anca.
In un settore molto chiuso, competitivo e complesso come quello delle protesi articolari è fondamentale dimostrare un chiaro vantaggio clinico affinché un chirurgo o una struttura ospedaliera prenda in considerazione l’adozione di un prodotto e di una tecnica operatoria differenti da quelli abitualmente utilizzati. «Ogni volta che ci avviciniamo a un nuovo segmento del business, per noi è fondamentale capirne le sfide e le necessità, per individuare soluzioni davvero innovative che migliorino in maniera significativa il benessere dei pazienti e il lavoro dei chirurghi rispetto allo status quo. Non ci limitiamo a realizzare prodotti “me-too” per includere nel nostro portafoglio la ‘versione Medacta’ di dispositivi medicali già sul mercato. Un approccio che discende anche dall’unicità di essere un’azienda ortopedica che da un paziente è stata fondata», osserva il Ceo, ricordando come suo padre Alberto Siccardi, che gli ha passato il testimone a fine 2018 e oggi presiede il Board, abbia intuito le opportunità di migliorare le cure nel campo ortopedico proprio dopo essere rimasto insoddisfatto dall’esperienza vissuta in prima persona.
Anche il 2024 si è confermato un anno di significativa crescita per Medacta, con un incremento del fatturato di oltre il 16% in valute locali (a 591 milioni di euro), accoppiato a un aumento della profittabilità persino superiore alle aspettative (utile netto di 73 milioni di euro), registrando progressi in tutte le aree geografiche in cui l’azienda è presente: Emea e Nord America, rispettivamente primo e secondo mercato (48% e 30,4% del fatturato) sono cresciuti entrambi del 16,5%, solo di un paio di punti inferiore l’Asia Pacifico (che include Giappone e Australia) e anche un segmento piccolo per Medacta come l’America latina (2,1%) si sta sviluppando in maniera rilevante (+22,5%). «Anche tutte le linee di prodotto sono cresciute in maniera molto più rapida del mercato di riferimento, da 2 a 7 volte, il che conferma che stiamo conquistando quote importanti», evidenzia il Ceo di Medacta, presente con le sue sedi in 14 Paesi e, con le sue soluzioni, in ormai una settantina.
Dopo aver cominciato con anca e ginocchio, ancora oggi circa il 40% ciascuna dei ricavi, è entrata dal 2009 nel segmento della colonna vertebrale e, a seguire, nella spalla e nella medicina sportiva, cui proprio un paio di mesi fa ha impresso una nuova accelerazione acquisendo Parcus Medical, azienda statunitense specializzata in medicina sportiva e artroscopia.
Crescere a doppia cifra è ormai un’abitudine con l’eccezione del -2,6% in pieno Covid. «Nel periodo della pandemia abbiamo ulteriormente rafforzato la nostra supply chain, sotto la guida di mio fratello Alessandro che ne è responsabile, ci ha permesso di essere pronti quando la domanda si è rimaterializzata, a differenza di molti competitor che avevano tagliato. Merito anche della visione di lungo termine che un’azienda di famiglia può promuovere», commenta Francesco Siccardi. Avendo quotato solo il 30% del capitale azionario, la famiglia ha mantenuto la maggioranza. Inoltre, l’Ipo ha permesso di guadagnare in visibilità e attrattività, verso clienti e talenti.
«Prima della quotazione, quando presentavo all’estero Medacta, la mia frase classica era: “Medacta is the largest company in orthopedic you never heard of”. Non ci conoscevano ancora – il che, alla luce dell’importanza della fiducia nel nostro ambito, costituiva un limite rilevante. Uscire dalla dimensione privata, con gli obblighi di reportistica, certificazione, revisione e comunicazione cui deve sottostare una quotata, ci ha permesso di incrementare la visibilità e ha consentito ad altri stakeholder di partecipare al successo e alla crescita di Medacta. Inoltre ha consentito di rafforzare la nostra Employer Value Proposition, con un piano di incentivazione a lungo termine che offre l’opportunità ai dipendenti non solo di contribuire attivamente ma anche di beneficiare del successo dell’azienda, sommandosi alle iniziative di promozione della crescita professionale e del benessere del personale», nota Francesco Siccardi. Misure che rispecchiano la priorità di mantenere e attrarre talenti, non solo in produzione, R&D e ruoli dirigenziali, ma anche – fondamentale per la crescita – sul fronte della forza vendita, tenendo presente che perdere dei venditori vuol dire rischiare di perdere il gruppo di chirurghi che servono – e, viceversa, acquisirne.
Trasformando tecniche chirurgiche classiche in interventi mininvasivi e, nell’ultimo decennio, focalizzandosi sempre più sulla medicina personalizzata, Medacta ha trovato la strada per coniugare innovazione e sostenibilità, progettando soluzioni in grado di contribuire alla riduzione dei costi per ospedali, cliniche, assicuratori e i pazienti stessi. Ad esempio, già nel 2004 ha introdotto l’innovativa tecnica Amis (Anterior Minimally Invasive Surgery) per l’anca che, preservando muscoli e nervi con un intervento mininvasivo, facilita il recupero postoperatorio creando i presupposti per proporre l’intervento in regime ambulatoriale e potenzialmente ridurre le successive sedute di fisioterapia, contribuendo a migliorare il benessere del paziente e ad alleggerire la pressione economia sul sistema sanitario. Una priorità a fronte dell’evoluzione demografica che, con una popolazione geriatrica in forte crescita, vedrà aumentare considerevolmente l’incidenza di artrosi e altre patologie degenerative dell’apparato muscolo-scheletrico.
Tuttavia non bastano un prodotto o una tecnologia particolarmente innovativi per superare le barriere di adozione, in una nicchia in cui il tasso di successo degli interventi è altamente correlato alla familiarità con strumenti e procedure: «Non ci limitiamo pertanto a portare al chirurgo l’innovazione, ma gli indichiamo anche una via sicura, collaudata, per servirsene in maniera ottimale, attraverso il programma di training proposto dal nostro M.O.R.E. Institute, lanciato già nel 2004: avevamo un fatturato di appena una ventina di milioni di franchi, ma ci siamo subito accorti che era strategico accompagnare i nostri clienti nel processo di apprendimento e adozione per evitare che le nostre soluzioni facessero le spese della learning curve. Oltre ai corsi che proponiamo in tutto il mondo, i chirurghi hanno la possibilità di vedere in sala operatoria colleghi esperti che già utilizzano le nostre soluzioni e possono anche richiederne l’assistenza durante il loro primo intervento», sottolinea Francesco Siccardi. Ben 110 i corsi organizzati l’anno scorso e 2.700 le visite one-to-one. Ma soprattutto nel 2024, in concidenza con il 25esimo anniversario di Medacta, si è tenuto anche il decimo simposio biennale del M.O.R.E. Institute, inaugurando con la cinque giorni a Lugano un tour mondiale in Stati Uniti, Australia e Giappone, che ha coinvolto oltre duemila partecipanti: un’occasione unica per condividere esperienze e conoscenze per migliorare la cura e i risultati dei pazienti.


La storia di Medacta offre la perfetta dimostrazione di come da una crisi possa nascere un’opportunità: così, una caduta in montagna ha portato Alberto Siccardi ad analizzare le opportunità del settore. Spinto dal desiderio di migliorare le cure per i pazienti ortopedici e grazie al capitale appena realizzato con la vendita al colosso statunitense Baxter dell’azienda farmaceutica di famiglia, la Bieffe Medital, nel 1999 si è lanciato nell’avventura di Medacta, invitando presto i figli ad affiancarlo. Se a Francesco ha passato il testimone a fine 2018, in coincidenza con il processo di quotazione, Alessandro è responsabile della supply chain, mentre Maria Luisa Siccardi Tonolli, dopo aver seguito la strategia finanziaria e il progetto della quotazione, rimane a capo del Family Office ed è vicepresidente della Fondazione Medacta For Life, che lei stessa ha ispirato, dando un contributo rilevante allo sviluppo di una strategia organica sulla responsabilità sociale dell’impresa, che ben rispecchia la visione a lungo termine di Medacta, impegnandosi principalmente in iniziative per supportare l’infanzia, in progetti di utilità sociale per la comunità e in missioni umanitarie in tutto il mondo.
Già oggi l’ecosistema di soluzioni digitali di Medacta è all’avanguardia, come impone la medicina personalizzata. Ad esempio, con NextAR Augmented Reality Surgical Platform, l’azienda di Castel San Pietro è pioniere nell’introdurre la realtà aumentata nel processo chirurgico, offrendo significativi vantaggi in termini di personalizzazione del piano preoperatorio, accuratezza nell’esecuzione delle resezioni e nel posizionamento dell’impianto, in base all’anatomia e alla biomeccanica di ciascun paziente. Durante l’intervento, in real time, occhiali intelligenti sovrappongono al campo visivo operatorio informazioni accurate sull’anatomia del paziente in modo altamente intuitivo, permettendo al chirurgo di prendere decisioni più consapevoli e personalizzate. «Lo abbiamo appena introdotto con brillanti risultati anche per la spalla, che storicamente non ha mai avuto grande supporto dalla tecnologia, e questo ci ha permesso, nonostante il nostro recente ingresso in questo mercato, di diventarne market leader in Svizzera», aggiunge Francesco Siccardi.
Complementarmente, l’intelligenza artificiale e macchine learning rendono sempre più efficiente e precisa non solo la gestione automatizzata delle immagini, ma tutta la pianificazione e l’analisi preoperatoria, creando modelli predittivi personalizzati. Ogni anno, circa il 5% del fatturato viene investito in R&D. Fondamentale anche la collaborazione con istituti di ricerca e università, con partnership vantaggiose per entrambe le parti. Ormai di lungo corso le relazioni con molte università e centri di ricerca, sia in Svizzera che all’estero.
Anche per il 2025 Medacta prevede una crescita delle vendite del 13-15%. Guardando al futuro, l’acquisizione di Parcus Medical dovrebbe aprire nuove opportunità nella sport medicine, un mercato potenziale di 7 miliardi di dollari. «Rimaniamo, anche per l’età media dei collaboratori sotto i 40 anni, una realtà giovane, proprio perché assumiamo molti talenti da far crescere in azienda, seguendo una logica bottom-up che ci permette di condividere i valori della nostra cultura», precisa il Ceo di Medacta. Entrato in azienda nel 2001, subito dopo gli studi in Ingegneria biomedica al Politecnico di Milano, ha potuto partecipare in prima persona alla crescita della start up di Medacta. «Allora non c’erano che una ventina di collaboratori, oggi abbiamo appena passato la soglia dei duemila. È stata un’occasione unica di apprendimento. Oggi, nel mio ruolo di Ceo di una società quotata, affiancato da un Board e dai miei fratelli, mi trovo in una situazione diversa da mio padre nei precedenti vent’anni, ma tutti noi in azienda e in famiglia abbiamo cercato di assorbire la lezione che ci ha trasmesso con la tenacia e la strategia che hanno ispirato il raggiungimento di tanti successi», conclude Francesco Siccardi.
Parcus Medical reca inoltre in dote un sito produttivo in Florida che potrebbe far comodo per affrontare i dazi statunitensi. Anche se internazionale lo è di nome e di fatto, Medacta conferma però il suo radicamento al territorio di origine, con gli importanti investimenti strategici per il recente ampliamento dell’headquarter di Castel San Pietro, mentre si sta completando la prima fase dell’espansione della sede di Rancate. Entro il 2027/28, i due siti ticinesi – non solo sempre più all’avanguardia, ma anche efficienti sotto il profilo energetico e neutrali per emissioni, già oggi alimentati con fonti 100% rinnovabili – copriranno quasi 37mila mq, raddoppiando di fatto la capacità produttiva di Medacta e confermandone il continuo impegno a favore dello sviluppo economico (e sociale, cfr. Fondazione Medacta For Life) del proprio territorio, che ha proiettato all’avanguardia dell’innovazione ortopedica.
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