TM   Marzo 2025

Un’auto certo rivoluzionaria

Con il suo inconfondibile rombo cupo e profondo, un modello che ha appassionato il cuore di tanti, ma rimanendo per pochi. Il racconto di Marco Betocchi, appassionato e collezionista di auto d’epoca. 

Marco Batocchi

di Marco Betocchi

Appassionato collezionista e socio, dal 1990, dell’Automobile Club de Monaco

Porsche 928: decretata ‘Auto dell’Anno 1978’
Porsche 928: decretata ‘Auto dell’Anno 1978’, nell’ambito dell’omonimo Premio che era stato istituito nel 1964.

Nel 1978, il premio ‘Auto dell’Anno’, istituito nel 1964 per iniziativa delle più importanti riviste automobilistiche europee, era un riconoscimento prestigioso. Non era ancora il tempo dei social media e l’opinione della stampa specializzata era molto influente. Ogni anno i giornalisti accreditati eleggevano la migliore automobile tra le novità presentate. Molto spesso venivano premiati modelli potenzialmente di larga diffusione prodotti da grandi marche come Fiat, Peugeot, Ford, Opel e Volkswagen.

Per me, adolescente appassionato di auto, che aspettavo con trepidazione ogni mese l’uscita in edicola di Quattroruote, fu emozionante vedere assegnato quell’anno il premio a una vettura sportiva, addirittura a una Porsche, marchio che ha sempre esercitato su di me un fascino irresistibile. Porsche 928, eletta Auto dell’Anno 1978.

Basterebbe questo per capire la portata rivoluzionaria della novità presentata dalla Casa di Stoccarda che attraversava in quel periodo una profonda crisi di identità e che aveva già manifestato l’intenzione di cambiare strategia produttiva con l’introduzione, qualche anno prima, del modello 924, il primo della famiglia transaxle con motore anteriore. Un progetto totalmente nuovo quindi, con un motore anteriore a 8 cilindri raffreddato ad acqua, un abitacolo lussuoso che sembrava preso direttamente da una navicella spaziale e una linea avveniristica, molto aereodinamica e di totale rottura con lo stile della mitica 911 che, secondo i piani della Casa, avrebbe dovuto sostituire.

Le prestazioni erano superiori a quelle della celebre sorella e il livello di comfort decisamente migliore. Il prezzo poi si annunciava elevatissimo e indicava che Porsche voleva alzare il livello della competizione con la concorrenza e sulla carta sembrava non esserci partita. Il destino della mitica 911 Carrera sembrava segnato. 

Come è andata a finire lo sappiamo tutti, la 911 non solo non ha smesso di essere prodotta ma è rinata dalle sue stesse ceneri come altre volte succederà nella sua lunga storia che per fortuna continua ancora oggi.

La 928 invece non avrà il successo sperato ma verrà caparbiamente tenuta in produzione fino al 1995 nelle sue varie e importanti evoluzioni: dalla prima serie alla S4, alla GT e infine alla 928 Gts, una meravigliosa Gran Turismo che si può considerare praticamente perfetta e che ho avuto la fortuna di possedere qualche anno fa, apprezzandone le doti di grande stradista, con un motore da 5.7 litri dal ‘tiro’ infinito e un’abitabilità inusuale per una sportiva di razza, che mi consentì di caricare persino la mia bici da corsa per un weekend sul Lago Maggiore.

Ma si sa, alle volte la perfezione non scalda il cuore degli appassionati e questo modello rimarrà per sempre un po’ ‘snobbato’ riuscendo a totalizzare poco più di 60mila esemplari costruiti in 17 anni e venduti con discreto successo soprattutto negli Stati Uniti, la maggior parte dei quali con cambio automatico.

Oggi le 928 sono diventate a loro volta oggetti da collezione come tutte le Porsche (anche se con quotazioni inferiori alle 911) ma personalmente trovo irresistibili soprattutto i primi esemplari, ormai molto rari, con quel fantastico rombo cupo e profondo, i bellissimi colori vivaci come l’azzurro o l’oro metallizzato, abbinati agli spettacolari interni ‘pacha’ a scacchi bianchi e neri, che rimangono una delle testimonianze più straordinarie di ciò che di audace e innovativo era in grado di fare l’industria dell’auto sportiva europea negli anni Settanta. Era bellissima, affascinante e non somigliava a nessun’altra. Sembrava venisse da un altro pianeta.

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