
La Vernasca Silver Flag taglia quest’anno il traguardo della trentesima edizione. Poche manifestazioni motoristiche possono vantare una simile longevità e il club organizzatore Cpae, con il suo presidente Claudio Casali, ne vanno giustamente molto fieri.
Anche questo mese di giugno, quindi, i bellissimi borghi storici di Castell’Arquato e Vernasca, gioielli della provincia di Piacenza, saranno pacificamente invasi da oltre 200 vetture storiche da competizione. Quest’anno il concorso dinamico più importante del 2026 avrà come titolo ‘Sponsor for Speed’, rievocando l’epoca d’oro delle livree più belle che caratterizzavano le vetture da corsa, sia in pista che nei rally, che sarebbero rimaste per anni scolpite nella memoria degli appassionati. In un’epoca come quella odierna dove siamo arrivati al paradosso di bandire i marchi storici dei produttori di tabacco persino dai modellini che riproducono le macchine da corsa dell’epoca, attendiamo con ansia di vedere bellissime vetture come Fiat 131 Abarth Olio Fiat, Lancia Stratos Alitalia, Lancia Delta Safari Martini, Porsche 962 Jaegermeister, Lancia Fulvia HF Marlboro, Ford Sierra Cosworth Bastos, che prenderanno il via di questa suggestiva manifestazione, davvero unica nel suo genere, che consente di ammirarle in movimento e non solo in esposizione.
Signor Casali, come è nata l’idea di ‘Sponsor for Speed’?
Dopo tante edizioni legate alle singole marche costruttrici, avevamo la necessità di un tema innovativo e al contempo evocativo di quell’epoca rivoluzionaria dove gli sponsor entrarono nel mondo delle corse cambiandolo per sempre.
A lei, personalmente quale delle tante bellissime livree delle auto di quell’epoca è rimasta nel cuore?
Sicuramente la Lotus 49 Gold Leaf rossa e oro e la Porsche 917 Gulf azzurra e arancione. Ero poco più che un bambino e mi divertivo a costruire le Formula Uno con il ‘Pongo’ colorandole con le livree che vedevo sulla rivista Autosprint ed è stata una grande emozione vedere una Lotus 49 alla partenza di una Silver Flag di qualche anno fa.
Dopo mesi dedicati all’organizzazione, riesce a godersi i momenti più belli durante la manifestazione?
Direi purtroppo di no, gli impegni organizzativi mi sollecitano continuamente, la tensione è tanta e non mi rimane che attendere qualche settimana per ripercorrere con la memoria i momenti più belli.

Tornando a ‘Sponsor for Speed’, cosa è rimasto oggi di quell’epoca?
Oggi siamo abituati a tutto, anche le livree più vivaci non ci stupiscono più. Anzi, noto una tendenza contraria, un tentativo di ritorno a un’estetica più pulita delle macchine da corsa, come la McLaren in Formula 1 con la sua livrea arancione, storico colore della scuderia britannica.
La lista dei partecipanti di quest’anno è molto ricca con vetture davvero straordinarie, si ritiene soddisfatto?
Non sono mai soddisfatto appieno, penso sempre che si possa fare meglio. Però quest’anno sono abbastanza contento anche in ragione della presenza di alcune vetture degli anni ‘90 come Audi Quattro Sport livrea HB ufficiale o Subaru Impreza Wrc livrea 555 guidata dal compianto Colin McRae, che rappresentano il mutamento generazionale in atto nel mondo degli appassionati.
È d’accordo con chi definisce la Silver Flag come la ‘Goodwood italiana’?
È un paragone lusinghiero anche se credo che in Inghilterra il modo di vivere queste manifestazioni sia diverso, più gioioso e familiare e non solo riservato agli appassionati. Sono entrato in contatto con Lord March, patron di Goodwood, e spero un giorno di poterlo avere qui con noi a Castell’Arquato. Sarebbe un piacere e un grande onore.
Un’ultima domanda: cosa augura alla sua creatura Silver Flag per il futuro?
Dopo trenta edizioni come organizzatore comincio a sentire un po’ il peso di trent’anni di lavoro e auguro alla nostra Silver Flag di poter trovare un giorno la persona giusta che possa continuare il mio lavoro consentendomi di passare il testimone ma … rimanendo dietro le quinte!


Essere nuovamente al fianco della Vernasca Silver Flag in qualità di cronometrista ufficiale riflette l’affinità autentica e di lunga data che Eberhard & Co. condivide, sin dalle sue origini, con il mondo dell’automobilismo storico e che la Maison continua a coltivare ancora oggi», commenta Mario Peserico, General Manager di Eberhard & Co. «Lungi dall’essere un gesto nostalgico, è l’espressione naturale di questo rapporto di lungo corso. Si tratta di un mondo fondato su valori duraturi, cultura ed eccellenza tecnica: elementi che trovano una naturale risonanza nell’orologeria e creano un linguaggio comune tra le due discipline. Un’affinità che spiega il nostro impegno nei confronti di eventi accuratamente selezionati, che incarnano questi principi e la passione dei veri cultori. Allo stesso tempo, l’automobilismo storico si sta evolvendo, coinvolgendo un pubblico sempre più giovane che lo vive non come un fenomeno nostalgico, ma come espressione viva di design, ingegneria e identità. È una comunità con cui interagiamo in modo spontaneo e costante e che, dal 1992, trova la sua incarnazione nella collezione Tazio Nuvolari, reinterpretata in una versione contemporanea presentata quest’anno a Watches&Wonders, pur rimanendo fedele ai suoi codici storici e al patrimonio estetico dell’automobilismo d’epoca.


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