In questi ultimi anni il padel è tragli sport in più rapida espansione al mondo. Nato in America Latina e diffusosi soprattutto in Spagna, conta oltre 35 milioni di praticanti in più di 150 Paesi, con una crescita costante di club, tornei e federazioni nazionali. Oggi il circuito professionistico è dominato dalla coppia formata dallo spagnolo Arturo Coello e dall’argentino Agustín Tapia, numeri uno del ranking internazionale e vincitori delle Premier Padel Finals, uno dei titoli più importanti del circuito mondiale. Nel panorama mondiale femminile, tra le giocatrici si distingue la spagnola Gemma Triay, già al primo posto del ranking mondiale nel circuito professionistico. Ad alimentare la crescita del padel professionistico ha contribuito il circuito Premier Padel, sostenuto dalla International Padel Federation, che riunisce i migliori giocatori del mondo. La Svizzera non è rimasta immune a questo fenomeno, anzi. In poco più di un decennio il padel è passato da attività quasi sconosciuta a disciplina sportiva sempre più diffusa, praticata in numerosi centri sportivi e club.
Pur non avendo ancora un proprio giocatore stabilmente tra i primi del ranking mondiale, il movimento nazionale è in forte crescita. Tra i migliori giocatori svizzeri spicca Robin Amacker, più volte campione nazionale e presenza costante nella nazionale svizzera in occasione delle competizioni internazionali. Accanto a lui, nel circuito nazionale si stanno affermando nuovi talenti che partecipano anche a tornei del circuito internazionale Fip, segno di un livello tecnico in continuo miglioramento.La crescita è evidente anche a livello locale. In Ticino, si sta registrando un vero boom: otto centri con una quarantina di campi distribuiti sul territorio, segno di una domanda in costante aumento tra giocatori di livello ed età vari.
A guidare questo sviluppo è stata anche l’attività della federazione nazionale, fondata nel 2006 e oggi punto di riferimento per la struttura competitiva, la formazione di allenatori e arbitri e la presenza della Svizzera nelle competizioni internazionali. Proprio nel 2026 la Swiss Padel Association celebra il suo 20° anniversario.
Tracciamo un bilancio con Rico Jacober, fondatore della federazione nazionale.
Quali sono le principali tappe raggiunte dalla federazione?
Dal 2006 uno dei traguardi più importanti è stato inserire il padel in Svizzera all’interno di un quadro nazionale strutturato. Nel 2007 siamo entrati a far parte della Federazione Internazionale di Padel, il che ha permesso alla Svizzera di partecipare all’ecosistema mondiale di questo sport. Da allora abbiamo sviluppato le strutture delle competizioni nazionali, permesso alle squadre svizzere di competere a livello internazionale e sostenuto l’organizzazione di tornei internazionali nel Paese. In vent’anni il padel è passato da attività di nicchia a disciplina in rapida crescita.
Quali fattori spiegano questo successo?
La sua accessibilità e il suo carattere sociale sono fondamentali. Il padel è facile da imparare, adatto a tutte le età e favorisce naturalmente l’interazione grazie al formato di gioco in doppio. Inoltre, la visibilità internazionale e le competizioni professionistiche hanno aumentato l’interesse. In Svizzera la collaborazione tra club, operatori privati e federazione ha avuto un ruolo importante nel favorire questa crescita. Quando il padel è arrivato in Svizzera si giocava solo in poche strutture. Negli anni abbiamo assistito a uno sviluppo costante, con un’accelerazione significativa negli ultimi tempi grazie all’apertura di nuovi club e campi. Parallelamente è cresciuto anche il numero di giocatori e tesserati.


Quali strategie avete adottato per sviluppare lo sport nelle diverse regioni linguistiche della Svizzera?
Il nostro ruolo è coordinare lo sviluppo a livello nazionale. Collaboriamo con club, organizzatori e attori regionali nelle aree germanofone, francofone e italofone. Garantendo comunicazione, competizioni e programmi di sviluppo accessibili in tutte le regioni, puntiamo a una crescita equilibrata.
Che ruolo ha avuto Swiss Padel Association nello sviluppo delle infrastrutture?
La federazione non costruisce né gestisce direttamente i club, ma fornisce linee guida strategiche, regolamenti e buone pratiche. L’obiettivo, sotto questo aspetto, è garantire che lo sviluppo delle infrastrutture sia sostenibile e coerente con la crescita a lungo termine dello sport.
Quali programmi di formazione offrite?
La formazione è una delle nostre responsabilità principali. La proposta verte su programmi strutturati per allenatori, arbitri e ufficiali di gara, fondamentali per garantire professionalità e qualità all’interno del movimento.
Come sostenete lo sviluppo del settore giovanile e il padel femminile?
L’affermarsi del padel tra i giovani è una delle priorità per i prossimi anni, con l’offerta di percorsi strutturati, competizioni e opportunità di allenamento. Intendiamo aumentare la partecipazione femminile sostenendo tornei e iniziative dedicate.
In che rapporto siete con le federazioni internazionali?
In virtù di una stretta collaborazione, fin dal 2007, con la comunità internazionale del padel, la Svizzera partecipa alle competizioni con le proprie squadre nazionali e ospita tornei internazionali. Essere parte della federazione mondiale significa anche seguire standard comuni e contribuire allo sviluppo globale di questo sport.
Quali obiettivi vi ponete per i prossimi 5–10 anni?
Puntiamo a rafforzare ulteriormente l’ecosistema del padel in Svizzera. In sintesi, il focus è su programmi giovanili, misure volte ad incentivare il padel femminile, sulla crescita delle infrastrutture e sul consolidamento dei programmi di formazione e delle competizioni. È importante che lo sviluppo rimanga strutturato e sostenibile. Un grande obiettivo della comunità internazionale, che condividiamo appieno, è vedere il padel diventare disciplina olimpica.
© Riproduzione riservata

