TM    Maggio 2026

Rischio sistemico, c’è?

La crescente attenzione verso il credito privato ha riacceso i timori di instabilità finanziaria. Ma il problema potrebbe essere meno la dimensione del rischio, quanto la sua definizione. Un’analisi di Jérôme Legras, Chief Research Officer di Axiom Ai.

Jérôme Legras

di Jérôme Legras

Managing Partner e Head of Research di Axiom Ai

Negli ultimi mesi, la questione dell’esposizione delle banche al credito privato è diventata centrale nel dibattito. Tuttavia, è anche una delle più difficili da affrontare; non tanto per mancanza di trasparenza, quanto per una questione più sottile: cos’è questo ‘credito privato’? 

Una domanda mal posta. In senso stretto, l’intero sistema bancario potrebbe essere considerato una forma di credito privato, poiché il suo modello consiste nel trasformare depositi liquidi in prestiti illiquidi. Una definizione tecnicamente corretta, ma poco utile ai fini dell’analisi.

Nella pratica, il termine viene utilizzato in modo molto più restrittivo, per indicare finanziamenti concessi a imprese più rischiose al di fuori dei bilanci bancari. È proprio questa ambiguità a rendere difficile una valutazione precisa del fenomeno e a generare percezioni spesso distorte.

Esposizione indiretta e fraintesa. Se si adotta questa definizione più operativa, emerge un primo elemento chiave: l’esposizione delle banche europee al credito privato esiste, ma è in larga parte indiretta.

Si realizza attraverso intermediari finanziari non bancari, che raccolgono capitale e lo canalizzano verso le imprese. In questo senso, le banche non finanziano direttamente il credito privato, ma ne sostengono alcune componenti attraverso strutture di finanziamento più complesse.

Tali esposizioni sono generalmente diversificate e organizzate in modo strutturato. In molti casi, risultano quindi più vicine alla finanza strutturata che al credito diretto, con meccanismi di protezione che contribuiscono a limitarne il rischio.

Emergenza

Distribuzione del credito in Europa (dati in mld eur)

Distribuzione del credito in Europa (dati in mld eur)
Fonte: Axiom Ai. Sopra, evoluzione degli erogatori di credito in Europa.

Un sistema in trasformazione. Questa dinamica si inserisce in un’evoluzione più ampia del sistema finanziario europeo. Il ruolo delle banche nel finanziare le imprese si è progressivamente ridotto, mentre mercati dei capitali e operatori non bancari hanno assunto un peso crescente.

Oggi, una quota significativa del credito è erogata al di fuori del sistema bancario, riflettendo una maggiore diversificazione delle fonti di finanziamento. Ciò non implica però un aumento del rischio per le banche: l’esposizione verso il settore non bancario tende a essere più selettiva e, in proporzione, meno rilevante.

Dove si concentra il rischio? Per comprendere la reale esposizione, è necessario distinguere tra diversi canali attraverso i quali il credito privato può interagire con il sistema bancario. L’esposizione verso i fondi appare relativamente contenuta e rappresenta solo una parte marginale del totale. Le istituzioni finanziarie cosiddette ‘captive’ sono invece in larga misura strutture intragruppo, spesso utilizzate per finalità di finanziamento interno, con un ruolo limitato nel credito privato.

La cartolarizzazione rappresenta il principale punto di contatto tra banche e credito privato. Tuttavia, anche in questo caso, le esposizioni nominali possono risultare fuorvianti. Il rischio è infatti concentrato nelle tranche più rischiose delle strutture, mentre le banche tendono a detenere quelle con profili più contenuti.

Questa architettura contribuisce a spiegare perché l’esposizione effettiva al rischio sia inferiore a quanto suggerito da una lettura superficiale dei dati.

Rischi e prospettive. Nel complesso, l’analisi indica che l’esposizione diretta delle banche europee è limitata, mentre quella indiretta, più articolata, è in parte mitigata dalle strutture di finanziamento.

Il credito privato riflette un’evoluzione significativa nei metodi di finanziamento delle imprese e dei mercati. Tuttavia, le evidenze suggeriscono che il rischio sistemico per il settore bancario sia più contenuto di quanto si pensi. Più che fragilità, rappresenta una trasformazione del sistema che richiede un’analisi più sfumata.

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