TM    Novembre 2025

Record di emissioni

Alcuni elementi stanno incidendo ormai da qualche anno sui delicati equilibri del mondo obbligazionario, seminando rischi e incertezza. La geopolitica certamente non aiuta. Un’analisi di Suparna Sampath, Fixed Income Investment Product Specialist, di Vanguard Europe.

Suparna Sampath

di Suparna Sampath

Fixed Income Investment Product Specialist, di Vanguard Europe

Le recenti ondate di emissioni obbligazionarie hanno messo alla prova la capacità di assorbimento dei mercati, mentre la resilienza dell’economia statunitense, le tensioni commerciali e l’incertezza politica in Europa continuano a influenzare il quadro dei rendimenti. In un contesto in cui i tassi rimangono elevati e la volatilità persiste, la diversificazione globale si conferma un elemento chiave.

Emissioni e domanda in evoluzione. All’inizio di settembre si è osservato un forte aumento delle emissioni obbligazionarie globali, sia in Europa che negli Stati Uniti. Questo picco di offerta, tipico del post Labor Day, ha incontrato una domanda molto elevata, con sottoscrizioni da due a 15 volte superiori l’offerta. Tuttavia, i rendimenti hanno continuato a salire, segnalando un equilibrio fragile tra l’abbondanza di nuove emissioni e l’appetito degli investitori.

Il mercato resta in grado di assorbire i volumi, ma l’entità dell’offerta mette alla prova la sua tenuta, in particolare in una fase in cui gli operatori valutano con prudenza le prospettive dei tassi e l’impatto di ulteriori collocamenti.

Resilienza americana e dilemma per la Fed. L’economia statunitense continua a mostrare notevole solidità: la crescita del secondo trimestre è stata rivista al rialzo e il mercato del lavoro rimane robusto. Questa forza sostiene un’inflazione stabile intorno al 3%, un livello che complica le decisioni della Federal Reserve.

Nonostante la tenuta, il mercato prezza aspettative di tagli dei tassi nei prossimi mesi, spinto da segnali di rallentamento nel mercato del lavoro. La Fed si trova così in una posizione difficile, dovendo mantenere la stabilità dei prezzi ed evitare una relativa eccessiva stretta monetaria.

La correlazione nei portafogli

Correlazioni tra asset class con rolling a 3 mesi (dati ultimi 10 anni)

Correlazioni tra asset class con rolling a 3 mesi (dati ultimi 10 anni)
Fonte: Vanguard 2025. Diversificare è sempre la chiave di volta del successo di un portafoglio, anche per quelli più conservativi, come per i bond.

Dazi e pressioni strutturali. L’aumento dei dazi e le tensioni commerciali internazionali hanno riacceso i timori inflazionistici, ma l’impatto sui prezzi al consumo appare graduale. Le imprese americane hanno reagito con strategie di adattamento, accumulando scorte e diversificando i fornitori per ridurre la dipendenza da Paesi soggetti a tariffe più alte, come la Cina.

Questo processo di riorientamento commerciale contribuisce a contenere l’aumento dei prezzi, ma segnala anche l’emergere di pressioni strutturali di medio periodo, legate a un mercato del lavoro teso e a politiche fiscali espansive.

Il Vecchio Continente.In Europa, l’obbligazionario deve fare i conti con un contesto politico e fiscale incerto. Nel Regno Unito i rendimenti a lungo termine restano ai massimi da quasi tre decenni, mentre cresce l’attesa per la legge di bilancio di novembre. In Germania, l’aumento delle emissioni porta a un riprezzamento dei Bund e a una riduzione degli spread, mentre in Francia l’instabilità politica mantiene alta l’attenzione degli investitori.

Nel complesso, le prossime tornate di emissioni saranno un test importante per valutare la solidità della domanda e il grado di fiducia verso i debiti sovrani europei.

Il valore strategico della diversificazione. In un contesto di volatilità e incertezza macroeconomica, la diversificazione globale rimane uno strumento essenziale per la gestione del rischio obbligazionario. Nessun singolo mercato mostra una sovraperformance costante nel tempo, mentre l’esposizione a più aree geografiche e settori consente di ridurre la volatilità complessiva e il rischio idiosincratico.

Un’allocazione ampia a livello globale, soprattutto nel segmento governativo, aiuta a bilanciare le correlazioni con l’azionario e a migliorare la resilienza dei portafogli nel lungo periodo.

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