TM    Settembre 2025

Opportunità Emergenti

Il credito emergente torna a segnalarsi, grazie a fondamentali societari buoni e prospettive macroeconomiche mai così positive. Ottimo il rendimento aggiustato per il rischio. Un’analisi di  Sabrina Jacobs, Senior Client Portfolio Manager del team Emerging Market Fixed Income di Pictet Am.

Sabrina Jacobs

di Sabrina Jacobs

Sabrina Jacobs, Senior Client Portfolio Manager del team Emerging Market Fixed Income di Pictet Am

ln termini di prospettive di crescita macro e fondamentali delle aziende i mercati emergenti non sono mai stati così interessanti. Guardando alle prospettive , ad esempio, sono probabilmente le più positive degli ultimi dieci anni, un periodo dominato dall’eccezionalità degli Stati Uniti, con un flusso costante di capitali che ne ha conseguentemente rafforzato il dollaro. Allo stato attuale ci si aspetta che il Pil degli Emergenti crescerà del 4% quest’anno e anche il prossimo, con un divario di crescita rispetto agli Stati Uniti che si amplierà a 2,8 punti percentuali, rispetto ai soli 1,5 del 2024. Parallelamente anche l’inflazione sta diminuendo, il che potrebbe spingere a tagli dei tassi.

Se a ciò si aggiungono le aspettative di un indebolimento del dollaro, minato dai dazi, una maggiore allocazione in obbligazioni societarie emergenti diventa un’ipotesi non solo di studio. L’opportunità non deve necessariamente comportare un aumento del rischio. Ad esempio, grazie alla crescente domanda da parte degli investitori locali, con l’aumento dei fondi di risparmio locali, il credito societario negli Emergenti è rimasto relativamente stabile anche dopo il Liberation Day. Gli spread rispetto ai Treasury sono aumentati di soli 55 bp durante la prima settimana di aprile, rispetto ai 120 bp dell’high yield americano.

La maggiore resilienza riflette fondamentali più solidi, come un indebitamento più gestibile. Il premio richiesto dalle obbligazioni societarie rispetto al grado di indebitamento (spread per turn of leverage) è elevato sia rispetto a quello delle società statunitensi (per ogni rating a eccezione delle B) sia rispetto allo storico. Ciò significa che gli investitori stanno ottenendo rendimenti interessanti a fronte di un rischio relativamente basso.

Inoltre, la duration è piuttosto bassa nel societario emergente, circa 4-4,5 anni rispetto ai 7 anni dell’Investment Grade americano. Ciò contribuisce ad attenuare eventuali aumenti del ‘term premium’, ovvero l’extra rendimento che gli investitori richiedono per detenere obbligazioni a più lunga scadenza.

Dove vanno i capitali?

Flussi settimanali cumulativi per segmento (usd mld, dal IX-2012)

Flussi settimanali cumulativi per segmento (usd mld, dal IX-2012)
Fonte: Pictet 2025.

L’allineamento di tutti questi fattori favorevoli al credito emergente, si potrebbero sbloccare significativi afflussi verso questa asset class sottovalutata, creando un circolo virtuoso. Questo perché gli investitori retail offshore stanno disinvestendo dal 2021.

Potenziale di crescita interna. In questo contesto, dove si trovano le migliori opportunità? A prescindere dalla risposta, rimane fondamentale diversificare adeguatamente tra Paesi e settori, tenendo un occhio sempre sulla liquidità. A fronte delle notevoli tensioni e grandi incertezze che si stanno propagando dagli Stati Uniti, l’attenzione dovrebbe concentrarsi su quelle regioni dove si trovano mercati che hanno un importante consumo interno. Dunque alcune parti dell’America Latina, dove l’esposizione ai dazi statunitensi è relativamente modesta. Ad esempio, Brasile, Argentina e Perù rientrano in questa categoria. Come plus ci sono anche stretti legami con la Cina e il fatto che diverse Banche Centrali della regione abbiano già potuto avviare un percorso di riduzione dei tassi.

In Argentina, le riforme di Javier Milei stanno migliorando significativamente la situazione economica del Paese, insieme a un nuovo accordo di prestito da 20 miliardi di dollari con l’Fmi e a un calo dell’inflazione. Ciò ha creato opportunità di investimento in alcune società e servizi pubblici argentini quasi sovrani, che hanno aumentato le emissioni.

In Colombia, invece, le turbolenze politiche hanno portato a valutazioni più convenienti. Con un cambiamento di direzione politica alle elezioni 2026 che sembra sempre più probabile, il Paese potrebbe offrire alcune interessanti opportunità nei prossimi 12 mesi, soprattutto perché gran parte del rischio fiscale è già scontato.

C’è del potenziale anche nelle obbligazioni emesse dalle società tecnologiche cinesi, che hanno solide posizioni di cassa nette, prospettive di rating creditizio in miglioramento e valutazioni interessanti. L’Intelligenza Artificiale è una priorità per il governo cinese, il che lascia intendere un contesto normativo favorevole. Al contrario, l’eventuale flessione della crescita globale o un’escalation commerciale potrebbero impattare il metallurgico e il minerario, oltre a conglomerati diversificati in diverse regioni dell’Asia, dunque meglio ridurre l’esposizione.

Oro uzbeko, gas peruviano. Sebbene si possa attribuire grande importanza alla ricerca macro e alle analisi settoriali, a pesare nel caso degli Emergenti sono soprattutto i fondamentali delle singole società che mostrano la capacità di generare rendimenti interessanti adeguati al rischio di credito. Tali dati possono essere colti nei dati di bilancio, e nelle valutazioni delle singole società, con da preferirsi aziende i cui ricavi siano stabili, e protetti dai potenziali dazi.

Lontani dal mainstream e grazie al vantaggio di una visita sul campo, è ad esempio possibile individuare diverse società in Uzbekistan che soddisfano tali requisiti. Il Paese è in gran parte isolato dai dazi (gli Stati Uniti rappresentano solo lo 0,8% delle esportazioni totali), con una crescita del Pil del 6%, riserve valutarie pari a 15 mesi, livelli di debito relativamente bassi al 33% del Pil e un crescente slancio in termini di riforme, compresi i negoziati in corso per l’adesione all’Omc. Analizzando i fondamentali delle società, si vedono alcune valutazioni interessanti e un forte potenziale tra gli emittenti in gran parte statali nell’estrazione dell’oro e del gas.

In America Latina, invece, un esempio è la recente emissione sul mercato primario da parte di un importante produttore di gas peruviano, i cui ricavi sono protetti dai prezzi fissi del gas sul mercato interno e dai contratti take-or-pay che garantiscono volumi minimi per i prossimi tre anni. I bassi costi di estrazione, i ricchi giacimenti di gas e le grandi riserve aumentano l’attrattiva della società a tutti gli effetti un campione locale a bassi costi di produzione. Tali società combinano valutazioni interessanti e fondamentali societari solidi con un contesto macroeconomico positivo e caratteristiche difensive. Nell’ambito di un portafoglio diversificato, possono contribuire a generare rendimenti interessanti adeguati al rischio, sfruttando un contesto sempre più favorevole per il credito dei Mercati Emergenti.

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