TM   Maggio 2025

Opportunità e rischi tematici

Quello degli investimenti tematici è un settore interessante, ma anche potenzialmente molto rischioso, specie nel lungo periodo. La Gestione attiva gioca ancora un ruolo. Un’analisi di Francesca Volpato, Advisor di Lagom Family Advisors.

Francesca Volpato

di Francesca Volpato

Advisor di Lagom Family Advisors

La diversificazione di portafoglio rappresenta uno dei principi cardine dell’investimento finanziario e si realizza distribuendo il capitale tra diverse asset class, settori, aree geografiche e strumenti, al fine di ridurre il rischio complessivo e mitigare l’impatto negativo di eventuali perdite su singoli investimenti. L’asset allocation tematica rappresenta una modalità specifica di diversificazione; l’investitore seleziona temi strutturali e di lungo termine che si ritiene possano guidare la crescita economica futura. Negli ultimi anni, l’asset allocation tematica si è affermata come una delle strategie più discusse tra analisti e investitori. L’obiettivo è identificare i cosiddetti megatrend in grado di generare tassi di crescita e performance di mercato superiori alla media.

Si tratta di tratta di tendenze fortemente influenzate dall’accelerazione del cambiamento tecnologico, dalla crescente importanza della sostenibilità, oltre che, per esempio, da urbanizzazione e frammentazione geo-economica. Lo scopo principale di questo tipo di strategia è investire in azioni i cui rendimenti siano influenzati da forze strutturali di cambiamento, indipendenti rispetto al ciclo economico. Si tratta di trasformare i megatrend tecnologici, ambientali e sociali di lungo termine in opportunità di investimento.

Pictet Asset Management, tra i pionieri  dagli anni Novanta delle strategie azionarie tematiche quale alternativa ai tradizionali portafogli azionari regionali e globali, ha identificato negli ultimi 30 anni alcune aree tra le più dinamiche dell’economia globale: robotica, energia pulita e acqua.

McKinsey Global Institute ha individuato “big arenas of competition”, categorie di industrie destinate a guidare i cambiamenti futuri e a trasformare il panorama societario globale. Tra i settori più promettenti figurano l’Intelligenza Artificiale, la sicurezza informatica, la mobilità aerea del futuro, i farmaci per l’obesità e la robotica. Secondo McKinsey, questi settori potrebbero generare profitti tra i 2 e i 6 trilioni di dollari entro il 2040, con 18 temi in grado di rimodellare l’economia globale e generare ricavi tra i 29 e i 48 trilioni nello stesso arco temporale.

Ubs, tra i “longer term investment themes”, concentra l’attenzione su alcune fondamentali tendenze globali: crescita demografica, invecchiamento e urbanizzazione. Temi come ‘Invecchiare in modo confortevole’, ‘Rivoluzione alimentare’, ‘Diversità e uguaglianza’ e ‘Transizione energetica’ sono considerati motori di crescita di lungo termine. Secondo le Nazioni Unite, la popolazione mondiale è destinata a crescere da 8 a quasi 10 miliardi di persone entro la fine del secolo, con una quota sempre maggiore di persone che vivranno in aree urbane e con una popolazione anziana in costante aumento. Queste dinamiche aprono opportunità per settori come sanità, servizi finanziari, industria alimentare ed energia.

Julius Baer adotta una filosofia d’investimento tematica “Next Generation”, focalizzata su tendenze di lungo periodo come Digital Disruption, Energy Transition, Feeding the World, Future Cities e Future Health. L’approccio mira a cogliere i cambiamenti strutturali e a lungo termine, offrendo vantaggi di diversificazione rispetto a portafogli tradizionali e puntando a rendimenti superiori.

Integrare asset tematici in un portafoglio ben diversificato consente di posizionarsi su questi trend e potenzialmente di migliorare la performance, ma espone anche a rischi specifici legati alla natura spesso concentrata e settoriale di questi temi. Per questa ragione, l’asset allocation tematica dovrebbe rappresentare una componente complementare della strategia generale e affiancare investimenti più tradizionali così da bilanciare volatilità e rendimento atteso.

Ma la selezione tematica rappresenta davvero una strategia vincente?

Il fascino dei megatrend è indiscutibile; tutti vorrebbero individuare la prossima Microsoft, Amazon o Nvidia. Meno evidente, però, è se questa tipologia d’investimento consenta effettivamente di battere il mercato. I dati recenti suggeriscono che pochi temi riescono a superare in modo consistente indici globali come l’Msci World o, per i temi più tecnologici, il Nasdaq. Nel periodo 2020-2024, pochissimi temi hanno fatto meglio dell’indice globale. Non è quindi evidente l’efficacia e la capacità di una strategia basata sulla selezione tematica di sovraperformare.

Un’eccezione significativa, di recente, è stata rappresentata dai semiconduttori, che nel periodo 2020-24 hanno registrato una crescita annua del 25%, superando sia l’Msci World (11%) sia il comparto tecnologico nel suo complesso (20%). I titoli del segmento rappresentano oggi circa il 27,5% dell’indice Msci World It, confermando il ruolo centrale di questo settore nella crescita tecnologica globale.

Nel 2024, gli Etf tematici domiciliati in Europa hanno registrato il primo anno di deflussi netti in un decennio, segno di un raffreddamento dell’interesse dopo il boom post-Covid. Questo calo di interesse è stato particolarmente evidente in ambito sostenibilità, per esempio nella transizione energetica, mentre altri, quali Intelligenza Artificiale, FinTech, big data e robotica, hanno sovraperformato nettamente le azioni globali, beneficiando del boom dell’Ia.

La natura degli investimenti tematici comporta rischi elevati. Secondo uno studio Morningstar, solo il 5% dei fondi tematici esistenti a metà 2009 è riuscito a sopravvivere e a sovraperformare un benchmark azionario globale nei successivi 15 anni. Inoltre, il 68% dei fondi tematici lanciati nello stesso periodo è stato chiuso entro la metà del 2024, evidenziando un alto tasso di abbandono e la difficoltà di individuare trend vincenti nel lungo periodo. Gli investimenti tematici possono in alcuni casi sì offrire rendimenti superiori all’Msci World, ma sono anche caratterizzati da elevata volatilità e rischio di insuccesso nel lungo periodo.

Il fascino dei megatrend è indiscutibile; tutti vorrebbero individuare la prossima Microsoft, Amazon o Nvidia. Meno evidente, però, è se questa tipologia d’investimento consenta effettivamente di battere il mercato. I dati recenti suggeriscono che pochi temi riescano a farlo»

Una domanda chiave per l’investitore, nel processo di asset allocation, è quindi se sia preferibile puntare su settori di nicchia, su prodotti a focus tecnologico più ampio, o su un mix di entrambi.

Il mercato offre oggi una vasta gamma di strumenti che consentono di investire in modo capillare su molteplici tematiche, permettendo una diversificazione più mirata. Tuttavia, la scelta tra specializzazione tematica e approccio generalista va calibrata in base agli obiettivi di rischio/rendimento e all’orizzonte temporale dell’investitore.

L’asset allocation tematica rappresenta una frontiera interessante e potenzialmente redditizia, ma non priva di sfide. Se da un lato i megatrend offrono opportunità di crescita e diversificazione, dall’altro la capacità di sovraperformare gli indici di mercato è tutt’altro che scontata.

Il successo dipende dalla selezione, dal timing e dalla capacità di integrare queste strategie in un portafoglio ben bilanciato. In un contesto di mercato sempre più complesso, la combinazione tra visione tematica e approccio tradizionale può offrire agli investitori la flessibilità necessaria per affrontare le sfide e cogliere le opportunità del futuro.

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