TM   Febbraio 2024

Lavorare in una nuova dimensione

Il futuro del lavoro da remoto al termine dell’emergenza pandemica appare quanto meno incerto, diverse le esigenze di imprese e collaboratori, urgente la necessità di trovare soluzioni di lungo periodo. Ma cosa può fare il Ticino in questo ambito? 

di Emanuele Pizzatti

Giornalista

Nel frenetico mondo digitale di oggi, il concetto di ufficio tradizionale sta rapidamente evolvendo, anche grazie all’apporto di società grandi e piccole. Tra queste Alterland, un’impresa visionaria concentrata nel segmento del lavoro a distanza. Nata dallo spirito innovativo di Dorota Sedek, trascende i limiti tradizionali degli spazi di lavoro fisici creando un ambiente virtuale coinvolgente, una vera e propria metropoli digitale immersa in una valle svizzera virtuale.

La genesi. Alla base di tutto, un’idea semplice ma potente: colmare il divario tra il mondo del lavoro fisico e quello virtuale. «Osservando le sfide del lavoro a distanza, dalla mancanza di impegno agli ostacoli alla collaborazione, abbiamo immaginato una piattaforma che non solo risolvesse questi problemi, ma migliorasse anche la produttività e le dinamiche del team.

Un ‘ufficio’ in Alterland
A lato, un ‘ufficio’ in Alterland.

All’epoca, gestivo una società di consulenza e interagivo con i clienti principalmente da remoto. Mi occupavo prevalentemente di formazione manageriale e leadership, ma online i partecipanti potevano acquisire solo una parte delle competenze che avrebbero potuto sviluppare in presenza», esordisce così Dorota Sedek, Ceo e fondatore di Alterland.

È stata questa l’idea sulla cui base si è poi formato il progetto, trovare una via che unisse i vantaggi delle due diverse modalità. «L’obiettivo era elaborare una modalità che rispecchiasse il più fedelmente possibile l’esperienza del mondo reale. Una soluzione che permettesse ai dipendenti e ai loro datori di lavoro di raggiungere i massimi livelli di produttività, senza perdere tempo con gli spostamenti, mantenendo l’equilibrio tra lavoro e vita privata e rispettando l’ambiente», prosegue la fondatrice.

Al centro della piattaforma si trovano dunque degli uffici virtuali, progettati per replicare e migliorare l’esperienza dell’ufficio reale. «Questi spazi sono più che semplici repliche digitali: sono centri di collaborazione, creatività e innovazione. L’uso della realtà virtuale offre un livello di immersione senza precedenti, rendendo le interazioni più intuitive e coinvolgenti. L’integrazione dell’intelligenza artificiale, come la funzione Smart Note, ottimizza i flussi di lavoro, mentre la tecnologia blockchain garantisce sicurezza e affidabilità», sintetizza Sedek.

In linea di principio si potrebbe dunque arrivare a sostituire l’ufficio tradizionale con uno più alternativo e completamente virtuale, risparmiando in termini di costi, e affidandosi alla tecnologia, dall’Intelligenza Artificiale alla blockchain. Ma con quali effetti in termini di cultura del lavoro? «È sicuramente un ambito particolarmente sollecitato da questa evoluzione del modello tradizionale. Fornendo una piattaforma in cui i team possono interagire da remoto in un ambiente realistico, supera i divari geografici e promuove un senso di comunità e appartenenza. Questo non solo aumenta la produttività, ma anche il benessere dei dipendenti, un fattore cruciale nel luogo di lavoro moderno», riflette la fondatrice.

Aleksandra Miklaszewicz, Mateusz Michalczyk, Bartlomiej Padamczyk, Dorota Sedek, Wojciech Gorecki, Tomasz Agacki. Il nucleo originale di sviluppatori
Aleksandra Miklaszewicz, Mateusz Michalczyk, Bartlomiej Padamczyk, Dorota Sedek, Wojciech Gorecki, Tomasz Agacki. Il nucleo originale di sviluppatori.

Per certi versi adottare un tale approccio su più ampia scala potrebbe anche avere dei benefici in termini ambientali, almeno per quanto riguarda la necessità di spazi fisici destinati a uffici, che in questo modo potrebbero essere ridotti. Sul fronte opposto da soppesare ci sarebbe sicuramente l’importante consumo di energia da parte di tutte le tecnologie impiegate, oltre ai potenziali rischi psicologici, ad esempio di alienazione, del personale coinvolto. Pro e contro, come in qualunque evoluzione.

Il team. L’efficacia della piattaforma è provata quotidianamente da un testimonial d’eccezione: l’intera squadra di Alterland. «Siamo un team piccolo, ma affiatato di 20 professionisti molto diversi tra loro, che ben riflettono i principi promossi dalla piattaforma. Operiamo tutti e sempre da remoto, interagendo tra noi senza difficoltà, nonostante il team sia composto da programmatori, gamer, artisti, analisti, manager, per un totale di oltre 300 anni di esperienza cumulata», mette in evidenza Sedek.

Del resto, la Ceo e fondatrice da sola vanta oltre 16 anni d’esperienza in ruoli manageriali, con team da 4 a 500 persone. È business coach dal 2016, e tiene regolarmente workshop di gestione per le aziende. Oltre a un master e un Mba, ha condotto studi post-laurea in psicologia aziendale, oltre a un dottorato in management.

L’uso della realtà virtuale offre un livello di immersione senza precedenti, rendendo le interazioni in un ambiente digitale più intuitive e coinvolgenti. L’integrazione dell’Ia, come la funzione Smart Note, ottimizza i flussi di lavoro, mentre la Blockchain garantisce sicurezza e affidabilità

Dorota Sedek

Dorota Sedek

Ceo e fondatore di Alterland

Sfide e potenziale. Con un mercato target che abbraccia vari settori, dall’istruzione alla vendita al dettaglio, Alterland si inserisce nel fiorente mercato della realtà virtuale e aumentata. «Con il diffondersi del lavoro a distanza, la domanda di soluzioni innovative come la nostra è destinata ad aumentare. In prospettiva, la piattaforma non è solo posizionata per la crescita, ma ambisce a definire il futuro del lavoro a distanza, e la concezione stessa degli spazi di lavoro. Vuole essere in tutti i sensi un passo in avanti nella ricerca di un futuro più connesso, sostenibile e produttivo, dunque migliore. Un futuro non più così lontano», nota la fondatrice.

Il fatto che la start up operi comunque dal Ticino lascia grandi speranze all’economia cantonale, dalla creazione di nuovi posti di lavoro ad alto valore aggiunto, a uno sviluppo futuro completamente diverso del mercato del lavoro. Il successo della stessa sarebbe un’importante pubblicità per l’intero territorio.

«La natura innovativa del progetto, ulteriormente sostenuta dalla collaborazione con le università locali, potrebbe creare un brand per il Ticino quale polo di nuove tecnologie e innovazione. A sua volta, il riflesso di Alterland della valle svizzera nella realtà virtuale promuoverà ulteriormente la bellezza del nostro Paese. La crescita della nostra piattaforma si allinea perfettamente agli obiettivi ambientali che si è posto il Consiglio federale, riducendo l’impronta di carbonio e promuovendo pratiche sostenibili», conclude Dorota Sedek.

Tra i prossimi passi che Alterland ha intenzione di muovere si trova l’espansione della città virtuale in nuovi distretti. Ognuno dei quali offrirà nuove funzionalità che rispecchieranno le esigenze di altri settori, con l’istruzione online e gli eventi che saranno i primi a essere lanciati. Il lavoro a distanza è solo l’inizio di una rivoluzione incentrata su una presenza sempre più importante della realtà virtuale, e pur essendo già oggi utilizzato in molti settori, la tecnologia sta iniziando solo ora ad accelerarne lo sviluppo.

Nel 2030, il lavoro subirà notevoli cambiamenti grazie a tecnologie emergenti e modelli di lavoro ibridi, richiedendo maggiori investimenti tecnologici e una stretta collaborazione tra imprese e leader dell’It. Si prevede che la spesa in It supererà i 4,6 trilioni di dollari entro due anni, con un aumento annuo del 5%. Investire in tecnologie di collaborazione, gestione degli spazi e monitoraggio della salute diventa quindi cruciale per garantire la sicurezza dei dipendenti e un’esperienza lavorativa senza soluzione di continuità.

La Future of Work 100, una classifica di start up che stanno rivoluzionando gli ambienti di lavoro, include 64 aziende valutate oltre 1 miliardo di dollari, 20 “stelle nascenti” e 16 “emergenti”. Queste aziende, provenienti da 16 Paesi e appartenenti a diverse categorie, affrontano sfide fondamentali per promuovere forze lavoro sostenibili. Le tendenze emergenti indicano una natura globale del lavoro, con una crescente attenzione alla gestione del talento e una forte diversificazione geografica delle start up. L’industria affronta sfide di valutazione, ma il potenziale di crescita e innovazione rende gli investimenti nel settore del lavoro promettenti per il futuro.

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