TM    Ottobre 2025

La finanza nuova

L’industria finanziaria sta evolvendo, ed è particolarmente impattata da tre megatrend che nell’arco di qualche anno ne ridefiniranno i connotati. Come trarne profitto già oggi? Un’analisi di Patrick Lemmens, Portfolio Manager della strategia Robeco New World Financials.

Patrick Lemmens

di Patrick Lemmens

Portfolio Manager della strategia Robeco New World Financials

Il settore finanziario sta vivendo una trasformazione profonda, spinta da tecnologia, demografia e geopolitica, con tre trend di lungo periodo destinati a crescere: aging finance, emerging finance e digital finance.

Il 2025 si è rivelato finora un anno impegnativo per gli investitori con portafogli globali, tra l’indebolimento del dollaro statunitense, l’aumento delle aspettative d’inflazione e l’inasprirsi delle tensioni geopolitiche. Nonostante ciò, i titoli finanziari hanno mostrato una notevole solidità. La nostra attenzione si concentra sui trend strutturali di crescita, fattori che offrono maggiore coerenza e durata rispetto alla volatilità degli utili trimestrali. Seguiamo i fondamentali che guidano la creazione di valore: crescita degli utili e del valore contabile.

Aging finance. L’invecchiamento della popolazione e il calo dei tassi di natalità aumentano la pressione sui sistemi pensionistici pubblici, spostando la responsabilità della previdenza dallo Stato e dalle imprese verso i singoli individui. Questa transizione genera una domanda crescente di prodotti innovativi per il risparmio, l’investimento e la protezione. L’industria del Wealth Management, dell’Asset Management e delle assicurazioni ha già sviluppato una gamma di soluzioni, ma il gap previdenziale rimane ampio e rappresenta un’importante opportunità di crescita, in particolare nei mercati privati.

Tra il 2023 e il 2028 la crescita dei ricavi dell’Asset Management proverrà in gran parte dagli investimenti alternativi, stimati in aumento dell’11,5% annuo fino a rappresentare quasi la metà dei ricavi complessivi. I mercati pubblici cresceranno invece più lentamente. Anche fusioni, acquisizioni e Ipo offrono sostegno, soprattutto negli Stati Uniti, a vantaggio di banche d’investimento e gestori alternativi. Dopo un 2024 debole, le assicurazioni vita sono attese in ripresa grazie a partnership con asset manager e a una maggiore domanda di prodotti previdenziali in Asia, Europa e Stati Uniti, con effetti positivi sugli utili nei prossimi tre anni.

Emerging finance. Un ulteriore sostegno alle performance del settore proviene dall’alleggerimento regolamentare per banche, assicuratori e FinTech. Non si tratta soltanto di requisiti patrimoniali meno stringenti, ma anche di riforme volte a ridurre i costi, rafforzare il capitale ed efficientare la compliance.

Negli Stati Uniti il Genius Act, approvato a luglio durante la cosiddetta crypto week, ha segnato un passo importante verso l’adozione degli asset digitali e la transizione dei servizi finanziari dall’online all’on-chain. L’Europa aveva già introdotto il regolamento MiCa nel 2023. Una maggiore chiarezza giuridica e policy framework costruttivi a livello globale favoriranno ulteriormente la diffusione di stablecoin e criptovalute.

Digital finance. Nella digital finance i trend più significativi riguardano la diffusione di metodi di pagamento alternativi, la crescita dei digital wallet e dei servizi buy-now-pay-later, nonché l’aumento dell’attività sui mercati dei capitali. Il settore sta vivendo anche un rinnovato interesse per le Ipo, con quotazioni recenti di società come Klarna e Chime Financial.

Dopo l’approvazione del Genius Act e un intervento del presidente della Sec Paul Atkins intitolato American Leadership in the Digital Finance Revolution, si è registrata un’ondata di nuove quotazioni nel comparto degli asset digitali, tra cui quelle di Circle, Bullish e Figure.

What’s next. La trasformazione del settore finanziario sta accelerando. Aging finance, emerging finance e digital finance offrono ciascuno opportunità di crescita specifiche. Gli investitori dovrebbero concentrarsi sui trend strutturali e sulle società meglio posizionate per cogliere queste opportunità, pur mantenendo un’attenzione costante ai pur presenti rischi macroeconomici oltre che alle evoluzioni regolamentari.

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