Si prevede che nel 2026 i mercati saranno trainati da diversi fattori chiave, con il settore tecnologico statunitense che rimarrà in prima linea. I giganti del settore, come Microsoft, Alphabet, Meta e Amazon, hanno in programma di investire oltre 500 miliardi di dollari entro l’anno, principalmente in infrastrutture di intelligenza artificiale. Questo investimento senza precedenti non solo dimostra la fiducia nella crescita a lungo termine dell’Ia, ma pone anche le basi affinché l’innovazione tecnologica continui a trainare sia la performance dei mercati che gli aumenti di produttività nell’economia in generale. I solidi risultati trimestrali del settore, che hanno costantemente superato le aspettative, sottolineano il suo robusto contributo, che attualmente rappresenta oltre un quarto della crescita complessiva degli utili negli Stati Uniti.
Un altro fattore significativo sarà la politica monetaria statunitense. L’attuale incertezza sulla futura composizione del board della Federal Reserve e sulla nomina del prossimo presidente sta creando un contesto in cui gli operatori di mercato sono fortemente concentrati sull’orientamento del post-Powell. Il consensus sconta un notevole allentamento monetario per il 2026, che potrebbe sostenere ulteriormente gli asset rischiosi, soprattutto se la crescita economica rimarrà resiliente. Tuttavia, la credibilità della futura leadership della Fed sarà fondamentale; qualsiasi nomina percepita come un indebolimento della sua indipendenza potrebbe provocare una rinnovata volatilità, in particolare per il dollaro.
Anche le dinamiche inflazionistiche giocheranno un ruolo fondamentale. Sebbene si preveda che i dazi contribuiranno a un aumento dell’inflazione (tra lo 0,4 e lo 0,8% per il 2025), i miglioramenti in altri settori, come quello degli affitti, stanno contribuendo a tenere sotto controllo l’inflazione complessiva. Il mercato monitorerà attentamente l’interazione tra le tendenze inflazionistiche e le risposte politiche, poiché questa relazione avrà implicazioni dirette sulle valutazioni degli asset e sul sentiment degli investitori.
Opportunità e rischi. Dal punto di vista delle opportunità, il settore tech continua a distinguersi come motore principale della crescita, sostenuto sia da sostanziali Capex che da un forte slancio degli utili a livello globale.
Inoltre, la stabilizzazione delle pressioni inflative e la prospettiva di un allentamento monetario nel 2026 sarebbero di sostegno per le azioni. I mercati emergenti continuano a rappresentare un’area di interesse significativa sia nell’azionario che nell’obbligazionario. Se gestiti in modo appropriato, questi investimenti possono contribuire positivamente a portafogli ben diversificati. L’oro e le attività correlate dovrebbero essere mantenuti come fonte di diversificazione per un’allocazione modesta all’interno di portafogli bilanciati, data la probabilità che i rischi geopolitici persistano.
Tuttavia, permangono dei rischi, soprattutto legati all’incertezza politica. Il ritardo nella pubblicazione dei dati macro ufficiali a causa dello shutdown ha già contribuito ad aumentare la volatilità dei mercati, poiché gli investitori si affidano a indicatori alternativi che possono dare segnali contrastanti. La possibilità di un ulteriore stallo politico o di nomine controverse alla Fed potrebbero minare la fiducia dei mercati e portare a un indebolimento del dollaro. Le valutazioni elevate del mercato statunitense (con un Eps a 12 mesi pari a circa 23x) suggeriscono inoltre che qualsiasi delusione in termini di utili o dati macro potrebbe innescare correzioni. Inoltre, non si può ignorare il rischio di effetti ritardati dei dazi.
Tendenze. Guardando al futuro, diverse tendenze potrebbero plasmare il panorama di mercato nel 2026. La trasformazione digitale dei settori industriali, accelerata dagli investimenti in Ia, rimarrà una forza dominante, non solo nella tecnologia ma anche in settori quali la sanità, i servizi finanziari e la produzione. Le aziende che riusciranno a integrare con successo l’intelligenza artificiale e l’automazione nelle loro operation saranno in una posizione migliore per migliorare i margini e conquistare quote di mercato.
Un’altra tendenza da tenere d’occhio è il continuo adeguamento della politica monetaria. Se l’atteso allentamento dovesse concretizzarsi, i mercati sviluppati non statunitensi e alcuni mercati emergenti potrebbero diventare ancora più attraenti, soprattutto se il dollaro statunitense dovesse indebolirsi a causa dei cambiamenti nella politica della Fed o dell’incertezza sulla leadership. Le strategie di copertura valutaria potrebbero contribuire a mitigare i rischi associati alla volatilità del dollaro.
Nel reddito fisso, si continua a vedere valore nelle obbligazioni del Vecchio Continente, italiane e spagnole con scadenza 5-7 anni per le operazioni di carry trade, data la ripidità della curva. Questo dovrebbe essere gestito in modo opportunistico piuttosto che trattato come una chiara tendenza dei tassi.
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