TM    Marzo 2026

Il rally indiano è qui

Il Subcontinente si sta muovendo in ambito di Ai, con una politica chiara per stimolare investimenti e innovazione. Le premesse ci sono tutte perché i risultati arrivino presto. L’analisi di Alessandro Beggio, Ceo e fondatore di Vector Wealth Management.

Alessandro Beggio

di Alessandro Beggio

Ceo e fondatore di Vector Wealth Management

L’India punta a diventare una potenza dell’Intelligenza Artificiale. E all’Ai summit di febbraio ha mostrato i muscoli: all’evento hanno partecipato numerosi leader politici assieme ai vertici delle principali aziende tecnologiche globali, da Sam Altman, Ceo di OpenAi, all’Ad di Google Sundar Pichai e il Ceo di Microsoft Satya Nadella. E non è un caso che Blackstone, leader mondiale tra i Gestori di asset alternativi, stia investendo pesantemente sul binomio India e innovazione. Il mese scorso, il Gruppo, insieme a fondi di Private Equity affiliati e co-investitori, ha guidato un’operazione che ha permesso a Neysa di raccogliere fino a 1,2 miliardi di dollari tra equity e debito.

La Start up indiana, in particolare, offre a imprese ed enti governativi servizi cloud, infrastrutture, risorse Gpu (Graphics Processing Unit) e applicazioni per l’Intelligenza Artificiale, senza dover comprare o gestire server propri. Le realtà che ad oggi utilizzano le sue soluzioni operano in diversi settori, tra cui servizi finanziari, tecnologia, sanità e servizi pubblici. È importante ricordare che, con la crescente fame di Ai, si stanno creando delle limitazioni nell’offerta di chip specializzati e nella capacità dei data center necessari per addestrare ed eseguire modelli di grandi dimensioni. Startup come Neysa hanno deciso di rispondere proprio a questa mancanza.

Le risorse raccolte serviranno dunque per accelerare lo sviluppo delle tecnologie necessarie, dispiegando per esempio oltre 20mila Gpu in India, e l’aumento della base clienti. Come ampiamente riportato da TechCrunch, Ganesh Mani, amministratore delegato di Blackstone Private Equity, ha affermato che, attualmente, si stima che in India siano installate meno di 60mila Gpu e prevede che tale cifra aumenterà di quasi 30 volte nei prossimi anni, superando i 2 milioni.

Amit Dixit, responsabile dell’Asia Private Equity presso Blackstone, ha invece voluto chiarire che “negli ultimi due decenni ci siamo impegnati a costruire aziende che contribuiscono allo sviluppo dell’India” che si conferma essere un “mercato chiave per Blackstone”.

La Start up indiana Neysa offre a imprese ed enti governativi servizi cloud, infrastrutture, risorse Gpu e applicazioni per l’Intelligenza Artificiale, senza dover comprare o gestire server propri. Le realtà che ad oggi utilizzano le sue soluzioni operano in diversi settori, tra cui servizi finanziari, tecnologia, sanità e servizi pubblici

Mentre Sharad Sanghi, cofondatore e Ceo di Neysa, ha sottolineato che “l’ambizione dell’India nell’ambito delle applicazioni di Intelligenza Artificiale richiede infrastrutture di livello produttivo costruite e gestite su larga scala. Neysa si concentra nel fornire il livello esecutivo del calcolo sovrano, abilitando la ricerca e l’adozione dell’Ai in linea con gli obiettivi della IndiaAi Mission”.

Il manager ha poi aggiunto che “la Start up mira a garantire prestazioni certe e sicurezza dei dati, permettendo a imprese, hyperscaler e laboratori globali di Ai di distribuire e scalare infrastrutture affidabili in India. Con l’esperienza di Blackstone nella scalabilità di infrastrutture critiche, puntiamo a posizionare l’India come destinazione globale rilevante per il calcolo Ai”. Tra gli altri investitori azionari in questa operazione vi sono Teachers’ Venture Growth, Tvvs Capital, 360 One Assets e Nexus Venture Partners. Mentre nella lista degli investimenti chiave di Blackstone e degli affiliati nel comparto tech e Ai figurano Qts, tra le più grandi piattaforme di data center al mondo, AirTrunk, principale piattaforma di data center nella regione Asia-Pacifico, CoreWeave, azienda specializzata in infrastrutture cloud, e Firmus, piattaforma australiana di infrastruttura Ai.

A livello di mercato, il settore Ai indiano si prevede che crescerà da 6 miliardi di dollari nel 2024 a quasi 32 miliardi di dollari entro il 2031, sostenuto da un ecosistema open source ampio e in rapida espansione. Sono i numeri del report AI for Economic and Social Good in India, rilasciato di recente dalla Linux Foundation Research in partnership con Meta. Secondo la ricerca, l’approccio che sta tenendo il subcontinente indiano rispetto all’Ai pone l’accento sulla crescita guidata dall’innovazione, sulla preparazione della forza lavoro e sulle infrastrutture pubbliche digitali, offrendo un modello per le economie emergenti a livello globale. Le politiche a favore dell’innovazione e la collaborazione tra pubblico e privato stanno contribuendo ad accelerare l’adozione dell’Ai, ampliando al contempo l’accesso alle competenze, agli strumenti e alle opportunità.

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