TM    Maggio 2026

Il presente anteriore

Leggere il mondo, recepirne gli stimoli, decodificarne i segnali sul dove stia andando non è mai stato più importante. Eppure come? Un libro potrebbe essere l’inizio di… altro. L’Opinione di Francesco Pagano, azionista di Tokenance, e Senior Partner di Jakala.

Francesco Pagano

di Francesco Pagano

azionista di Tokenance, Senior Partner di Jakala, Contributor de Il Sole 24 Ore

Credo di condividere il pensiero di tanti ‘anta’ (gli over 40) nel dire che sono troppo vecchio per capire i trend, in un mare di micro-video su TikTok e di slang che cambiano ogni mese. In realtà, non sono mai stato giovane e in sintonia con il polso dell’oggi. Mai. Il mio era un mondo fatto di concentrazione di media e distribuzione, che dava un’illusione di potere e controllo. Appartengo ai Mad Men, quelli del marketing fatto alla vecchia maniera.

I miei 25 anni e passa da professionista di business sono stati costellati da enorme fatica e tanti errori nel leggere il presente. Mi piacerebbe vantarmi di epifanie memorabili, di nuove tendenze e prodotti capaci di parlare al cuore di intere generazioni di consumatori. Non è accaduto. Non senza tempo, metodo e disciplina, o molti fallimenti. Non c’è mai stata l’illuminazione immediata e definitiva, da Nobel. No, il business e il marketing che funzionano davvero sono costruiti in altro modo.

Persone tramonto

Mi sarebbe tanto piaciuto avere il manuale di Raffaele Bifulco e Anna Paterlini, e della loro squadra di Newu, per imparare per bene la coniugazione del presente. Per capire quello che poi diventa passato prossimo o remoto, e quello che è destinato a plasmare il futuro. Si tratta di una lettura che può alleggerire le pene dei più senior e preparare i professionisti di marketing in erba alle sfide di domani.

Quando lavoravo sul food, sia in Italia che all’estero, in un’azienda privata e poi in una public company americana, abbiamo faticato e non poco a comprendere come le proteine, il desiderio di longevity, più dell’appagamento fisico ed emozionale tipico della Gen-X, e un approccio più funzionale al cibo avrebbero cambiato gusti e consumi. Chi avrebbe mai pensato di mettere delle proteine in bevande, yogurt, pasta e snack? Chi avrebbe mai pensato ai rischi dell’obesità con un’incidenza tale sulla popolazione da mettere in discussione la salute pubblica?

Le persone volevano altro, da noi e dai nostri concorrenti. La loro vita chiedeva qualcosa di più complesso, ma il mio mondo era statico e prevedibile. Non c’era una metodologia che facesse capire il contesto, c’erano solo le quote di mercato, esagero. Non si sgarrava, che bisogno c’era di capire il mondo? Vendevamo cibo, o no?

La stessa cosa è accaduta nel mondo della moda e degli accessori. Sono entrato in un mercato di loghi ed eleganza, dove la forma era tutto, per ritrovarmi in un mondo fatto di umani, che chiedevano più comfort e soluzioni polivalenti. Nessuno indossava sneaker, smart device e soft pants quando ho cominciato. Nessuno indossava altro, quando ho lasciato l’industry. Come abbiamo fatto a non accorgercene fin dall’inizio? I segnali c’erano.

Lavorando in questi ultimi anni su tecnologia e finanza alternativa, sta diventando evidente che c’è un movimento centripeto che sta rendendo pagamenti e moneta delle commodity, bypassando banche e istituzioni tradizionali. Un intero settore è sotto attacco, le persone vogliono decidere istantaneamente dei propri soldi, senza filtri, dazi e gabelle inutili. La tecnologia è sempre liberatoria e distribuisce più equamente responsabilità e ricompense.

Se è il mio corpo, se è la mia vita, se è la mia maniera di usare moda e accessori per esprimermi e se sono i miei soldi, ho bisogno di prodotti e servizi che mi aiutino ad accrescere il valore di quello che faccio, per me e nel mio network. Ho bisogno di soluzioni che accrescano la mia social currency, e non quella dell’azienda che ho scelto.

Capire il presente, coglierne i trend in modo sistematico, professionale e profondo, sarà sempre più vitale per qualsiasi azienda o imprenditore. Il lavoro di Bifulco, Paterlini & Co è cultura e un rituale di pensiero e azione, per stare al passo.

Tecnologie, come l’Ai, aiuteranno di sicuro. Ma ci vuole a monte una bussola, o un compass, per usare il gergo di questo libro, per navigare l’oggi. Mi sento un po’ più giovane, dopo averlo letto, non perché il mondo sia diventato meno complicato, ma perché mi vengono attivati degli istinti e dati degli attrezzi per trasformare un business in servizio e mettere le persone e le loro storie al centro di quello che faccio.

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