Ho incontrato Guido Buehler al ‘Top Marques’ di Montecarlo, dove stava partecipando a uno degli eventi di Zondacrypto, l’exchange che opera su più mercati, di cui è membro del board dall’ottobre 2023. È un veterano dell’industria finanziaria, che si è trasformato in imprenditore e consulente, ed è ora attivo in diversi settori di cui cerca di aprire i confini e democratizzare l’accesso.
Ma un passo indietro. Buehler ha sempre amato la tecnologia e le attività associate alla velocità, come il trading. Ha iniziato in Ubs, come Junior Trader, per divenirne in 11 anni Managing Director nell’Assets Servicing. «Ho usato programmi informatici nuovissimi, all’epoca, come Lotus, per capire automaticamente la posizione della banca o la redditività del suo portafogli di trading. E molti altri stack tecnologici, applicati ad esempio alla bilancia dei crediti. Poi sono passato ai derivati, soprattutto legati al forex. Mi piaceva il modo in cui la tecnologia poteva sconvolgere i processi e i modi di lavorare tradizionali», precisa Buehler.

Ha poi deciso di fondare un proprio Family Office, insieme a un partner, con investimenti, ancora una volta, incentrati sulla tecnologia. Una passione del 2017 era la blockchain, e la Svizzera il terroir giusto. «Mi sono occupato di blockchain e criptovalute e ho cercato di essere il padre intellettuale della prima banca cripto del Paese, chiamata Seba, ora Amina. Quello che mi piaceva era la sovrapposizione, o meglio l’adattamento, tra finanza e blockchain. Ho raccolto 100 milioni di franchi in tre mesi e ho creato la banca in undici, compresa la richiesta di licenza bancaria. È stato uno sprint, molto simile a quello di una start up. Analogamente all’Internet of Value o al Web 3, la blockchain disintermedia l’industria finanziaria, avvicinandosi alle esigenze delle persone e coinvolgendole le spinge a far crescere il valore della rete».
Buehler è più un architetto che un filosofo della tecnologia. Per aziende come Zondacrypto, contribuisce alla strategia e al posizionamento. «Blockchain è in grado di ottimizzare il settore finanziario e la sua infrastruttura, a vantaggio dei clienti retail. La maggior parte dei board delle banche tradizionali non vede le cripto per il loro vero valore, l’interconnettività, che cambia tutto», afferma Buehler.
È anche membro della Swiss Blockchain Federation, che ha redatto un Manifesto con l’obiettivo di far crescere l’ecosistema, creando ponti tra imprese, regolamentazione e politica. «L’innovazione guida il progresso. Con la blockchain si utilizzano i mercati dei capitali solo come misura, in modo da passare direttamente dal servizio al commercio. È la frazionalizzazione, la decentralizzazione che conta. Ad esempio, prendiamo la tokenizzazione di una casa, il cui risultato è la comproprietà diffusa. Livella il campo di gioco e democratizza l’investimento», afferma Buehler.
La sensazione del Manifesto è che la Confederazione stia perdendo terreno a favore di altri, ma il Governo decentralizzato della Svizzera sembra essere la culla naturale per questa rivoluzione.
Buehler sta lavorando per Zondacrypto, aumentandone il capitale strategico e la visibilità, ma si occupa anche di start up come Swica, attiva in Sri Lanka, che promuove programmi di micro-risparmio per le persone che hanno appena raggiunto un reddito accettabile, basati proprio sulla blockchain. Oppure un’impresa immobiliare e di sviluppo chiamata Lake Pavilion, che fonde design minimalista, tocco italiano e fitness, creando spazi abitativi e lavorativi belli e olistici, in collaborazione con Molteni ed Enea. Il suo desiderio? «Dobbiamo passare dalla speculazione all’adozione. Gli attori dell’infrastruttura, in primis, devono alzare il tiro. La tentazione del denaro non può offuscare tutto il resto. La tecnologia è troppo potente per essere usata come scorciatoia», chiude Buehler.
Proprio come sostenuto da Yat Siu, il fondatore e il cuore di Animoca Brands, l’ecosistema blockchain ha bisogno di nuove regole, che diano impulso all’innovazione, ma anche di attori virtuosi, che rispettino ciò che la blockchain fa al meglio, ovvero creare valore condiviso, con inclusività, efficienza e impatto. Possiamo farcela; questo sembra essere il messaggio di uno dei padrini della cripto.
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