TM   Settembre 2025

1 equilibrio, 3 generazioni

A dipendenza della generazione il sentiment del sistema previdenziale svizzero, a tre pilastri, cambia molto. Sempre più scelte sono lasciate al cittadino, ma come scegliere?Un’analisi di Antonio Viggiani, Head Portfolio Management e membro dell’Executive Board di Lfg+Zest.

Antonio Viggiani

di Antonio Viggiani

ead Portfolio Management e membro dell’Executive Board di Lfg+Zest.

La previdenza è da sempre percepita in Svizzera come un punto fermo: un sistema robusto, fondato sui tre pilastri, che da decenni garantisce protezione e stabilità. Tale modello si trova però oggi a fronteggiare uno scenario nuovo. Un elemento chiave è che lo stesso sistema previdenziale viene vissuto in modo molto diverso da tre generazioni: chi è già in pensione, chi è in procinto di entrarci e chi è invece ancora molto lontano. Comprenderne le dinamiche e i comportamenti può però raccontare molto anche di come stia evolvendo il rapporto tra cittadino e Stato sociale.

Un confronto generazionale. I pensionati attuali, tra i 70 e i 90 anni, hanno molto spesso optato per la rendita vitalizia. Una scelta che, fino a pochi anni fa, assicurava tranquillità e prevedibilità. Oggi, però, l’erosione del potere d’acquisto e il rallentamento nella rivalutazione delle rendite iniziano a metterla in discussione. I pensionandi, tra i 55 e i 65 anni, si trovano di fronte a una decisione: prelevare il capitale, optare per la rendita o scegliere un ibrido. Una scelta che comporta non solo conseguenze economiche, ma anche un carico cognitivo importante e che spesso viene affrontata con spensieratezza.

Infine, i futuri pensionati, tra i 30 e i 50 anni, vivono in una sorta di sospensione. Molti si affidano passivamente ai contributi obbligatori, confidando nel fatto che il sistema continuerà a funzionare. Il rischio non è tanto quello di una scelta sbagliata, ma di non farne alcuna.

Liberi, forse troppo?

Quota di averi del II pilastro ritirati al pensionamento per anno

Quota di averi del II pilastro ritirati al pensionamento per anno
Fonte: dati Publica 24. Le riscossioni del II pilastro nel tempo.

Il paradosso della libertà. Publica, l’Istituto federale di previdenza della Confederazione Svizzera, è uno dei maggiori Istituti del Paese, con oltre 69mila assicurati attivi e quasi 42mila beneficiari di rendita (dato 2024), gestendo i beni previdenziali del personale della Confederazione, enti parastatali e organizzazioni affiliate. Secondo lo studio Annuity or Lump Sum?, nel 2023 il 57% degli assicurati ha scelto un prelievo parziale o totale del capitale, contro il 33% nel 2013. Ancora più significativo: la quota di chi ha prelevato il 100% del capitale è passata dal 6 al 20%.

Questa tendenza riflette da un lato il desiderio crescente di controllo, autonomia e trasmissibilità patrimoniale, dall’altro, però, solleva un interrogativo sistemico: molti barattano la sicurezza con la flessibilità, ma con quali competenze?

Un equilibrio che si incrina. A rendere ancora più complesso il quadro contribuisce la riduzione dell’aliquota di conversione applicata alla parte obbligatoria del II pilastro, scesa dal 7,2 al 6,8%, con prospettive future ancora più contenute. Questo significa che, per la componente obbligatoria, le rendite garantite sono sempre meno appetibili, eppure, per chi non ha un capitale elevato o non è seguito da un esperto è l’unica soluzione.

Ne emerge un sistema previdenziale che offre sempre più libertà ma sempre meno guida, che garantisce opzioni ma non soluzioni e che affida al singolo la responsabilità di scelte critiche. In questo scenario, la personalizzazione delle strategie previdenziali non è più un’opzione, ma una necessità. Una responsabilità seria, specie per chi ha patrimoni rilevanti.

La previdenza, oggi, non è più una procedura amministrativa. È una scelta patrimoniale, fiscale e strategica, che come tale richiede metodo, consapevolezza e visione. Per chi dispone di mezzi significativi, il pensionamento rappresenta un crocevia decisivo, in cui si intrecciano obiettivi successori, valutazioni fiscali e nuove prospettive di vita. E, con il decisivo coordinamento di fiscalisti, esperti previdenziali e gestori patrimoniali, diventa possibile affrontare questo passaggio in modo strutturato e lungimirante.

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